Balzani: basta carburanti fossili più o meno puliti. È il momento delle auto elettriche. In evidenza

Scritto da   Martedì, 30 Ottobre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: pixabay.com

L'associazione Euromobility, che promuove la mobilità sostenibile, pubblica ogni anno un rapporto sul trasporto privato nelle principali città italiane. Dall'edizione 2018, resa nota pochi giorni fa, emerge che in Italia continua a crescere il numero di veicoli sulle strade: ogni 100 abitanti ce ne sono circa 59; la media europea, per fare un confronto, è di circa 50. 

Nella scelta dell'automobile ha sempre più peso il tipo di motorizzazione, con motivazioni economiche e, sempre più spesso, anche ecologiche: infatti, secondo le statistiche, in Europa aumentano le motorizzazioni alternative (ibride, elettriche e a gas), aumentano anche quelle a benzina, mentre si registra un calo deciso dei diesel.
Mercato a parte, quali sono i motori più rispettosi dell'ambiente? Quali emettono più o meno polveri sottili, dannose per la salute, e quali rilasciano più gas serra, dannosi per il clima? I motori elettrici sono davvero la panacea di tutti i mali? Lo abbiamo chiesto a Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna e accademico dei Lincei, intervenuto ad “A conti fatti”, rubrica radiofonica di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.


Professor Balzani, parliamo di trasporti. Lei ha scritto un libro che ci fa da guida in questa intervista: “Energia per l'astronave Terra”. Questa astronave però ha anche delle navicelle, quelle con cui ci muoviamo ogni giorno: le automobili, essenzialmente, ma anche il trasporto leggero, i furgoni e così via. Quali fonti energetiche stiamo sfruttando ora e quali invece potremo sfruttare in futuro per questo tipo di trasporto?

Si può generalizzare e che oggi stiamo sfruttando essenzialmente i combustibili fossili per tutto. In particolare per i trasporti con le auto. In futuro dovremo fare tutto con l'elettricità. D'altra parte questa cosa sta già avanzando: quando ero bambino i treni andavano a carbone e gli autobus andavano tutti a gasolio; insomma, [oggi] dov'è possibile che ci sia un filo a cui attaccarsi per ricevere corrente si va ad elettricità anziché a carbone o a gasolio. Il problema però rimane per le macchine, che non possono essere attaccate a un filo.

Abbiamo diverse tipologie di motore in questo momento sul mercato: quello a benzina; quello elettrico; gli ibridi benzina-elettrico; a GPL e metano, che sono gas; e ad idrogeno, che è un po' di nicchia però esiste. Quali sono i pro e i contro di queste motorizzazioni, dal punto di vista ambientale ed economico?

