GOEL: ma le intimidazioni non fermeranno il cambiamento

Scritto da   Lunedì, 08 Settembre 2014 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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GOEL: ma le intimidazioni non fermeranno il cambiamento

Ancora un incendio, ancora doloso, ai danni del consorzio sociale calabrese che lotta contro l'ndrangheta

Cambiare clima non è facile. Vincenzo Linarello ne era ben consapevole ancora prima di dare inizio al suo progetto, ma l’ennesimo atto di intimidazione a GOEL (http://www.goel.coop/), il consorzio sociale che lotta contro l'ndrangheta da lui fondato, è un memento che scuote e fa male. Però non ferma la missione di un progetto dove la dimensione economica, con la sua concretezza, si pone al servizio di un preciso progetto di cambiamento sociale, i cui riferimenti cardinali sono libertà, democrazia, sussidiarietà, giustizia sociale, giustizia economica, diritti dei più deboli, comunità locali e territori. La battaglia intrapresa contro le mafie, dentro e fuori la Calabria, si pone nell’ottica prioritaria della rimozione di uno dei più grandi e importanti vincoli al raggiungimento di tale obiettivo, sempre nel pieno rispetto delle persone che – pur sbagliando – vanno sempre tutelate nella dignità e nella possibilità di cambiare.

L’ultimo episodio di sopraffazione è toccato a "A Lanterna", una delle aziende agricole della Locride e della Piana di Gioia Tauro che fanno parte di GOEL Bio. Dal 2009 la struttura è stata vittima di ripetuti incendi e danneggiamenti, il più grave dei quali, nel 2012, ha provocato la distruzione di parte della struttura agrituristica. Poi, nella notte tra il 2 e il 3 settembre scorsi l’ultimo atto incendiario, avvenuto presso il punto ristoro dell’agriturismo, dopo una lieve esplosione.

È evidentemente un ennesimo gesto per cercare di fermare il cambiamento innestato. E GOEL chiede al Governo, ai politici, alle istituzioni, ma anche all’opinione pubblica, una reazione ferma e una presenza salda al fianco delle aziende che continuano a subire, per dire no all’intimidazione prepotente e feroce con cui la 'ndrangheta cerca di comunicare a tutti la sua forza di controllo del territorio. E dimostrare che, assieme, cambiare clima, anche in Calabria, si può.


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