La Notte bianca della legalità ha aperto (e unito) i Tribunali di Napoli, Palermo, Genova e Roma

Scritto da   Lunedì, 07 Maggio 2018 11:58 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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E’ stata un grande successo la Notte bianca della legalità che ha aperto ai ragazzi delle scuole le aule dei tribunali di Napoli, Palermo, Genova e Roma. Le varie iniziative hanno coinvolto complessivamente circa 1200 studenti in tutta italia. “L’apertura dei tribunali alle giovani e ai giovani, la possibilità che viene data loro di confrontarsi in queste “scuole di legalità” con esperti di indagini e di diritto e di avvicinarsi ai luoghi e alle pratiche della giustizia – ha commentato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli in un messaggio inviato per l’evento – è importante per la crescita personale di cittadine e cittadini, ma anche per la vita civile di una società nel suo complesso”. “La legalità e la lotta alla criminalità organizzata deve diventare patrimonio di tutti. Si sconta ancora una mancanza di conoscenza soprattutto nelle giovani generazioni e per questo l’evento è importante”, ha detto Rosy Bindi, poco prima di intervenire alla manifestazione a Roma.
 
Proprio nella Capitale l'evento si è aperto ufficialmente con l’inno nazionale italiano, suonato da alcuni studenti e studentesse. Subito dopo, nelle aule d’udienza sono iniziati i percorsi formativi che hanno affrontato temi cruciali riguardanti il malaffare, la corruzione, l’illegalità e la violenza. Sette tavole rotonde per parlare di stupefacenti, immigrazione, criminalità organizzata, violenza di genere, corruzione, cyberbullismo, famiglia e minori. “Oggi è la festa della legalità: un percorso che abbiamo avviato da diversi anni e siamo giunti quest’anno alla quarta edizione. Abbiamo il compito di veicolare ai nostri ragazzi, ai nostri studenti e studentesse i messaggi di legalità e giustizia, perchè sono principi non lontani da loro che appartengono a tutti e che dobbiamo coltivare quotidianamente. Questo è il significato dell’apertura ai ragazzi dei tribunali in alcune città italiane”, ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, sottolineando che “l’illegalità e la violazione delle regole hanno una sola conseguenza: la chiusura delle porte del futuro. Noi dobbiamo formare in un percorso comune, insieme alla scuola e ai genitori, le generazioni future, alle quali ci apprestiamo a consegnare le chiavi”. Tra i presenti, oltre alla già citata Rosy Bindi, anche  l’ex magistrato Gherardo Colombo, i giornalisti Massimo Giannini e Federica Angeli e il presidente del tribunale di Roma, Francesco Monastero.
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