Intanto dobbiamo metterci bene in mente che, come ha stabilito la conferenza di Parigi (COP21 nel 2015, nda.), come hanno ribadito l'8 ottobre gli scienziati riuniti su questo tema (report dell'IPCC sul riscaldamento globale, nda.), e come ha detto il Papa nell'enciclica (Laudato Si' del 2015, nda.), bisogna smettere di alimentare il cambiamento climatico. Sia il gasolio, sia il metano, sia il gas liquido, e in parte anche gli ibridi perché funzionano essenzialmente con gasolio, producono tutti l'anidride carbonica. Noi non possiamo permetterci di continuare a produrre anidride carbonica: ne produciamo 30 miliardi di tonnellate all'anno e, secondo gli scienziati, bisogna che diminuiamo del 47% questa quantità entro il 2030. Poi dobbiamo abbandonare definitivamente: non produrre più CO2 entro il 2050. Pena: il cambiamento climatico irreversibile. Con le gravi conseguenze che dovrebbero essere già note: si sciolgono i ghiacciai; si alza il livello del mare e quindi vengono invase dall'acqua tutte le zone costiere, anche la valle padana se andiamo avanti così. In certi posti piove troppo, come sappiamo, in altri posti piove poco. Il deserto avanza in Africa. Quindi dal cambiamento climatico derivano una serie di complicazioni, e l'unico colpevole è questa CO2, che viene prodotta ogni volta che consumiamo dei combustibili fossili.
Si chiede: qual è il migliore dei combustibili fossili? Qualcuno dice il metano. Adesso c'è un progressivo abbandono del gasolio (diesel, nda.) perché il gasolio ha anche l'altro problema: l'inquinamento atmosferico con le polveri sottili; quindi c'è almeno una tendenza da parte di molte case automobilistiche (ma ancor di più da parte di chi produce autobus) a passare il metano. Qualcuno dice che il metano sia l'energia fossile più pulita, e che sarà il “ponte” che nel giro di venti, trenta, quaranta o cinquant'anni (a seconda di chi parla), ci porterà alle energie rinnovabili. Perché il punto è questo: sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili. Le energie rinnovabili più importanti, com'è noto, sono il fotovoltaico, l'eolico e l'idroelettrico. Tutte queste ci danno elettricità; cioè convertiamo queste energie rinnovabili naturali in elettricità. Quindi noi produrremo sempre di più elettricità, se vorremo seguire il concetto che bisogna abbandonare i combustibili fossili e passare alle energie rinnovabili. Producendo sempre più elettricità, tutto dovrà funzionare ad elettricità, mentre oggi funziona quasi tutto con i combustibili. È vero che il metano è più pulito? e che è conveniente usarlo come ponte verso le energie rinnovabili? Se cominciamo a sviluppare sempre di più l'uso del metano, questo automaticamente rimanderà sempre più in là l'uso dell'elettricità. Se ad esempio, come succede qui a Bologna, si comprano degli autobus nuovi a metano, liquido fra l'altro, questi andranno avanti ancora per venti o trent'anni, e non si parlerà più di passare agli autobus elettrici. In Cina invece, per esempio, sono in funzione più di 300 mila autobus elettrici. In Cina, in un mese, vengono messi in strada circa 9.500 nuovi autobus elettrici, che è l'equivalente del totale della flotta di bus di Londra. I cinesi sono più avanti di noi? Si, ormai sono più avanti di noi anche sulle questioni del clima e delle rinnovabili. Perché, secondo me e tanti altri, il metano non è una soluzione? Perché è vero che quando uso il metano produco un 20-30-40% in meno di questa anidride carbonica che provoca i cambi di clima; però è anche vero qualcos che pochi ricordano: il metano, di per sé stesso è un gas serra, 72 volte più potente della CO2.

e questo è un male per il riscaldamento del pianeta.

Qualcuno dice: il metano non lo lascio andare in atmosfera; lo brucio, quindi lo trasformo in CO2 ma meno del gasolio. Il problema è che il metano è un gas che viene da migliaia di chilometri, come sappiamo. In tutti questi gasdotti ci sono delle perdite inevitabili. Anche ogni volta che mettiamo metano nell'automobile, ne escono piccole quantità. Si stima che ci sia un 3% di perdita nella catena del metano. Quindi, siccome è anche 72 volte più potente del CO2, a un certo punto è quasi peggio: produce meno CO2 quando lo brucio, ma ci sono queste perdite, questo “metano fuggitivo” come lo chiamano; ed è inevitabile che ci siano, scegliendo metano dell'Azerbaigian o dalla Russia: capisce quanti rubinetti e quanti tubi ci sono nel percorso?
Quindi il metano è un errore, innanzitutto perché non contribuisce [alla lotta] al cambiamento climatico. Inoltre, secondo gli ultimi studi, neanche il metano è innocente dal punto di vista dell'inquinamento: hanno visto che quando brucia, produce anch'esso delle polveri sottili, così come le produce il gasolio. Se vado a misurare questi inquinanti, il gasolio ne produce una quantità maggiore; il metano produce una minore quantità in peso, ma un numero maggiore di particelle. Cioè produce particelle più piccole, che sono poi anche le più pericolose. Insomma il metano dovrebbe essere semplicemente considerato come gli altri combustibili fossili: non è migliore, e bisogna quindi abbandonarlo, se vogliamo smettere di compromettere il clima. Prima smettiamo e meglio è. Altrimenti, se diciamo che è un combustibile ponte, allora la gente lo userà e rimanderà sempre di più il passaggio all'elettrico.

