Turismo di condivisione: servono regole per un fenomeno in crescita In evidenza

Scritto da   Domenica, 08 Gennaio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Turismo di condivisione: servono regole per un fenomeno in crescita

Uno dei settori trainanti della crescente economia condivisa è il turismo: il viaggio, il soggiorno e molte attività tipiche delle vacanze si possono ormai organizzare in condivisione, usufruendo di case, appartamenti, passaggi in auto e servizi vari messi a disposizione dagli utenti per gli utenti. Se ne è parlato anche al recente Festival #IoCondivido, un fine settimana dedicato ai molteplici aspetti della sharing economy, che ha accolto oltre 100 mila visitatori al Castello Sforzesco di Milano. 

Organizzatore della manifestazione: l'associazione Altroconsumo, che per rendere più comprensibili queste nuove forme di fruizione di servizi, mette a disposizione dei soci i suoi esperti e consulenti. Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo, ha delineato una panoramica del settore in "A conti fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

Tarantino, cogliamo l'occasione del recente convegno: quali sono le tendenze dell'economia di condivisione emerse a Milano?
Milano, diciamolo subito, è la capitale italiana della sharing economy, la città che probabilmente ha sperimentato di più, ad esempio negli ambiti del car sharing (condivisione dell'automobile, ndr.) e dell'home restaurant (cene organizzate da privati in casa e proposte su internet, ndr.). Ci sono tanti esperimenti in città. Le due cose emerse dal festival sono: un grande interesse, una grande voglia di partecipare a questa cosa; e dall'altro lato un po' di diffidenza e paura, dubbi in relazione ad aspetti legati all'accesso e alla gestione quotidiana di queste piattaforme. Ad esempio il pagamento: come faccio a pagare in modo sicuro? come tutelo la mia privacy? come mi difendo dalle truffe online? Come posso gestire i danni ed essere assicurato nel momento in cui succede qualcosa alla mia casa o alla mia vettura messe a disposizione di altri?
Quindi un duplice aspetto: grande interesse e grande voglia di partecipare; ma dall'altro lato la diffidenza e la voglia di scoprire come gestire le complessità di un nuovo sistema.

Approfondiamo il tema del turismo. Quali sono le modalità di condivisione applicate ai viaggi. Quali le nuove forme che stanno prendendo piede sia nel nostro paese che all'estero?
Una volta per viaggiare si passava per l'agenzia, poi abbiamo iniziato a prenotare online. Oggi andiamo su piattaforme, di cui la più famosa è AirBnB, che mettono a disposizione stanze o case di privati per brevi periodi o soggiorni di vacanza. E' un modo nuovo di viaggiare e di scoprire la città, perché ci da l'opportunità di conoscere le persone che in quel momento ci ospitano a casa loro. Questo nuovo modello di "turismo alla pari", di interazione tra persone per viaggiare, è quello che si sta diffondendo di più.
Per quanto riguarda il viaggio, un altro esempio di turismo collaborativo che si sta diffondendo sempre di più è il car pooling: l'opportunità di mettere la mia auto a disposizione di sconosciuti che viaggeranno insieme a me per dividere le spese.

Altroconsumo ha molti associati e mette a loro disposizione dei consulenti per dirimere i dubbi. Quali sono le domande e i dubbi più frequenti riguardanti i soggiorni e il car pooling?
Le domande che i nostri consulenti ricevono più frequentemente sono legate al pagamento delle tasse: come mi devo regolare dal punto di vista fiscale per i redditi che ricevo, ad esempio mettendo a disposizione casa mia su una piattaforma di turismo collaborativo?
Oppure problemi relativi alle assicurazioni: come assicurarmi dal momento che viaggio insieme a degli sconosciuti? Come tutelarmi nel caso che un turista che ospito in casa mia fa un danno all'immobile? Oppure: se il turista si fa male mentre è in casa, come si possono assicurare sia lui sia il proprietario dell'immobile? I nostri consulenti sono a disposizione dei consumatori per supportarli rispetto a questi dubbi.
Altroconsumo, ci tengo a precisarlo, ha una posizione molto aperta nei confronti dell'economia collaborativa: sostiene e incoraggia questo modello che amplia il mercato e può dare dei vantaggi ai consumatori. Ovviamente riteniamo che i consumatori debbano essere tutelati e quindi cerchiamo di dare suggerimenti per gestire le complessità.

Recentemente si era cercato di regolare il settore con la cosiddetta norma AirBnB, che però non è stata approvata. Sappiamo che Altroconsumo ha delle proposte concrete: le può riassumere?
Siamo favorevoli a tutti i fenomeni di economia collaborativa purché siano regolati. Siamo convinti che questi fenomeni debbano emergere, anche dal punto di vista fiscale. Dobbiamo dire che l'Italia è all'avanguardia, da questo punto di vista: è uno dei primi paesi europei a mettere in discussione un disegno di legge sulla sharing economy.
La nostra posizione è facilitare l'emersione di questo fenomeno, attraverso delle soglie di esenzione dalla dichiarazione dei redditi per i primi anni. Soprattutto sugeriamo di trasformare piattaforme come AirBnB, Bla Bla Car, Gnammo, in sostituti d'imposta. Poiché, fondamentalmente, i trasferimenti di denaro avvengono su queste piattaforme, questi soggetti potrebbero tracciarli, agire come sostituti d'imposta, aiutare la fiscalità e quindi l'emersione di questi fenomeni. L'altro aspetto che sottolineiamo è che tutti i pagamenti di queste transazioni debbano avvenire con sistemi tracciabili: carte di credito e altri sistemi che consentano di garantire la totale trasparenza e copertura della fiscalità.

Social eating, gruppi di acquisto di prodotti biologici, home restaurant, sono tutte nuove forme di condivisione che riguardano il settore alimentare e di riflesso anche quello turistico. Quali sono le tendenze attuali e che proposte avanza Altroconsumo per questo settore?
Evidentemente l'Italia è il paese della buona cucina. Tra i fenomeni che vediamo diffondersi ci sono il social eating e l'home restaurant: persone con la passione di cucinare che, magari una volta a settimana, preparano una cena speciale, la mettono online, e si ritrovano a casa dieci o dodici sconosciuti che possono approfittare della buona cucina e della compagnia. E' evidente che anche questo fenomeno sta crescendo e va regolamentato, non solo dal punto di vista dei redditi, ma anche da quello della sicurezza.
Al momento, in Parlamento, è in discussione una costola del disegno di legge sulla sharing economy che riguarda in particolare l'home restaurant. Altroconsumo ha inviato le proprie osservazioni e i propri commenti sottolineando due aspetti. Il primo è che questo fenomeno va regolamentato e non deve andare in concorrenza con la ristorazione tradizionale: deve risultare un'attività di natura occasionale, nella quale la passione si trasforma in un'opportunità di arrotondare i propri redditi, ma non in una vera e propria attività professionale. Inoltre suggeriamo di fare formazione con regole base relative alla sicurezza alimentare e alla tutela della qualità del cibo che verrà offerto agli ospiti, per garantire trasparenza e qualità del servizio.

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