Giovani e gioco d'azzardo: rischi reali e possibili soluzioni In evidenza

Scritto da   Domenica, 01 Gennaio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Giovani e gioco d'azzardo: rischi reali e possibili soluzioni

Secondo un documento statistico presentato in Parlamento, nella fascia d'età tra i 15 e i 19 anni quasi la metà dei ragazzi, il 49% del campione intervistato, ha ammesso di giocare d'azzardo. Secondo le stime, il 7% di questi giocatori sono definibili "problematici" e il 3% addirittura patologici. Per approfondire l'allarmante tema della diffusione della ludopatia tra i giovanissimi abbiamo interpellato Matteo Iori, presidente del Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo (CONAGGA).

Presidente Iori, abbiamo citato dei numeri molto impressionanti. In particolare il dato che quasi la metà dei ragazzi tra 15 e 19 anni ammette di aver giocato d'azzardo. Secondo la sua esperienza quanto è preoccupante il fenomeno?
E' sicuramente un dato molto preoccupante, non solo il fatto che abbiano giocato molti adolescenti: scendendo nel dettaglio delle percentuali scopriamo che sono moltissimi i ragazzini, persino quindicenni, che hanno giocato nell'ultimo anno. E' preoccupante da due punti di vista: da un lato i giovani sono molto vicini al gioco d'azzardo e di conseguenza ai suoi rischi; dall'altro, coloro che gestiscono il gioco d'azzardo per conto dello Stato, quindi gli esercenti, non sono ancora capaci di far rispettare le leggi. Ad esempio: i giovani ci dicono che giocano moltissimo ai gratta e vinci; questi sono comprati nelle tabaccherie che, per legge, non potrebbero venderli (ai minorenni, ndr.). Fa pensare come gli esercenti e i genitori spesso non abbiano un ruolo particolarmente educativo verso i giovani.

Quali sono i meccanismi di gioco più attraenti e pericolosi per un adolescente?
Le ricerche dicono che ci sono giochi più aggressivi di altri: quelli che hanno una velocità importante, nei quali è possibile rifarsi velocemente di un'eventuale perdita; che sono molto diffusi sui territori; ai quali è possibile giocare di continuo senza mai interrompersi; e quelli che danno stimoli visivi, luci, suoni, colori.
Di conseguenza i giochi più pericolosi per i ragazzini sono i giochi online, ai quali possono accedere sempre e comunque, così come gli apparecchi e gli strumenti (macchine da gioco come slot e video lottery, ndr.) perché possono in qualche modo attrarre molto; anche se le tipologie di gioco più diffusa tra i giovani sono i gratta e vinci e le scommesse sportive tra i maschi, e i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto tra le femmine.

Secondo la sua esperienza sono più coinvolti i ragazzi di famiglie benestanti, con maggiore disponibilità di denaro, o quelli con meno soldi in tasca ma appartenenti a contesti sociali meno avvantaggiati?
Per i giovani non abbiamo dati che ci permettano di dare una risposta autorevole a questo. Per gli adulti, vediamo dalla nostra esperienza che le persone che tendono a giocare di più (sembra paradossale ma purtroppo non lo è) sono quelle che hanno meno disponibilità economica: coloro che sperano che la loro vita possa improvvisamente cambiare attraverso l'utilizzo del poco denaro che hanno. Non ci stupisce questa affermazione. Del resto Milton Freedman, premio Nobel per l'economia, negli anni '50 diceva che se si vuol fare businness sul gioco d'azzardo bisogna avvicinarsi alle persone più povere, perché sono quelle che più facilmente spereranno di cambiare la loro vita tramite il gioco.

