Parisse: sacrificio, rispetto e apertura all’altro i valori fondanti del rugby In evidenza

Scritto da   Domenica, 02 Aprile 2017 16:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Parisse: sacrificio, rispetto e apertura all’altro i valori fondanti del rugby

A pochi giorni dall’apertura del Villaggio Sport4Earth (Villa Borghese 21-25 aprile) una chiacchierata con il capitano della nazionale italiana rugby Sergio Parisse, intervenuto all’interno di A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Il rugby è uno sport duro in cui il contatto fisico è uno degli aspetti centrali. Eppure si respira meno tensione rispetto ad altri sport.
È sicuramente uno sport di contatto. Anche da spettatori si capisce che lo scontro fisico è parte fondamentale del nostro gioco che è uno sport di sacrificio, ma è anche uno sport leale che insegna tantissimo.
C'è tanta tensione agonistica sul campo, ma una volta finita la partita finisce lì, anzi c'è il famoso terzo tempo in cui si condivide con l'avversario un momento di serenità e di condivisione attorno a un tavolo.

 

Perché consiglierebbe il rugby ad un bambino e a una famiglia chiamata a scegliere uno sport per il figlio?
Il rugby porta avanti dei valori che sono fondamentali per qualsiasi persona come il rispetto e il sacrificio e questi sono valori che vanno al di la del fatto che si gioca per vincere e battere l'avversario. Fin da piccoli si insegna a rispettare l'avversario e l'arbitro. I genitori che vengono ad assistere agli allenamenti sono spettatori e sono lì per incoraggiare e per godersi un momento di felicità e di condivisione con i figli e con i genitori dei bambini della squadra avversaria. C'è un clima di serenità, felicità, tranquillità e divertimento, non c'è fanatismo, non si vedono genitori che intervengono sul campo per parlare, difendere il figlio, o criticare arbitro o allenatori.
Nel rugby si insegna sia ai bambini che ai genitori che vanno rispettati lo sport, le regole e gli avversari e non ci sono spazi per critiche perché si va sempre al di là del risultato. Questi sono valori fondamentali non solo per un rugbista, ma per qualsiasi persona.

 

Anche grazie alla visibilità della nazionale il movimento rugbistico italiano è cresciuto molto. Cosa manca ancora?
Negli ultimi dieci anni il rugby italiano è cresciuto tantissimo, un po' per la visibilità e un po' perché comunque la squadra (nazionale) è cresciuta sul campo e ha ottenuto dei risultati importanti anche se manca continuità nelle prestazioni. In questo momento siamo in un punto di svolta in cui si devono prendere delle decisioni importanti per il futuro perché, come gli altri sport, il rugby è in continua evoluzione e bisogna capire quali sono i metodi e qual è la strada giusta da intraprendere per non perdere il treno e per far si che il movimento continui a crescere. La nazionale è la punta di diamante del nostro movimento, ma anche all'interno del campionato italiano ci sono franchigie importanti come la Benetton rugby e le Zebre.
Ci sono buoni presupposti per il futuro, ma bisogna in questo momento prendere delle decisioni corrette; sono molto fiducioso e sono convinto che ci saranno nei prossimi anni dei cambiamenti positivi per continuare a crescere e a migliorarsi.

 

Dialogo, tolleranza, lealtà, superamento delle barriere culturali e religiose, sono gli obiettivi alla base del villaggio Sport4Earth che sarà allestito a Villa Borghese dal prossimo 21 aprile. Quanto possono contributre iniziative come questa alla diffusione di questi valori?
Penso che siano fondamentali. La cosa bella del rugby è che è uno sport adatto a qualsiasi bambino, non solo di qualsiasi razza o religione, ma di qualsiasi struttura fisica. C’è un posto per tutti: ci sono i piloni che sono più grossi, i più forti, i tre quarti che sono più agili, veloci e potenti, le seconde linee che sono i ragazzi più alti della squadra; è uno sport che lascia le porte aperte a tutti, per giocare non bisogna necessariamente essere grande e grosso.
È inoltre un gioco collettivo, di gruppo dove ci sono pochi spazi per le individualità, che pure sono importanti all'interno di una squadra, ma si sottolinea sempre l'importanza del gruppo, del lavorare insieme, di andare avanti sempre con il sostegno di un tuo compagno. Anche nella vita di ogni giorno ci rendiamo conto che da soli non riusciamo a fare tutto, abbiamo bisogno di un'altra persona che ci dia un sostegno e che ci aiuti a raggiungere un obiettivo.

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