FEC: un patrimonio di cultura e di fede

Scritto da   Domenica, 22 Maggio 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il direttore del Fondo Edifici di Culto, Angelo Carbone, parla della missione dell'ente: mantenere e promuovere un patrimonio artistico, storico, ma anche spirituale, custodito nelle 750 chiese che gestisce. Un compito arduo in tempi di scarsi investimenti da parte di un Governo che, però, recentemente ha stanziato un miliardo di euro per il restauro dei beni culturali.

Direttore, può fare una panoramica dell'essenza, delle funzioni e del patrimonio del Fondo Edifici di Culto?
Il FEC è stato istituito con la legge 222 del 1985, attuativa del concordato fra Stato e Chiesa Cattolica. Il Fondo gestisce il patrimonio che fu trasferito dagli ordini religiosi allo Stato a seguito dell'Unità d'Italia con le cosiddette "leggi eversive". In questo patrimonio ci sono oltre 750 chiese, molto importanti, sparse sull'intero territorio nazionale. Per citare solo alcune delle più famose ad esempio: Santa Chiara e San Domenico Maggiore a Napoli; le basiliche di Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze; Santa Maria in Aracoeli, Santa Maria del Popolo, SS. Giovanni e Paolo al Celio a Roma; San Domenico a Bologna, Santa Maria dell'Ammiraglio, la Martorana, a Palermo. Naturalmente fanno parte del patrimonio del FEC anche le opere d'arte custodite in queste chiese, che appartengono ad artisti come: Michelangelo, Guido Reni, Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini. Scopo del FEC, è conservare questo patrimonio e tenerlo aperto al culto cattolico attraverso apposite concessioni alle autorità ecclesiastiche. Questo è il nostro scopo primario a cui teniamo prioritariamente e a cui tutte le nostre risorse sono destinate.
"Valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico e culturale", quali sono le iniziative del fondo attualmente in essere, in questo senso?
Cerchiamo di valorizzare questo patrimonio attraverso delle mostre o la pubblicazione dei libri. La nostra caratteristica principale è poi la pubblicazione, ogni anno, di un calendario in cui sono illustrate le opere d'arte del Fondo. Quest'anno il calendario è stato dedicato alle icone romane presenti nelle chiese di Roma e provincia. Inoltre abbiamo fatto una mostra molto importante ad Agrigento, nella Chiesa di Santo Spirito dove sono presenti degli stucchi del Serpotta: in questa bellissima chiesa siciliana abbiamo portato il barocco romano rappresentato dal Salvator Mundi del Bernini, che è custodito nella chiesa di San Sebastiano fuori le mura.
Il fondo gestisce un patrimonio pubblico, spesso collaborando con attori privati per il restauro o la fruzione dei siti storici. Quali sono le potenzialità e i rischi del connubio pubblico-privato nella gestione e nel recupero del patrimonio artistico.
In presenza di risorse finanziarie sempre scarse rispetto all'importanza di un patrimonio così rilevante, così antico, così importante per la storia sia religiosa che artistica italiana, naturalmente la collaborazione con i privati diventa uno dei compiti principali che noi ci imponiamo, proprio per reperire nuove risorse. Naturalmente questo può essere fatto attraverso le sponsorizzazioni, ma attualmente anche attraverso un nuovo strumento che ci offre il Ministero dei Beni Culturali: l'Art Bonus, che per iniziative specifiche consente di acquisire donazioni da parte di qualsiasi soggetto, di qualsiasi cittadino, consentendo di restaurare importanti chiese o opere d'arte. La collaborazione coi privati non ha grandi rischi, se viene effettuata rispettando la normativa; è invece rilevante proprio perché ci consente di raggiungere degli obiettivi che, con le nostre scarse risorse, da soli non raggiungeremmo.
Il FEC ha partecipato alla realizzazione del sito leviedelgiubileo.it. Di che si tratta?
Le Vie del Giubileo è un sito che offre ai pellegrini che giungono a Roma la possibilità di scoprire dei percorsi religiosi e artistici particolarmente interessanti. Proprio con riferimento al calendario pubblicato quest'anno, abbiamo illustrato il percorso delle icone miracolose presenti nelle chiese romane. Attraverso questo percorso, elaborato grazie all'aiuto di tutti i soggetti che hanno partecipato all'istituzione del sito, abbiamo illustrato le chiese in cui sono presenti queste icone: dalla chiesa di Santa Maria del Rosario, passando per Santa Maria del Popolo, a San Lorenzo in Lucina e Sant'Alessio; tavole miracolose oggetto di grandissima devozione, che hanno un'importanza artistica e storico-culturale immensa.
Dal suo punto di vista, come giudica l'investimento di risorse che lo Stato dedica al proprio patrimonio artistico?
Per il Fondo Edifici di Culto lo Stato offre soltanto un contributo di circa un milione e 700 mila euro l'anno. Le somme, quindi, le reperiamo attraverso i redditi che provengono dal nostro patrimonio. Evidentemente, rispetto a un patrimonio così enorme che come detto riguarda oltre 750 chiese, le risorse sono assolutamente insufficienti. Però il 30 aprile c'è stata una deliberazione del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ndr.) che ha assegnato oltre un miliardo per il restauro dei beni culturali. Credo che questo sia l'avvio di un percorso utile per conservare questo patrimonio di cultura e, per quanto riguarda il Fondo Edifici di Culto, di fede.

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