Sappiamo che sono sono allo studio delle soluzioni per macchine da gioco tecnologicamente diverse; parliamo di slot machine, videopoker e simili. Lei stesso ha dichiarato che occorrono macchine "meno aggressive". Come può, una macchina, essere resa meno aggressiva?
Oggi abbiamo sul mercato due tipologie di quelli che la legge definisce "apparecchi": le slot machine, che troviamo nei bar e nelle tabaccherie, e le video lottery o VLT, che troviamo invece nelle sale gioco specifiche, diffuse nelle varie città. Sono macchine diverse: ad esempio nella slot machine si può puntare al massimo un euro per vincerne cento; nella video lottery si può vincere molto di più, ma puntando molto di più, perché accetta anche partite da dieci euro l'una che durano quattro o cinque secondi. Quindi in poco tempo si possono perdere moltissimi soldi.
Allo studio, come prevede la legge, c'è la costruzione di nuovi apparecchi che dovranno sostituire le attuali slot machine entro il 2019. Nuovi apparecchi nei quali sarebbe possibile ridurre notevolmente la pericolosità del gioco stesso. In che modo? Rendendo il gioco più lento e più bassa la puntata: ciquanta centesimi invece che un euro; inserendo degli alert che segnalino il passare del tempo, ad esempio ogni mezz'ora; inserendo un orologio sempre visibile nella macchina; con uno stop automatico di un paio di minuti ogni ora di gioco.
Soprattutto si potrebbe pensare di introdurre la "tessera del giocatore" anche utilizzando la tessera sanitaria. Questo per fare in modo che il minorenne non possa accedere al gioco, perché non ha la tessera sanitaria, e per riuscire in qualche modo a identificare il giocatore. Di conseguenza sarebbe possibile attuare degli strumenti di controllo ulteriore e di riduzione dei rischi per i giocatori patologici, così come accade in altri paesi europei. Visto che all'estero queste cose già esistono, potremmo approfittare di quest'occasione per portarle anche da noi.

Lei, recentemente, ha sottolineato la responsabilità dei mezzi di comunicazione nel presentare le vincite con la giusta prospettiva. Quali sono le cattive pratiche in queste situazioni?
I mezzi di comunicazione fanno due tipi di pubblicità al gioco d'azzardo: quella che l'industria del gioco paga, e sarebbe opportuno vietarla, e soprattutto quella non paga ma che comunque i media decidono di attuare in occasione di grandi vincite. Quando sul giornale scrivono "Vinti 500.000 euro con un gratta e vinci da 5 euro " e tutta la storia del vincitore, tutti coloro che leggono si immedesimano in quella persona e hanno una sorta di sentimento di vicinanza al gioco. E' un ottimo messaggio per incitare altre persone a giocare.
I giornali dovrebbero dare notizia della vincita, perché mi rendo conto che possa essere una notizia, però soffermarsi anche su altro. Per esempio, che nello stesso giorno, nello stesso luogo, tantissime altre persone hanno giocato e perso. Sarebbe opportuno che tutti gli italiani sapessero che, come ci dice un documento dei Monopoli di Stato che abbiamo grazie a un'interrogazione dell'Onorevole Paglia, ogni giorno in Italia vengono venduti 5,2 milioni di gratta e vinci. Uno ogni tanto vince e viene diffuso, tutti gli altri che perdono però non sono diffusi da nessuno e non abbiamo percezione di quanto si perda.

Lei fa parte dell'Osservatorio Nazionale sul Gioco d'Azzardo attivo al Ministero della Salute, ed ha annunciato che da gennaio si comincerà a parlare di progetti nelle scuole. Ci può anticipare qualcosa?
All'interno dell'osservatorio c'è anche il Ministero dell'Istruzione e uno dei compiti è fare una sorta di progettazione sperimentale per aiutare anche le scuole a riflettere sui rischi del gioco d'azzardo, in un'ottica di prevenzione, ovviamente. Si sta ragionando su come attivare qualche progetto che possa permettere agli insegnanti, agli studenti e a tutto il contesto scolastico di sottolineare i rischi del gioco d'azzardo, ed eventualmente duplicare questo intervento da altre parti dopo averne misurato i risultati. Cerchiamo di portare all'interno del mondo della scuola una maggior consapevolezza del fatto che il gioco d'azzardo è diffuso, ma comporta rischi importanti. Occorre responsabilizzare i minorenni sul fatto che, per legge, non possono giocare, e dire ai maggiorenni che sarebbe bene non lo facessero per i rischi legati specificatamente a loro.

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