Arte e cibo fanno dell’Italia la quinta meta turistica al mondo. Federturismo: occorre investire sulla qualità dell’offerta In evidenza

Scritto da   Martedì, 03 Luglio 2018 18:28 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Arte e cibo fanno dell’Italia la quinta meta turistica al mondo. Federturismo: occorre investire sulla qualità dell’offerta

Paesaggi belli e variegati, buon cibo e un patrimonio artistico che non ha eguali al mondo costituiscono i pilastri su cui si basa l’offerta turistica italiana, per un comparto tra i più importanti per l’economia del nostro paese, in grado di generare secondo gli ultimi dati Iriss-Cnr valore aggiunto per oltre 100 miliardi di euro.

Il presidente di Federturismo, Gianfranco Battisti, interviene all'interno di "A Conti Fatti", trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, per fare il punto sulla stagione turistica ormai alle porte.

 

 

Quali sono le aspettative per la stagione turistica in corso?
Molto positive, in particolare il nostro osservatorio ha rilevato per agosto un forte incremento della domanda, anche se molto concentrata nel periodo centrale di agosto, mentre gli altri anni era un po’ più distribuita. 
La crescita è in generale in quasi tutta l'Italia, ma in particolare sulle regioni a vocazione marittima, molto stanno andando la Puglia e la riviera romagnola che hanno un trend di crescita molto importante

 

Rispetto all’anno precedente di che trend parliamo?
Parliamo di un più 4 - 5%. Già l'anno scorso è stato un anno record, addirittura a doppia cifra per quanto riguarda la Puglia, e mantenere quel trend non è facilissimo, ma comunque registriamo un significativo volume di crescita in un segmento che non è facile, un segmento del turismo considerato abbastanza maturo, ma che negli ultimi due tre anni sta riscoprendo una nuova stagione, un po’ frutto anche di quella che viene chiamata la ridistribuzione dei flussi che dal Nord Africa e dalla Turchia si stanno ridistribuendo in Italia, Spagna, Croazia e Grecia.
 

Lei recentemente ha dichiarato che il 57% dei turisti stranieri nel 2017 ha scelto di venire in Italia per il nostro cibo per i nostri vini. L’arte non attira più come una volta?

In realtà l'arte e la cultura restano il primo motivo per la quale gli stranieri scelgono l'Italia e anche nelle nostre proiezioni da qui al 2030 sarà sempre l'elemento di traino per quanto riguarda il turismo in ingresso.

Certamente il cibo sta assumendo un ruolo sempre più importante, stiamo riscontrando una grandissima crescita in alcune regioni come la Toscana o il Piemonte legata appunto alle scoperte gastronomiche a percorsi esperienziali legati all'enogastronomia e per noi è un elemento di grande valore.

 

La disponibilità di voli a lunga tratta a prezzi decisamente accessibili ha cambiato profondamente il mercato; da una parte ci ha aperto nuovi mercati turistici dall'altra ha messo a disposizione dei nostri connazionali mete una volta irraggiungibili. Complessivamente il turismo italiano sta guadagnando o sta perdendo posizioni a livello internazionale?
Anche se in generale non amo misurare il fenomeno turismo sui volumi, devo dire che i volumi crescono.
Complessivamente a livello mondiale siamo intorno al quinto posto, semmai  quello che preoccupa è il margine del ritorno sull'investimento che è molto basso, il che vuol dire che abbiamo un turismo di massa, ma con una bassa disponibilità alla spesa.
Dobbiamo recuperare questo gap, aumentando la qualità della nostra offerta e attirando un turismo più di qualità. Questa la grande sfida che abbiamo di fronte.

 

Come si fa ad attirare questo questo turismo di qualità?
Dobbiamo alzare il livello qualitativo della nostra offerta. Troppo spesso abbiamo situazioni di offerta di basso livello che inevitabilmente attirano clientela con bassa propensione alla spesa.
Dobbiamo crescere, ecco perché stanno aumentando in maniera significativa ad esempio gli alberghi a cinque stelle, in Italia c'è un deficit di fascia molto alta che il mercato invece richiede. 
Ecco secondo me questa è la strada per riqualificare il turismo attirando un turismo alto spendente e in qualche maniera limitando quel fenomeno del sovraffollamento in alcune aree della penisola e in particolare alcuni periodi dell'anno che certamente non fa bene al fenomeno turistico, alla qualità dell'offerta turistica.
Oggi dobbiamo competere con destinazioni, soprattutto quelle del sud est asiatico, molto competitive dal punto di vista del prezzo; se facciamo la guerra sul prezzo perdiamo tutti, noi dobbiamo puntare alla qualità della nostra offerta.
Qualche anno fa sui prodotti manifatturieri la Cina ci faceva, e continua a farcela, una concorrenza molto legata al prezzo, ma la qualità non è certo paragonabile a quella della manifattura italiana. Dobbiamo portare questa differenza anche nel turismo, fare in modo che la nostra offerta sia molto alta dal punto vista qualitativo; questo non vuol dire che devono esservi solo alberghi a cinque stelle perchè si può fare qualità anche a tre, due, una stella, in un b&b o in maniera differenziata nei ristoranti.
Dobbiamo inoltre migliorare la qualità dell'offerta di trasporto, ad esempio grazie all'alta velocità si possono raggiungere più facilmente alcune destinazioni e in questo modo si possono ridistribuire i flussi non sono sulle grandi città, Venezia, Firenze e Roma, ma anche su località cosiddette minori che in realtà minori non sono e che invece rappresentano una grande ricchezza del nostro paese.
Quando parlo di qualità vuol dire anche eliminare quel fenomeno legato all'alta stagionalità della domanda tutta concentrata nel periodo estivo; non funziona, dobbiamo ridistribuirla in maniera più omogenea su tutte le altre destinazioni del territorio, ma soprattutto nei diversi periodi dell'anno.
È assurdo che la Sicilia o la Sardegna chiudano gli alberghi già da fine settembre: il clima è favorevole e le condizioni di accesso sono tutto sommato sostenibili quindi credo che allungare la stagione su periodi diversi possa essere una strada per migliorare la qualità della nostra offerta.

immagine: Mariamichelle/pixabay
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