L’Italia verso l’estinzione. Forum Famiglie: i dati dell’Istat non possono lasciare indifferenti

Scritto da   Lunedì, 21 Maggio 2018 10:06 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: pasja1000/pixabay.com

Un declino demografico inarrestabile ha colpito l'Italia dal 2015 a oggi: ogni anno, infatti, la popolazione diminuisce di quasi 100mila persone rispetto all’anno precedente. Gli stranieri dunque, spesso disprezzati da una parte del popolo, a oggi risultano fondamentali per il mantenimento dei posti di lavoro degli italiani, e anzi non sono sufficienti: Al 1 gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni di residenti, con un’incidenza della popolazione straniera dell’8,4% (5,6 milioni). La stima della popolazione straniera al 1 gennaio 2018 mostra un incremento di 18 mila persone rispetto all’anno precedente, come saldo tra ingressi, uscite e acquisizioni di cittadinanza. E’ dal 2016 che la variazione della popolazione straniera sull’anno precedente presenta valori modesti, soprattutto se comparati con quelli degli anni Duemila. A dirlo l’Istat nel suo rapporto annuale sulla situazione del Paese. E si va accentuando l’invecchiamento della popolazione, nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura per età più giovane di quella italiana e con una fecondità più elevata. Quindi, anche con la presenza degli immigrati, l’Italia risulta essere il secondo Paese più vecchio al mondo, con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani al 1 gennaio 2018. Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464 mila, il 2% in meno rispetto all’anno precedente e nuovo minimo storico. Dunque gli italiani sono sempre più anziani: oltre 1 su 5 è sopra i 65 anni 16 maggio 2018. Ruolo determinante, dicono gli esperti, è rivestito anche da Internet che ha avuto il merito di potenziare le relazioni sociali, anche se quelle non virtuali restano le forme considerate più appaganti: i social non hanno sostituito la frequentazione fisica e quando si può si cerca di stare con gli amici, con cui chiacchierare del più e del meno. Anche il lavoro si continua a cercarlo attivando le reti personali di parenti, amici e conoscenti: l’87,5% dei disoccupati sceglie canali informali. Dai dati dell'Istat la sproporzione che c'è tra il Nord e il Sud del Paese. Nel Mezzogiorno, che si è andato spopolando, si assiste ad un assottigliamento delle reti. L’economia del Sud è tornata a crescere dopo 7 anni di contrazione ma la strada per il pieno recupero è ancora lunga. Guardando ai legami produttivi sul territorio, l’Istat nota che i centri decisionali appaiono maggiormente concentrati nelle regioni del Nord-est, il cui ruolo nell’orientare le scelte produttive dell’economia italiana è cresciuto nel tempo. Inoltre, i vincoli economici e culturali sono di ostacolo alla realizzazione delle pari opportunità per chi parte da situazioni più svantaggiate e la distribuzione della ‘dote familiare’ mette in luce le criticità dei territori più svantaggiati del Sud. Disuguaglianza che resta marcata nell’offerta dei servizi sanitari e socio assistenziali. Non a caso, alla nascita l’aspettativa di vita in buona salute a Bolzano e’ quasi 70 anni, mentre per un uomo calabrese arriva a 51,7 e per una donna della Basilicata a 50,6. E dal punto di vista territoriale, la poverta’ assoluta – secondo le stime preliminari – aumenta nel Mezzogiorno e nel Nord, mentre scende al Centro. 

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