Il problema è chiaramente la transizione dalle fonti di energia fossili a quelle rinnovabili e pulite, come emerge anche dal suo libro. Anche i motori elettrici hanno dei costi: le terre rare per i componenti, e la dipendenza per queste componenti da alcune da alcune parti del mondo, come le miniere in Africa e in Cina. Lei, mi pare di capire, è per un passaggio quanto più veloce possibile al motore elettrico; ma ad oggi, in questo momento, si sentirebbe di consigliare a qualcuno di rottamare, ad esempio, un'auto diesel o a benzina, ancora nel pieno della sua vita utile, che è già stata prodotta e quindi ha già avuto un impatto, con una nuova auto elettrica che deve essere prodotta con tutta la sua impronta ambientale?

Io non mi sento affatto di rottamare. Tanto più poi adesso che, viste le condizioni messe per entrare in città, la rottamazione consiste nel fatto di sostituire un'auto diesel con un'altra auto diesel. Questo è un errore grandissimo. Qualcuno ha fatto dei conti: sostituire adesso un'auto diesel con un'altra auto diesel nuova vuol dire, anche qui, rimandare sempre di più la transizione. Non solo, ma rottamare è un errore: una macchina bisogna tirarla avanti. Produrre ogni macchina nuova, sia che vada a combustibile, sia elettrica, vuol dire produrre una grande quantità di anidride carbonica: si stimano circa 15 tonnellate di anidride carbonica per fare una macchina nuova. Nel 2015 e nel 2016 in Italia abbiamo sostituito 3 milioni e 300 mila auto diesel con altre auto diesel, fra l'altro con una spesa per la gente di 60 miliardi. Ognuna di queste auto nuove vuol dire 15 tonnellate di anidride carbonica in più. Si aggiunga anche che le auto cosiddette “rottamate” non è che scompaiano improvvisamente: dall'Italia vanno a finire in Africa, nei paesi dei balcani, dove hanno meno controlli; e quindi queste auto continuano a produrre inquinamento e CO2. Lei chieda: si sentirebbe di suggerire di rottamare un'auto a gasolio con un'auto elettrica? Sì. Il problema è che le auto elettriche costano molto. Un mio amico e collega l'ha fatto: l'ha sostituita ed è molto contento. Ma perché le auto elettriche costano molto? Essenzialmente, un terzo circa del costo, e anche più, sono le batterie. Quelle famose batterie al litio. Le batterie costano molto però il prezzo sta calando rapidamente, e si stima che entro quattro o cinque anni passerà dagli attuali 160 dollari per chilowattora a 40-50 dollari. Quindi, man mano che passa il tempo, velocemente nei prossimi anni, sarà sempre più vantaggioso compare le auto elettriche.
C'è un altro problema che la gente forse non conosce: il motore elettrico di per sé è molto più efficiente di quello a combustione interna. Contando le parti, le componenti di un motore elettrico, ce ne sono cento volte di meno che in un motore a scoppio. Il motore a scoppio è complicatissimo. Questo vuol dire che mentre il motore a scoppio ha bisogno di cambiare olio e di manutenzione, quello elettrico non ne ha bisogno. Non c'è niente da fare: nessun tagliando per i motori elettrici. Non solo, ma i motori elettrici, rispetto ai motori a scoppio, sono tre volte più efficienti; cioè, nei motori e scoppio, solamente il 20-30% dell'energia viene utilizzata per far muovere le ruote. Gran parte dell'energia se ne esce come calore, infatti scaldano. Invece i motori elettrici convertono l'80-90% dell'energia elettrica in energia meccanica. Quindi è fatale che andrà finire così: avremo solo i motori elettrici.

