Volontariato, spinta propulsiva del nostro Paese

Scritto da   Giovedì, 25 Dicembre 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Primo Di Blasio, coordinatore attività estere di Focsiv, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Dottor Di Blasio, per cominciare può dirci brevemente che cos’è Focsiv e di che cosa si occupa?

Costituita da oltre 40 anni, Focsiv è una federazione di organismi di ispirazione cristiana che si occupa prevalentemente di cooperazione internazionale. Aderiscono 70 ONG che lavorano prevalentemente nel sud del mondo, ma anche in Italia, facendo attività di informazione, sensibilizzazione e di lobbying politica.

 

70 ONG per un numero di volontari che ammonta a quante persone?

Ci sono circa 500 - 600 volontari espatriati ai quali si aggiungono ogni anno circa 200 giovani in servizio civile all'estero superando quindi le 600/700 risorse umane. Non dimentichiamo inoltre le esperienze di volontariato di 2/3 mesi o i cosiddetti “campi di lavoro estivo” e allora superiamo il migliaio di risorse umane impegnate all'estero.

 

Il volontario si muove per amore. Ma alla sua opera si può dare un contro valore economico? L’attività, infatti avrebbe un costo se fosse stata effettuata da un professionista retribuito per fare ciò. Esistono, quindi, delle stime in grado di quantificare il valore di queste azioni volontarie nel nostro Paese?

Assolutamente si. È un discorso innovativo riflettere oltre che sul capitale umano anche sul capitale economico che il volontariato offre al nostro Paese. L’Istat afferma che attualmente ci sono quasi 4 milioni e 800mila volontari censiti: applicando alcuni parametri economici al numero dei volontari, come ad esempio misurare il servizio offerto dal volontario, ciò che il volontario produce, oppure sostituendo l’ora di impegno del volontario stesso con un parametro economico che misura costo/ora attività, si ottengono circa 8miliardi di benefit per il paese, lo 0,8% del nostro Pil.

 

Quali sono i settori in cui maggiormente si esplica l’attività del volontario? Settori che in alcuni casi collasserebbero senza il sostegno della società civile

Il settore dove è maggiormente presente il volontariato è quello dell'assistenza. Parliamo del cosiddetto volontariato di prossimità, quello cioè che si può ricondurre a una relazione con dei soggetti deboli, siano essi diversamente abili, immigrati o poveri. C'è anche una crescita, però, di quel volontariato collegato alla protezione civile, del volontariato ambientale o del volontariato di promozione dei diritti e della pace. Il volontariato di prossimità, però, continua ad essere l'elemento caratterizzante del volontariato italiano.

 

Questo sia in Italia che all'estero?

All'estero si da importanza a quel tipo di volontariato capace di costruire delle relazioni. il volontario all'estero è un soggetto che deve costruire delle relazioni grazie alle quali  poi realizzare dei progetti. In altre parole si misura la capacità del volontario di entrare dentro una comunità e di costruire delle relazioni grazie alle quali poi costruire dei percorsi di sviluppo.

 

Lei è anche vice presidente della Conferenza Nazionale degli Enti per il Servizio Civile. Come valuta le politiche nazionali sul servizio civile e più in generale sullo sviluppo del terzo settore?

Per quanto riguarda il servizio civile quest'anno il premier Renzi ha annunciato di voler realizzare in tempi brevi una riforma del servizio civile chiamata “servizio civile universale”, un obiettivo importantissimo, perché significherebbe poter garantire a tutti i giovani la possibilità di fare l'esperienza del servizio civile. Oggi, infatti, a cause delle scarse risorse economiche, questa possibilità viene data a un giovane su sei. La proposta lanciata dal presidente Renzi è sicuramente importante ma deve essere poi tradotta in scelte economiche coerenti con l'annuncio dato. Ma c'è anche una riforma in discussione in questo momento che riguarda il terzo settore. Si tratta di una riforma innovativa che da importanza al terzo settore, portandolo ad essere, se non il primo, uno dei settori più importanti del nostro paese. Queste riforme dovrebbero poi essere sostenute con finanziamenti adeguati per dare la possibilità al terzo settore di essere un soggetto che partecipa alla definizione delle politiche del nostro paese.

 

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