La Chiesa vuol camminare con i giovani. Bassetti alla Fuci: sono loro i nuovi poveri. Mattarella: I giovani universitari possono svolgere una decisiva funzione sociale

Scritto da   Giovedì, 10 Maggio 2018 13:06 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Una "precarietà economica importante" che risulta ancor peggiore per le donne che vivono questa situazione come "un ricatto". Questa la condizione che vivono molti giovani di oggi e che la Chiesa non può e non deve sottovalutare. Questo il messaggio portato dal cardinale Gualtiero Bassetti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove ha aperto il Congresso nazionale della Fuci, la federazione degli universitari cattolici che ebbe Aldo Moro e Giulio Andreotti come presidenti e Giovanni Battista Montini quale assistente ecclesiastico.
“Oggi i giovani – ha rilevato Bassetti – sono sempre più spesso i nuovi poveri: una povertà esistenziale caratterizzata da bambini orfani di genitori vivi e di giovani disorientati e senza regole”. Contro tutto questo “la Chiesa – ha sottolineato Bassetti – da sempre vuole i giovani protagonisti. Con questo afflato ci stiamo avvicinando al prossimo Sinodo, un appuntamento importantissimo per la Chiesa universale e una sfida per l’umanità intera perché i giovani sono dappertutto, sono una realtà antropologica e il passaggio di testimoni che si tramanda di generazione in generazione”. Bassetti si è dichiarato lontano rispetto “agli slogan e alle frasi ad effetto” sul mondo giovanile, denunciando che “spesso si parla dei giovani con grande superficialità” a causa di “una realtà sociale che parla di schemi stereotipati come quelli dei giovani bellissimi delle copertine delle riviste”. Ugualmente il presidente della Cei ha preso le distanza da “una retorica giovanilistica in politica dove molti dicono di spendersi per le giovani generazioni e ripetono a memoria ritornelli più o meno credibili in cui dicono di voler pensare al futuro dei nostri ragazzi”. Per Bassetti, “il futuro dei giovani è ora e lo vogliamo realizzare tutti insieme in sinergia, in un patto intergenerazionale”, senza recitare “un copione senza anima e senza cuore, ad effetto”. Nello stesso evento è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Le università sono un luogo nevralgico: la società di domani avrà sempre più bisogno di conoscenze, di saperi e professionalità, di coscienza civica. I giovani universitari possono svolgere una decisiva funzione sociale, proprio in presenza delle straordinarie trasformazioni che coinvolgono i nostri modelli di vita”, ha scritto Mattarella, nel messaggio inviato ai presidenti nazionali della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) in occasione della 67° Congresso nazionale che si è aperto la scorsa settimana a Reggio Calabria. “La Fuci – ha ricordato il Capo dello Stato – ha le proprie radici in una storia molto ricca e intensa, che ha fornito contributi di grande rilievo alla crescita civile e culturale del Paese, oltre che al rafforzamento delle sue basi democratiche”. “L’ispirazione religiosa, alimento dell’impegno degli universitari cattolici – prosegue Mattarella – ha costituito la base di un apporto al dialogo nella società pluralista, nel riconoscimento pieno della laicità dello stato, alla ricerca sincera del bene comune”. Secondo il presidente della Repubblica, “le tante esperienze maturate nella Fuci, i testimoni che le hanno animate, l’attenzione formativa e la propensione al confronto sono un prezioso patrimonio per i giovani universitari di oggi, che vivono una stagione segnata da cambiamenti veloci e profondi, e che giustamente vogliono diventare protagonisti del loro destino”.
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