Balzani: basta carburanti fossili più o meno puliti. È il momento delle auto elettriche.

 

L'associazione Euromobility, che promuove la mobilità sostenibile, pubblica ogni anno un rapporto sul trasporto privato nelle principali città italiane. Dall'edizione 2018, resa nota pochi giorni fa, emerge che in Italia continua a crescere il numero di veicoli sulle strade: ogni 100 abitanti ce ne sono circa 59; la media europea, per fare un confronto, è di circa 50.
Nella scelta dell'automobile ha sempre più peso il tipo di motorizzazione, con motivazioni economiche e, sempre più spesso, anche ecologiche: infatti, secondo le statistiche, in Europa aumentano le motorizzazioni alternative (ibride, elettriche e a gas), aumentano anche quelle a benzina, mentre si registra un calo deciso dei diesel.
Mercato a parte, quali sono i motori più rispettosi dell'ambiente? Quali emettono più o meno polveri sottili, dannose per la salute, e quali rilasciano più gas serra, dannosi per il clima? I motori elettrici sono davvero la panacea di tutti i mali? Lo abbiamo chiesto a Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna e accademico dei Lincei, intervenuto ad “A conti fatti”, rubrica radiofonica di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

Professor Balzani, parliamo di trasporti. Lei ha scritto un libro che ci fa da guida in questa intervista: “Energia per l'astronave Terra”. Questa astronave però ha anche delle navicelle, quelle con cui ci muoviamo ogni giorno: le automobili, essenzialmente, ma anche il trasporto leggero, i furgoni e così via. Quali fonti energetiche stiamo sfruttando ora e quali invece potremo sfruttare in futuro per questo tipo di trasporto?

 

Si può generalizzare e che oggi stiamo sfruttando essenzialmente i combustibili fossili per tutto. In particolare per i trasporti con le auto. In futuro dovremo fare tutto con l'elettricità. D'altra parte questa cosa sta già avanzando: quando ero bambino i treni andavano a carbone e gli autobus andavano tutti a gasolio; insomma, [oggi] dov'è possibile che ci sia un filo a cui attaccarsi per ricevere corrente si va ad elettricità anziché a carbone o a gasolio. Il problema però rimane per le macchine, che non possono essere attaccate a un filo.

 

Abbiamo diverse tipologie di motore in questo momento sul mercato: quello a benzina; quello elettrico; gli ibridi benzina-elettrico; a GPL e metano, che sono gas; e ad idrogeno, che è un po' di nicchia però esiste. Quali sono i pro e i contro di queste motorizzazioni, dal punto di vista ambientale ed economico?

 

Intanto dobbiamo metterci bene in mente che, come ha stabilito la conferenza di Parigi (COP21 nel 2015, nda.), come hanno ribadito l'8 ottobre gli scienziati riuniti su questo tema (report dell'IPCC sul riscaldamento globale, nda.), e come ha detto il Papa nell'enciclica (Laudato Si' del 2015, nda.), bisogna smettere di alimentare il cambiamento climatico. Sia il gasolio, sia il metano, sia il gas liquido, e in parte anche gli ibridi perché funzionano essenzialmente con gasolio, producono tutti l'anidride carbonica. Noi non possiamo permetterci di continuare a produrre anidride carbonica: ne produciamo 30 miliardi di tonnellate all'anno e, secondo gli scienziati, bisogna che diminuiamo del 47% questa quantità entro il 2030. Poi dobbiamo abbandonare definitivamente: non produrre più CO2 entro il 2050. Pena: il cambiamento climatico irreversibile. Con le gravi conseguenze che dovrebbero essere già note: si sciolgono i ghiacciai; si alza il livello del mare e quindi vengono invase dall'acqua tutte le zone costiere, anche la valle padana se andiamo avanti così. In certi posti piove troppo, come sappiamo, in altri posti piove poco. Il deserto avanza in Africa. Quindi dal cambiamento climatico derivano una serie di complicazioni, e l'unico colpevole è questa CO2, che viene prodotta ogni volta che consumiamo dei combustibili fossili.

