Editoriale

Una riflessione sul nuovo decreto sulle liberalizzazioni, che dal momento della sua approvazione ha messo a ferro e fuoco il Paese con proteste che si sono estese a macchia d'olio in tutto il territorio. Ascolta l'audio dell'intervento andato in onda su Radio Vaticana.
La difficoltà delle banche nel concedere credito ad imprese e famiglie. Una situazione allarmante soprattutto per l'Italia. Ascolta l'audio dell'intervento andato in onda su Radio Vaticana.
Il dono autentico, affermando il primato della relazione, del legame intersoggettivo sul bene donato, dell’identità personale sull’utile, deve trovare spazio di espressione ovunque, in qualunque ambito dell’agire umano, compresa l’economia. Il riferimento del dono e della gratuità nell'Enciclica Caritas in Veritate, quali carismi cristiani nell'agire economico, trova fondamenti lontani che hanno radicato esperienze avanzate. L'Europa non sarebbe come oggi la conosciamo, anche sotto il profilo sociale ed economico, senza il movimento benedettino e quello francescano da cui hanno avuto origine innovazioni fondamentali anche per quella che sarebbe poi diventata l'economia di mercato. La sensibilità umanitaria di tanti ordini religiosi tra il XVIII e IXX sec. - che hanno dato vita ad ospedali, scuole, opere caritative - ha segnato la nascita e lo sviluppo del moderno stato sociale ( welfare state ). Nella Carta Caritatis del 1098, vera e propria continuazione della precedente regola benedettina, ci sono due principi enunciati in…
Molto (di negativo) si è detto sugli economisti: una lobby di stregoni e maghi che non sono stati in grado di prevedere la crisi. Generalizzando, forse è anche vero: ma è altrettanto vero che erano troppo coinvolti e presi di se, per potersi aspettare un crollo. Esiste una “minoranza creativa” (richiamata dal Santo Padre nell’Udienza concessa all’UCID nel marzo 2006) alla quale apparteniamo noi “economisti umanisti” che crediamo al centro dei nostri interessi vi sia il benessere della persona, e consapevoli che l’uomo (inteso come essere umano) si esprime nella società in vari modi, spesso contemporaneamente. Consumatore, cliente, lavoratore, pensionato o imprenditore. Ma è sempre una persona! Richiamando un po’ il celebre film “The Dead Poet Society” con Robin Williams (in Italia, portava il titolo de “L’Attimo Fuggente”), vi invito a salire sui banchi ed a cambiare punto di vista! Una breve premessa filosofica che prelude all’uso di alcuni strumenti…
Esiste nel nostro Paese una grave emergenza circa il rapporto tra banche e imprese di cui quasi nessuno parla. Un punto di vitale importanza se si vogliono creare le condizioni di sostegno creditizio e finanziario per l'uscita delle nostre imprese dalla grave crisi che stanno attraversando. Le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, sono colpite da un pesante razionamento del credito da parte del sistema bancario nel suo complesso. E quello di cui soffre il Mezzogiorno, poi, è ancora più grave. Sulla base di queste premesse, la presa di posizione della Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, al Congresso degli Industriali a Biella, va sostenuta fortemente per un recupero di comportamenti etici nelle banche, finalizzati al sostegno di un nuovo modello di sviluppo per la diffusione del bene comune. Bisogna fronteggiare l'emergenza "etica e banche", come occorre fare per "l'emergenza educativa". Come ha sottolineato Emma Marcegaglia, nessuno vuole mettere in discussione il…
Quella del “posto fisso” è però per molti aspetti una falsa questione. Le dinamiche produttive e competitive dell’economia globale hanno eliminato da tempo la possibilità, anche solo teorica, di un collocamento capace di mettere i lavoratori al riparo dai rischi del cambiamento. E questo fatto ha certamente sgombrato il campo da quell’idea malata di posto fisso che ha caratterizzato per molti decenni le nostre “politiche” del lavoro. Per sopravvivere e sviluppare le imprese sono oggi chiamate ad una efficienza e ad una competitività talmente esasperate da richiedere ogni possibile forma di ottimizzazione. E d’altro canto il ruolo delle organizzazioni produttive è talmente centrale per la stabilità del lavoro, e quindi per la stabilità sociale di cui in realtà parla il Ministro, che non si può far altro che tutelare con la massima cura i loro bisogni primari. Quella che però non può essere mai persa di vista è la centralità…
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