Politiche a sostegno delle famiglie

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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle politiche che lo Stato mette in campo per sostenere la formazione e l'allargamento delle nostre famiglie.


Contributi straordinari alle famiglie di bambini frequentanti Scuole dell'Infanzia Paritarie

Il Fondo sociale europeo tramite alcune regioni d’Italia che aderiscono all’iniziativa stanziano fondi per attivare dei “voucher”, ossia dei contributi per integrare la retta mensile di frequenza al nido privato. Il contributo, definito in base all’Isee del nucleo familiare, può raggiungere un massimo di 337,50 euro mensili. Requisito fondamentale è che entrambi i genitori devono essere occupati (in caso di famiglia mono-genitoriale, il genitore deve essere occupato). La perdita del lavoro di uno o entrambi i genitori fa decadere l’assegnazione del voucher.
Se si accetta un posto in un nido comunale o convenzionato, si perde il diritto al voucher.


Bonus Famiglia o Contributo alle famiglie numerose

Si tratta di un assegno previsto dal Ministero dell’Economia cumulabile con altre misure di sostegno del reddito di un importo variabile da 200 fino a 1.000 euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare in particolar modo se un componente è un portatore di handicap. Può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito. Requisito fondamentale è che la famiglia sia composta da 4 o più figli a carico, di età compresa tra 0 e 25 anni, aventi un reddito Isee non superiore a euro 30.000,00.

 

Voucher per le baby sitter
La legge 92/2012 ha anche introdotto, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio, per un massimo di sei mesi. Tale contributo è di € 300,00 mensili, ridotti in proporzione per i part-time, per massimo sei mesi (o tre per le iscritte alla Gestione Separata), divisibile solo per frazioni mensili intere, ma in alternativa al congedo parentale a cui la lavoratrice deve rinunciare. Hanno diritto al beneficio le madri, anche adottive o affidatarie, sia dipendenti che iscritte alla Gestione Separata, purché versino la contribuzione piena, per i bambini già nati (o entrati in famiglia o in Italia) o quelli la cui data presunta del parto sia fissata entro i quattro mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda fissata dall’Inps, anche qualora abbiano già usufruito, ma solo in parte, del congedo facoltativo e anche per più figli.

 

Fondo di credito per i nuovi nati
Il Fondo di credito per i nuovi nati continua a costituire una forma di sostegno alla genitorialità sino all’anno 2014. La Legge di stabilità 2012 (art.12) ha infatti prorogato per gli anni 2012, 2013 e 2014 tale misura nata nel 2009 e concessa a tutti coloro che si vengano a trovare nella situazione prevista dalla norma, indipendentemente dal reddito e dalle motivazioni sottese alla richiesta.
Si tratta di uno strumento, rivolto ai genitori di figli nati o adottati durante gli anni sopra indicati, che consente di richiedere un prestito a tasso agevolato, di un massimo di 5000 euro, presso le banche che hanno aderito all'iniziativa governativa.
Il Fondo di credito per i nuovi nati, fondato sul presupposto che l’arrivo in famiglia di un figlio comporta nuovi oneri e nuove spese, fornisce un aiuto concreto alle famiglie italiane, rappresentando, allo stesso tempo, una effettiva agevolazione in un momento particolarmente storico critico da un punto di vista socio-economico
La domanda di prestito può essere presentata alle banche entro il 30 giugno dell’anno successivo (sino a giugno 2015) a quello di nascita o di adozione del figlio per cui si richiede il prestito.


Bonus bebè
Anche se è stato sostituito dal “Fondo di Credito”, ciò non esclude che il Bonus Bebè possa essere comunque erogato da alcune regioni. È dunque bene informarsi sulla presenza o meno di agevolazioni e contributi negli uffici dei servizi sociali presenti nel proprio comune di residenza.


Carta acquisti o Social Card
Le famiglie italiane con figli di età inferiore ai 3 anni con un reddito fino a 6.000 euro, una sola casa di abitazione, una sola utenza elettrica e del gas ad uso domestico e meno di 15.000 euro di risparmi in banca, hanno diritto alla Carta Acquisti, del valore di 40 euro al mese come sostegno per la spesa alimentare e per le spese domestiche di luce e gas. La Carta potrà essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati e consente sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma “Carta Acquisti”. Inoltre i titolari di Carta Acquisti possono avere uno sconto del 5% nei negozi e nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa. A tutti i possibili beneficiari verrà inviata una lettera con la spiegazione su come ottenere la Carta che si potrà richiedere negli Uffici Postali presentando il modulo allegato alla lettera e la relativa documentazione.

 

Pannolini lavabili
Sempre più comuni incoraggiano le famiglie ad acquistare pannolini lavabili attraverso incentivi e finanziamenti. I pannolini lavabili sono pannolini in stoffa che possono essere lavati in lavatrice e utilizzati più e più volte, assicurano una maggiore igiene, non contengono sostanze tossiche e non inquinano

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