Si chiede: qual è il migliore dei combustibili fossili? Qualcuno dice il metano. Adesso c'è un progressivo abbandono del gasolio (diesel, nda.) perché il gasolio ha anche l'altro problema: l'inquinamento atmosferico con le polveri sottili; quindi c'è almeno una tendenza da parte di molte case automobilistiche (ma ancor di più da parte di chi produce autobus) a passare il metano. Qualcuno dice che il metano sia l'energia fossile più pulita, e che sarà il “ponte” che nel giro di venti, trenta, quaranta o cinquant'anni (a seconda di chi parla), ci porterà alle energie rinnovabili. Perché il punto è questo: sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili. Le energie rinnovabili più importanti, com'è noto, sono il fotovoltaico, l'eolico e l'idroelettrico. Tutte queste ci danno elettricità; cioè convertiamo queste energie rinnovabili naturali in elettricità. Quindi noi produrremo sempre di più elettricità, se vorremo seguire il concetto che bisogna abbandonare i combustibili fossili e passare alle energie rinnovabili. Producendo sempre più elettricità, tutto dovrà funzionare ad elettricità, mentre oggi funziona quasi tutto con i combustibili. È vero che il metano è più pulito? e che è conveniente usarlo come ponte verso le energie rinnovabili? Se cominciamo a sviluppare sempre di più l'uso del metano, questo automaticamente rimanderà sempre più in là l'uso dell'elettricità. Se ad esempio, come succede qui a Bologna, si comprano degli autobus nuovi a metano, liquido fra l'altro, questi andranno avanti ancora per venti o trent'anni, e non si parlerà più di passare agli autobus elettrici. In Cina invece, per esempio, sono in funzione più di 300 mila autobus elettrici. In Cina, in un mese, vengono messi in strada circa 9.500 nuovi autobus elettrici, che è l'equivalente del totale della flotta di bus di Londra. I cinesi sono più avanti di noi? Si, ormai sono più avanti di noi anche sulle questioni del clima e delle rinnovabili. Perché, secondo me e tanti altri, il metano non è una soluzione? Perché è vero che quando uso il metano produco un 20-30-40% in meno di questa anidride carbonica che provoca i cambi di clima; però è anche vero qualcos che pochi ricordano: il metano, di per sé stesso è un gas serra, 72 volte più potente della CO2.

 

e questo è un male per il riscaldamento del pianeta.

 

Qualcuno dice: il metano non lo lascio andare in atmosfera; lo brucio, quindi lo trasformo in CO2 ma meno del gasolio. Il problema è che il metano è un gas che viene da migliaia di chilometri, come sappiamo. In tutti questi gasdotti ci sono delle perdite inevitabili. Anche ogni volta che mettiamo metano nell'automobile, ne escono piccole quantità. Si stima che ci sia un 3% di perdita nella catena del metano. Quindi, siccome è anche 72 volte più potente del CO2, a un certo punto è quasi peggio: produce meno CO2 quando lo brucio, ma ci sono queste perdite, questo “metano fuggitivo” come lo chiamano; ed è inevitabile che ci siano, scegliendo metano dell'Azerbaigian o dalla Russia: capisce quanti rubinetti e quanti tubi ci sono nel percorso?

Quindi il metano è un errore, innanzitutto perché non contribuisce [alla lotta] al cambiamento climatico. Inoltre, secondo gli ultimi studi, neanche il metano è innocente dal punto di vista dell'inquinamento: hanno visto che quando brucia, produce anch'esso delle polveri sottili, così come le produce il gasolio. Se vado a misurare questi inquinanti, il gasolio ne produce una quantità maggiore; il metano produce una minore quantità in peso, ma un numero maggiore di particelle. Cioè produce particelle più piccole, che sono poi anche le più pericolose. Insomma il metano dovrebbe essere semplicemente considerato come gli altri combustibili fossili: non è migliore, e bisogna quindi abbandonarlo, se vogliamo smettere di compromettere il clima. Prima smettiamo e meglio è. Altrimenti, se diciamo che è un combustibile ponte, allora la gente lo userà e rimanderà sempre di più il passaggio all'elettrico.

