Venerdì, 03 Novembre 2017 11:49

Novembre, il mese delle tasse

E' arrivato il mese che ogni italiano teme più di ogni altro: novembre. La motivazione non è da ricercare nel cambio di clima ma nelle tasse. Da sempre, infatti, a novembre si abbatte una gragnuola di scadenze fiscali da far rabbrividire. Tra gli acconti e le addizionali Irpef, l'Ires, l'Iva, l'Irap e le ritenute di imposta i lavoratori dipendenti, gli autonomi, le imprese e i possessori di altri redditi saranno chiamati a versare all'erario 55 miliardi di euro, secondo i calcoli dell'Ufficio studi della Confederazione Generale Italiana dell'Artigianato. L'imposta più "impegnativa" da onorare entro la fine del mese sarà l'acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.). Queste ultime dovranno versare 14 miliardi di euro. L'Iva dovuta dai lavoratori autonomi e dalle imprese ammonterà a 13 miliardi di euro, mentre i collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, pagheranno al fisco ritenute per un importo di 10,9 miliardi di euro. L’acconto Irpef darà luogo a un gettito di 7,7 miliardi, l'Irap, invece, costerà alle aziende 6,8 miliardi di euro. Le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l’addizionale regionale Irpef, infine, "peseranno" in ognuno dei due casi per 1 miliardo di euro. 
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Con il mese di maggio, inizia ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi e per la presentazione del modello 730 per i redditi conseguiti nel 2016. Già dallo scorso 15 aprile è possibile presentare il modello 730 pre-compilato messo a disposizione del fisco nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta ovviamente di un importante appuntamento per tutti i contribuenti pensionati e dipendenti e - come ogni anno - non mancano le novità. Facciamo una panoramica generale sul modello.

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Gli effetti del taglio alla componente lavoro del cuneo fiscale ancora non si vedono. E nel frattempo gli indicatori registrano una situazione disastrosa per tante aziende. In Italia, il carico fiscale tra il 2013 e 2014 è aumentato del +0,4%, toccando il livello record del 48,2% del costo del lavoro: ovvero quasi metà di quanto gli imprenditori pagano per le buste paga dei  lavoratori se ne va in tasse e oneri sociali. Lo afferma il centro studi ImpresaLavoro.
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