Aggiungi un posto a tavola. I 200.000 amici ospiti della Comunità di Sant’Egidio a Natale

Scritto da   Domenica, 25 Dicembre 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Aggiungi un posto a tavola. I 200.000 amici ospiti della Comunità di Sant’Egidio a Natale

La festa più attesa dell’anno per molte persone può coincidere con un momento di profonda tristezza e solitudine. È per loro che da oltre vent’anni la Comunità di Sant’Egidio organizza in tutto il mondo un pranzo di Natale capace di coinvolgere centinaia di migliaia di persone e di riunirle intorno ad una tavolo per condividere insieme quel senso di famiglia che va ben oltre le mura domestiche di ognuno di noi.

Massimiliano Signifredi, Responsabile degli universitari della comunità di Sant’Egidio, ne ha parlato intervenendo su “A Conti Fatti”, programma a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 

 

Il pranzo di Natale della comunità di S. Egidio è ormai una tradizione ventennale. Quante persone partecipano a questa vostra iniziativa?

A Natale il pranzo di Sant'Egidio ha coinvolto 200mila persone, in questi giorni stanno arrivando i dati di ciascun pranzo. Sono stati 73 paesi a organizzare pranzi di Natale, 40mila le persone coinvolte solo in Italia. È stato il contagio positivo tra i numerosissimi volontari, soprattutto giovani, che nei giorni precedenti il Natale ha permesso di realizzare questa grandissima tavolata.

 

Come vive un senza fissa dimora il Natale e come cercate di farglielo vivere voi?

Il giorno di Natale è un giorno di festa, una festa globale che non conosce differenze di cultura e di religione, ma per chi è solo, per chi non ha famiglia, mezzi o è in difficoltà diventa una festa molto triste, un giorno più triste degli altri. A seconda del luogo in cui si organizza il pranzo noi invitiamo le persone che visitiamo ogni anno, ogni giorno, quindi bambini, anziani, malati, persone senza dimora, si fanno pranzi di Natale molto belli anche nelle carceri africane.

 

Quanti sono i volontari?

I volontari sono prevalentemente giovani, persone che aiutano quotidianamente i poveri, persone che hanno ritrovato un senso nella loro vita attraverso l'amicizia fedele con chi è in difficoltà, con chi è ferito dalla vita. L'amicizia con i poveri restituisce il senso del proprio benessere, ma anche di un debito che si ha nei confronti degli altri. C'è anche tanta altra gente che ci sostiene, che il giorno di Natale fa un regalo a chi è più povero e questo non va disprezzato: la generosità di chi mette a disposizione il proprio tempo o i propri mezzi per chi è più povero va incanalata in un progetto più ampio come quello del pranzo di Natale. A Roma sono stati tantissimi i giovani, ma in generale un po' tutte le persone che hanno contattato il sito della Comunità di Sant'Egidio - www.sant'egidio.org - per offrire il proprio aiuto offrendo delle cose o il proprio tempo. Questo è molto bello: ci sentiamo ripetere spesso che viviamo in un momento di crisi, di rarefazione dei momenti comunitari, ma il Natale dimostra che c'è sete di fare qualcosa di buono per gli altri.

 

Che ruolo ha la famiglia in questa ricorrenza?

Il pranzo di Natale della Comunità di Sant'Egidio è un pranzo di famiglia sia per chi non ce l'ha, per i poveri che sono soli, che per noi che invitiamo le nostre famiglie ad aiutare,  a servire il pranzo, a cucinare, o sedere in tavola con i poveri. È un po' una famiglia ricostruita, un tessuto che è lacerato e difficile da ritessere, ma che grazie all'amicizia, fedele, quotidiana, tra le persone della comunità e i poveri si ricostruisce in maniera molto bella con l'armonia che è propria di tutte le famiglie. Le nostre non sono tavolate di poche persone, le immagini che si possono vedere mostrano tavolate molto grandi in cui non c'è differenza di età, tra giovani, anziani, bambini.

 

Una cosa molto bella che voi fate è costituita dal fatto che oltre al pasto i vostri ospiti ricevono un regalo personale

È un po' un mistero come si riesca ad accontentare la fantasia e il desiderio di ciascuno di ricevere un regalo bello, utile e che dia l'idea di un affetto che viene rivolto personalmente a ciascuno. Nei giorni immediatamente precedenti al Natale cerchiamo di raccogliere i generi più vari per confezionare i regali. Il giorno di Natale, dopo che questi pacchetti sono stati confezionati, li segniamo con fiocchi di diverso colore, con delle coccarde, in modo che a ciascuno poi arrivi un regalo che sia il più possibile personale e gradito. Noi conosciamo i nomi di tutti i poveri. Tutti i poveri che sono seduti a tavola non sono li per caso, ma hanno un amico che li ha invitati personalmente. I poveri vengono invitati nei giorni precedenti il pranzo e a chi è più in difficoltà, come per esempio le persone senza dimora, si offre anche un vestito buono per poter partecipare al pranzo in maniera più dignitosa. Il giorno della festa su ciascun pacchetto regalo viene messo il nome della persona in modo che sia proprio quella persona a ricevere un certo regalo.

Foto: www.santegidio.org
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