 

Il problema è chiaramente la transizione dalle fonti di energia fossili a quelle rinnovabili e pulite, come emerge anche dal suo libro. Anche i motori elettrici hanno dei costi: le terre rare per i componenti, e la dipendenza per queste componenti da alcune da alcune parti del mondo, come le miniere in Africa e in Cina. Lei, mi pare di capire, è per un passaggio quanto più veloce possibile al motore elettrico; ma ad oggi, in questo momento, si sentirebbe di consigliare a qualcuno di rottamare, ad esempio, un'auto diesel o a benzina, ancora nel pieno della sua vita utile, che è già stata prodotta e quindi ha già avuto un impatto, con una nuova auto elettrica che deve essere prodotta con tutta la sua impronta ambientale?

 

Io non mi sento affatto di rottamare. Tanto più poi adesso che, viste le condizioni messe per entrare in città, la rottamazione consiste nel fatto di sostituire un'auto diesel con un'altra auto diesel. Questo è un errore grandissimo. Qualcuno ha fatto dei conti: sostituire adesso un'auto diesel con un'altra auto diesel nuova vuol dire, anche qui, rimandare sempre di più la transizione. Non solo, ma rottamare è un errore: una macchina bisogna tirarla avanti. Produrre ogni macchina nuova, sia che vada a combustibile, sia elettrica, vuol dire produrre una grande quantità di anidride carbonica: si stimano circa 15 tonnellate di anidride carbonica per fare una macchina nuova. Nel 2015 e nel 2016 in Italia abbiamo sostituito 3 milioni e 300 mila auto diesel con altre auto diesel, fra l'altro con una spesa per la gente di 60 miliardi. Ognuna di queste auto nuove vuol dire 15 tonnellate di anidride carbonica in più. Si aggiunga anche che le auto cosiddette “rottamate” non è che scompaiano improvvisamente: dall'Italia vanno a finire in Africa, nei paesi dei balcani, dove hanno meno controlli; e quindi queste auto continuano a produrre inquinamento e CO2. Lei chieda: si sentirebbe di suggerire di rottamare un'auto a gasolio con un'auto elettrica? Sì. Il problema è che le auto elettriche costano molto. Un mio amico e collega l'ha fatto: l'ha sostituita ed è molto contento. Ma perché le auto elettriche costano molto? Essenzialmente, un terzo circa del costo, e anche più, sono le batterie. Quelle famose batterie al litio. Le batterie costano molto però il prezzo sta calando rapidamente, e si stima che entro quattro o cinque anni passerà dagli attuali 160 dollari per chilowattora a 40-50 dollari. Quindi, man mano che passa il tempo, velocemente nei prossimi anni, sarà sempre più vantaggioso compare le auto elettriche.

C'è un altro problema che la gente forse non conosce: il motore elettrico di per sé è molto più efficiente di quello a combustione interna. Contando le parti, le componenti di un motore elettrico, ce ne sono cento volte di meno che in un motore a scoppio. Il motore a scoppio è complicatissimo. Questo vuol dire che mentre il motore a scoppio ha bisogno di cambiare olio e di manutenzione, quello elettrico non ne ha bisogno. Non c'è niente da fare: nessun tagliando per i motori elettrici. Non solo, ma i motori elettrici, rispetto ai motori a scoppio, sono tre volte più efficienti; cioè, nei motori e scoppio, solamente il 20-30% dell'energia viene utilizzata per far muovere le ruote. Gran parte dell'energia se ne esce come calore, infatti scaldano. Invece i motori elettrici convertono l'80-90% dell'energia elettrica in energia meccanica. Quindi è fatale che andrà finire così: avremo solo i motori elettrici.

Foto: pixabay.com
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