Secondo le ultime rilevazioni Istat in Italia 4 milioni e 742mila persone, raggruppate in 1 milione e 619mila famiglie, vivono in condizione di povertà assoluta, vale a dire che non sono in condizione di comprare il minimo indispensabile per vivere.
Gli italiani in difficoltà sono tuttavia molti di più; sempre secondo l’Istat un italiano su cinque è a rischio povertà, vive quindi in una zona d’ombra dalla quale rischia di scivolare da un momento all’altro nella povertà assoluta.

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Secondo molti studi di settore, le famiglie italiane non stanno benissimo dal punto di vista economico, le spese sono molte e la famiglia, soprattutto se con più di un figlio a carico, sta diventando un soggetto sempre più spesso a rischio povertà.
A definire il budget familiare concorre in maniera determinante la spesa per il cosiddetto welfare familiare che secondo uno studio recentemente condotto da Mbs Consulting complessivamente ammonta per le famiglie italiane a circa 109 miliardi di euro, il 6,5% del Pil.
Andrea Rapaccini, presidente di Mbs Consulting, interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Allargate, divise, unigenitoriali, multi etniche: le famiglie italiane stanno cambiando con l’evolversi della società. Accanto a queste definizioni ormai entrate nel vocabolario corrente ci sono anche forme e categorie del tutto nuove, come le famiglie “allungate”, “ricostruite” e quelle formate in seguito a unioni civili e omosessuali. In questo quadro complesso stanno cambiando rapidamente i ruoli dell’uomo e della donna nella famiglia, ma anche quelli dei parenti più stretti, come i nonni che rispetto al passato assumono maggiore importanza nella custodia dei figli e nel sostegno economico. Per delineare il ritratto della nuova famiglia italiana Raffaella Saso, coordinatrice dell’Osservatorio Famiglie dell’Eurispes, è stata intervistata nella trasmissione “A conti fatti”, rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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La famiglia tradizionale, fondamento stesso sui cui si basa la nostra società, appare in crisi. Al di le delle politiche sociali che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, sostenere la famiglia il dato sotto gli occhi di tutti è quello del calo dei matrimoni.
In Italia ci si sposa sempre meno, sempre più tardi e molti giovani preferiscono la strada meno impegnativa della convivenza rispetto a quella del matrimonio; il numero di matrimoni con rito civile sta aumentando a scapito di quelli celebrati in chiesa, crescono inoltre separazioni e divorzi.

 

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Sempre più matrimoni finiscono con una separazione, tanto più problematica in presenza di figli. In Italia la questione è regolata da una legge del 2006 che intendeva tutelare la cosiddetta "bigenitorialità", ovvero la possibilità per i figli di continuare ad essere seguiti nella crescita da entrambi i genitori. Purtroppo non sempre la pratica è affine alla teorie e in Italia, secondo le statistiche, solo il 2% dei figli passa un tempo uguale in compagnia di entrambi i genitori separati, mentre il 30% perde del tutto i contatti con uno dei due. 
Per approfondire il tema "A Conti Fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha interpellato Marino Maglietta, presidente dell’associazione nazionale Crescere Insieme, promotore di alcuni disegni di legge che intendono riformare la materia.

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Avere un figlio è un dono, metterlo al mondo e crescerlo è un grande gesto d’amore, gesto ancor più significativo se rivolto verso i figli adottivi.
Anche se in calo, sono molte le  che scelgono di intraprendere il cammino dell’adozione, strada non sempre facile, ma ricca di felicità.
Interviene su A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, Donata Nova Micucci, presidente Anfaa – Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie.

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Domenica, 03 Luglio 2016 16:00

Benedetti figli

Il saldo naturale della popolazione italiana del 2015 è negativo per 165.000 abitanti. Oltre al calo delle nascite si registra un preoccupante aumento della mortalità. Le difficoltà economiche e lavorative della famiglia influiscono sul fenomeno. L'apporto degli stranieri residenti non è la soluzione ai problemi demografici: anche le donne e le coppie straniere, una volta qui, incontrano gli stessi problemi delle italiane a metter su famiglia.
In "A Conti Fatti" è intervenuto sul tema il professor Gian Carlo Blangiardo, del Dipartimento di Statistica all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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Nella conferenza organizzata dal Forum delle Associazioni Familiari per la giornata internazionale della famiglia, il docente di demografia della Cattolica di Milano fa un’analisi sulla questione del lavoro giovanile in Italia e di come ciò si ripercuota nella creazione di una famiglia e sulla società stessa

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