Massimiliano Casto

Massimiliano Casto

Con il mese di maggio, inizia ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi e per la presentazione del modello 730 per i redditi conseguiti nel 2016. Già dallo scorso 15 aprile è possibile presentare il modello 730 pre-compilato messo a disposizione del fisco nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta ovviamente di un importante appuntamento per tutti i contribuenti pensionati e dipendenti e - come ogni anno - non mancano le novità. Facciamo una panoramica generale sul modello.

Il decreto fiscale di fine anno ha previsto una grande agevolazione per chi è alle prese con le cartelle esattoriali cioè la possibilità per qualsiasi contribuente (persona fisica, società, ecc.) di definire in via agevolata le somme iscritte a ruolo e affidati ad Equitalia per la riscossione nel periodo compreso tra l’anno 2000 e fino al 2016 (ivi inclusi gli avvisi di accertamento esecutivi).

Da oltre un anno il governo, sempre nell’ottica di dare uno stimolo all’economia, ha messo in campo una grande agevolazione, il c.d. “bonus mobili o arredi”. Se ne discute tanto ma c’è ancora molta confusione e tante incognite. I dubbi riguardano soprattutto chi ne ha diritto e per cosa. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Dopo un iter tormentato e non certo rapido, il testo della manovra finanziaria 2015, di 32 miliardi di euro destinata “a far crescere il Paese” , ha superato il rush finale alla Camera con 307 voti a favore e 116 contrari ed è stata pubblicata in gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 Suppl. Ord. n. 99.

Il prossimo martedì sarà una giornata davvero dura per i contribuenti italiani che saranno alle prese con il pagamento del saldo della Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) e dell’Imu.
Pochissimi quanti riusciranno ad evitare l’appuntamento con il conto delle due imposte locali, visto che la Tasi riguarda tutti i proprietari della casa in cui risiedono e gli inquilini, mentre l’Imu colpirà i possessori di seconde case o di immobili affittati. Una scadenza pesantissima, quindi, soprattutto per questi ultimi che pagheranno entrambe le imposte.

Nella Legge di Stabilità per il 2015, il Governo Renzi ha inserito la possibilità per i lavoratori di farsi liquidare sullo stipendio una parte del Tfr (trattamento di fine rapporto), cioè le quote di salario accantonate ogni anno per la liquidazione. Il Tfr rappresenta quella che comunemente viene definita buonuscita, ovvero la somma di denaro corrisposta al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro finisce, per un qualsivoglia motivo.

La Tasi - acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili - è la nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014 riguardante i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione pubblica. La grande novità della Tasi è che deve essere pagata non solo da chi, a qualunque titolo, è  proprietario dei fabbricati - ivi compresa l’abitazione principale, le aree scoperte e le aree edificabili, a qualsiasi uso siano adibite - ma anche dall’affittuario.

Buone notizie in arrivo per molti contribuenti italiani che otterranno entro breve tempo i rimborsi fiscali. Proprio in questi giorni, infatti, l’Agenzia delle Entrate sta chiedendo ai contribuenti di comunicare - attraverso la posta elettronica certificata (Pec) o la posta ordinaria - il proprio codice Iban per poter ricevere le somme direttamente sul conto.

A partire dal prossimo anno - in via sperimentale e con riferimento ai redditi prodotti nel 2014 - i contribuenti italiani avranno a disposizione la dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate. A prevederlo è lo schema di decreto legislativo di attuazione della delega fiscale, approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri e che ora passerà all’esame delle commissioni parlamentari per ottenerne i pareri.

E’ stato firmato ieri, a Parigi, l’accordo per lo scambio in materia di informazioni bancarie fra l’Ocse e tutti gli Stati membri, Svizzera inclusa. In tutto sono 47 i Paesi che hanno firmato l’intesa: 34 membri dell’Ocse - l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa- e 13 partner associati, tra cui Singapore, Malesia, Indonesia, Cina, Argentina, Brasile e Sudafrica.

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