Adozioni: domande superiori ai bambini disponibili eppure non tutti trovano casa In evidenza

Scritto da   Domenica, 23 Luglio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Adozioni: domande superiori ai bambini disponibili eppure non tutti trovano casa

Avere un figlio è un dono, metterlo al mondo e crescerlo è un grande gesto d’amore, gesto ancor più significativo se rivolto verso i figli adottivi.
Anche se in calo, sono molte le  che scelgono di intraprendere il cammino dell’adozione, strada non sempre facile, ma ricca di felicità.
Interviene su A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, Donata Nova Micucci, presidente Anfaa – Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie.

 


Quanti sono i minori in attesa di adozione?
I dati rilasciati dal Ministero non sono sempre aggiornati e puntuali, ma diciamo che da dieci anni i bambini dichiarati adottabili in Italia si aggirano intorno ai 1.000/1.500 di cui 3/400 non riconosciuti alla nascita.
I minori stranieri sono invece in calo, dai 3.000 degli anni in cui si sono fatte più adozioni internazionali ai 1.500/1.800 degli ultimi anni; questo è dovuto a numerosi fattori che dipendono sia dai paesi di origine, che a volte chiudono le frontiere per l'adozione, sia per situazioni contingenti del nostro paese come il funzionamento della CAI, la Commissione per le Adozioni Internazionali.


Ci sono abbastanza famiglie per i ragazzi dichiarati adottabili?
Ogni anno le domande di adozione sono superiori ai bambini dichiarati adottabili, anche le disponibilità all’adozione sono diminuite negli ultimi anni sia perché oggi i coniugi possono arrivare ad avere un figlio attraverso strumenti diversi dall’adozione, sia perché l'adozione internazionale ha registrato molte denunce di scandali che non hanno poi portato a un provvedimento in merito da parte della magistratura e questo ha creato una grande confusione nelle famiglie e nei genitori che si prospettano adottivi.
I numeri sono diminuiti, ma sono sempre superiori rispetto ai bambini dichiarabili adottabili, ma nonostante questi numeri non tutti i bambini in Italia riescono a trovare una famiglia e anche bambini stranieri che vengono segnalati agli enti autorizzati per l'adozione non sempre riescono a trovare una famiglia disponibile.
Questo è dovuto al fatto che i bambini vengono dichiarati adottabili in Italia dopo anni e anni dalla segnalazione per cui sono spesso bambini grandi oppure con handicap accertati.
Inoltre nell'attuazione della legge che abbiamo in materia manca il sostegno alle coppie che danno la disponibilità all'adozione, sia dal punto di vista materiale ed economico psicologico per tutto il periodo della minore età del ragazzo.


Che percorso deve fare una coppia che decide di adottare?
Per quanto riguarda l'adozione nazionale più che di domanda di adozione si parla di dichiarazione di disponibilità e bisogna rivolgersi un qualsiasi tribunale dei minori italiano, indicando però il tribunale cui ci si è rivolti per primo perché ci si può rivolgere al tribunale di residenza, ma anche ad altri tribunali.
Per quanto riguarda i minori stranieri, la coppia deve fare domanda unicamente al tribunale di residenza.
Per l’adozione internazionale, inoltre, entro un anno dalla valutazione e dichiarazione di idoneità della coppia bisogna scegliere tra gli enti autorizzati quello di maggior fiducia a cui dare l'incarico per svolgere le pratiche per l'adozione internazionale.
Nell'adozione internazionale, la dichiarazione di disponibilità dura tre anni, non c'è una dichiarazione di idoneità, ma il tribunale attraverso i servizi sociali svolge le sue indagini e quando trova un bambino con le caratteristiche che meglio si adattano alle caratteristiche della coppia che ha fatto domanda procede all'abbinamento senza un formale provvedimento di dichiarazione di idoneità.


Che cosa vuol dire per una coppia essere idonea all'adozione?
Per quanto riguarda l’adozione internazionale vuol dire che il tribunale riconosce la coppia in grado di affrontare i problemi che un minore straniero comporta. La differenza che c'è tra l'adozione nazionale e internazionale dipende dal fatto che le autorità straniere hanno bisogno di un provvedimento da parte della nostra magistratura che accerti l'esistenza dei requisiti previsti dalla legge.
Per quanto riguarda l'adozione nazionale non c'è bisogno di accertamento, la coppia non fa domanda di adozione, ma una dichiarazione di disponibilità e i tribunali accertano la sussistenza dei requisiti per essere idonei all'adozione.

 Che consiglio darebbe ad una coppia che sceglie di adottare un bambino?
Ovviamente devono collaborare con i servizi sociali e seguire i corsi che vengono proposti, ma consiglio di mettersi in contatto con associazioni e organismi che organizzano corsi di approfondimento e scambio di esperienze sul significato dell’adozione e sui problemi che un’adozione comporta.


Quali sono questi problemi?
I problemi sono tanti e sono dovuti al fatto che nella stragrande maggioranza dei casi, ad eccezione dei bambini che non vengono riconosciuti alla nascita per i quali dopo pochi giorni viene dichiarata l’adottabilità, in genere i bambini che vengono dichiarati adottabili hanno vissuto una situazione di disagio e di abbandono che viene accertata dopo diversi anni per sono spesso bambini grandi con un passato negativo, ci sono bambini che hanno subito violenze o assistito a violenze, incuria e maltrattamenti.
Come associazione abbiamo richiamato spesso l'attenzione della magistratura e dei servizi sociali perché provvedano più celermente all'accertamento di situazione di disagio dei bambini.
Inoltre, prima o poi, l'adozione va comunicata al bambino, si deve sempre fare il conto con questa realtà.


Qual è la caratteristica fondamentale che non può mancare in una coppia per adottare un bambino?
Al di là delle generali capacità affettive ed educative la coppia deve essere molto motivata. La stragrande maggioranza delle coppie che si rivolge all'adozione non ha altri figli e arriva spesso all'adozione dopo un lungo passaggio fatto di altri tentativi di avere un bambino.
C'è bisogno che la coppia elabori il suo vissuto e il suo percorso e capisca che ci si deve rivolgere all'adozione non come ultima spiaggia, come ultima chance, ma con una scelta precisa che arriva in un determinato momento della propria vita.

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