Per viaggiare responsabilmente bastano buone intenzioni e un po’ di informazione In evidenza

Scritto da   Domenica, 02 Luglio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Immagine: © Sorbyphoto/pixabay

Chi viaggia sa, ed è questo in fondo il motivo stesso del viaggio, che visiterà posti nuovi, che incontrerà persone, cibi, usi e tradizioni diversi, a volte anche profondamente diversi, da quelli cui è abituato.
Mettere al centro del proprio viaggio il rispetto per l’ambiente e la cultura che si incontrerà è il comandamento del turismo responsabile, termine con cui si definisce un modo di viaggiare che fortunatamente sta prendendo piede come ha raccontato intervenendo su “A Conti Fatti”, programma a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia, Maurizio Davolio, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile.


Come possiamo definire il turismo responsabile?
Per noi il turismo responsabile è il turismo che mette al centro gli interessi, le aspettative e i diritti della comunità ospitante. Normalmente nel turismo si guarda come priorità all'interesse dei viaggiatori, noi invece poniamo l'accento su quello della comunità ospitante che va rispettata dai visitatori.
Riteniamo che non sono le comunità a doversi adeguare ai turisti, ma sono i turisti che devono adeguarsi alla cultura, agli stili di vita, alle abitudini del territorio e della comunità che lo ospita e rispettarne l'ambiente naturale e culturale; rispetto assoluto per il territorio che viene visitato.

 

È un settore che si sta allargando?
Sicuramente, ma quello che sta accadendo a livello globale è la crescita della sensibilità verso gli aspetti della sostenibilità e dell'etica nel turismo e da parte di tutti gli stakeholders di tutti i portatori d'interesse.
L’Organizzazione mondiale del turismo ha un codice etico che si sta affermando, l'Unione Europea nei documenti che riguardano il turismo parla sempre più di sostenibilità e di responsabilità e anche l'industria turistica, gradualmente, parzialmente se vogliamo, sta prendendo atto di questi cambiamenti, anche nel proprio interesse perché anche da parte dei viaggiatori c’è maggiore attenzione verso questi aspetti. C'è ancora tantissimo da fare, il percorso è ancora molto lungo, ma alcune acquisizioni ci sono state.

 

Il turismo responsabile sta quindi contaminando il turismo tradizionale?
Se pensiamo a come erano i cataloghi dei tour operator vent'anni fa e a come sono oggi notiamo delle differenze. Molti tour operator cominciano a sottolineare il rispetto di regole ambientali nei resort, negli alberghi che vengono scelti come partner e come fornitori. C'è maggiore attenzione ai temi della gestione dell'acqua e delle energie, il ricorso a energie rinnovabili o alternative, la lotta contro gli sprechi alimentari, la raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative di formazione per il personale.
Ci sono tanti piccoli accorgimenti, in particolare di natura ambientale perché, ripeto, i viaggiatori apprezzano misure tendenti a una maggiore sostenibilità. Resta tantissimo da fare, per noi bisogna compiere altri passi in avanti, soprattutto nel rapporto con la popolazione locale e trovare il modo di valorizzare le produzioni locali attraverso degli accordi fra produttori gestori degli alberghi e dei resort in modo da favorire l'economia locale.
Nei nostri viaggi prevediamo delle visite in profondità nel territorio, degli incontri con i protagonisti della vita sociale, civile, culturale in modo che il viaggiatore tornando possa dire di aver avuto nel paese che ha visitato un'esperienza ricca e profonda, anche se ovviamente limitata nel tempo che consente un viaggio.
Attraverso il rapporto con la popolazione locale si ha una rappresentazione completa della realtà, non solo della bellezza culturale naturalistica e ambientale, ma anche delle sue criticità, dei problemi e difficoltà che hanno i vari paesi e i vari territori.

 

Viaggiare responsabilmente costa di più?
A volte i nostri viaggi costano meno, a volte di più, non c'è una regola precisa.
Non è facile fare dei confronti perché da un lato i nostri viaggi sono normalmente gestiti con criteri di sobrietà, ma dall'altro avendo dei numeri molto piccoli, in genere nel sud del mondo viaggiamo con un massimo di dodici persone, questo impedisce di beneficiare di costi che invece si può permettere un grande tour operator che prende dei grossi allotment sui voli o sui resort lavorando con dei vuoti per pieno (l’acquisto anticipato da parte del tour operatori di un determinato numero di per un certo periodo a prescindere dalla successiva occupazione ndr).
Noi abbiamo dei numeri piccoli per cui a volte abbiamo delle tariffe aeree più alte; inoltre  non tiriamo il collo ai fornitori, l'alberghetto familiare su cui ci appoggiamo deve guadagnare il giusto e quindi la negoziazione non è estrema come quella che può fare un tour operator convenzionale.

 

Quali possono essere i consigli per chi, in autonomia, vuole viaggiare responsabilmente?
Il nostro sito è molto visitato non solo da ricercatori o studenti, ma anche da viaggiatori che poi viaggiano da soli e non acquistano i pacchetti proposti da nostri tour operator. Qui abbiamo pubblicato un vademecum (leggi) con 17 piccoli suggerimenti comportamentali che chiunque lo può scaricare.
La maggior parte dei viaggiatori autonomi, soprattutto giovani, già viaggia spontaneamente con un atteggiamento più rispettoso nei confronti della popolazione locale rispetto alle generazioni precedenti, ma è comunque facile compiere degli errori di comportamento anche in buona fede.
Un esempio è quello delle elemosine date ai bambini che si incontrano per strada; il turista  che li vede poveri e sporchi crede di compiere un atto positivo perché è dettato dal buon cuore, ma in realtà è un atto diseducativo perché indurrà il bambino a stare sulla strada invece di andare a scuola perché tornando a casa porterà una somma più alta di quella che suo padre guadagna in una settimana.
Ci sono tutta una serie di aspetti, dai rapporti con i bambini, a come vestirsi nei luoghi, in particolare nei luoghi di culto, alle fotografie per le quali va sempre chiesto prima di scattare il permesso alle persone che vengono fotografate, al mercanteggiamento dei prezzi, su cui è bene informarsi sugli usi locali per non compiere degli errori di comportamento.
Non esistono cattivi viaggiatori, esistono viaggiatori male informati, con una corretta informazione si riducono di molto i comportamenti inadeguati e inopportuni.

 

Immagine: © Sorbyphoto/pixabay
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