Cani e gatti: farmaci costosi e spesso sprecati. La LAV raccoglie medicine per i bisognosi e porta nelle scuole la campagna contro i fuochi di Capodanno. In evidenza

Scritto da   Martedì, 11 Dicembre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto moshehar / Pixabay.com

La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha lanciato recentemente due iniziative con i Ministeri dell'Istruzione e della Salute: #BastaBotti e #CuriamoliTutti.

La prima è una denuncia contro la tradizionale pratica dei “botti” di Capodanno. Da anni le associazioni ambientaliste mettono in risalto i danni che quei pochi minuti di frastuono diffuso nei centri abitati causano agli animali domestici e selvatici. Se le vittime umane dei fuochi d'artificio (feriti e purtroppo anche morti) si contano a centinaia il 2 gennaio, tra gli animali se ne contano migliaia. Più che colpiti direttamente cani, gatti e uccelli sono colti di sorpresa dalle detonazioni e fuggono disorientati e terrorizzati, procurandosi ferite o arresti cardiaci. La LAV e il MIUR hanno avviato nelle scuole un progetto chiamato “Basta botti”: un percorso didattico per insegnanti e allievi delle classi elementari e medie, sensibilizzati a questo tema con testi, fumetti e immagini da elaborare e commentare insieme. I materiali sono disponibili qui. La seconda iniziativa è una raccolta di farmaci usati non scaduti, oppure nuovi, da consegnare ai punti di raccolta che l'associazione ha in programma nelle piazze italiane sabato 15 e domenica 16 dicembre. Questa mobilitazione pone l'accento sui costi di questi farmaci, a volte semplici antibiotici o integratori, che arrivano a costare quattro volte di più dei corrispondenti destinati alla cura degli umani.
Ne abbiamo parlato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, con Ilaria Innocenti, responsabile Area Animali Familiari della LAV.


Definiamo il problema: quali degli animali che abbiamo in casa soffrono per i fuochi d'artificio, e perché?
Principalmente cani e gatti, ma anche uccellini e altri piccoli animali. Questo perché gli animali hanno un udito molto più sviluppato di quello umano, e i forti rumori li gettano nel panico

Gli animali non sono colpiti direttamente dai fuochi di artificio. Che cosa gli succede? che comportamenti hanno?
Con il rumore dei botti si scatenano delle reazioni istintive e incontrollate. Ad esempio gettarsi nel vuoto, divincolarsi, spaventarsi, scavalcare recinzioni, fuggire in strada mettendo quindi a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri. È molto importante non tenere i cani legati, durante il periodo dei botti, perché potrebbero strangolarsi. È un problema anche per gli animali selvatici. I più colpiti sono gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate. In questi animali, che riposano su posatoi notturni e molto spesso in colonie anche numerose, le improprie detonazioni determinano reazioni di fuga estintive che, unite alla mancanza di visibilità notturna, causano la morte di molti di essi. Ad esempio vanno a sbattere in volo contro strutture urbane: case lampioni, automobili. Quindi i botti rappresentano un grave problema, sia per gli animali che vivono nelle nostre famiglie ma anche per quelli che condividono il nostro ambiente.

Questo problema riguarda soltanto la notte di Capodanno o anche le feste comunali, le sagre, e quelle serate estive in cui un'amministrazione locale offre uno spettacolo di fuochi d'artificio?
Riguarda ogni situazione in cui ci sia un'esplosione. Quindi anche le varie feste patronali ed estive che ci sono in ogni comune italiano.

Abbiamo detto che cosa non fare, ma come possiamo aiutare gli animali di casa quando purtroppo succede che, la notte di Capodanno, inizia il fracasso?
Ci sono delle regole di base da seguire. Innanzitutto, in presenza di un animale particolarmente timoroso, consultare in anticipo il medico veterinario di fiducia, per individuare delle soluzioni idonee a evitare, oppure ridurre, manifestazioni di paura o panico per l'animale. Dotare cani e gatti che vivono all'esterno di una medaglietta recante un numero telefonico; perché con le detonazioni potrebbero impaurirsi e scappare. Tenere sempre il cane al guinzaglio nei giorni “caldi” ed evitare di passare in zone potenzialmente a rischio. Programmare una passeggiata diurna e un'uscita veloce all'imbrunire, prima che inizino i festeggiamenti. Tenere gli animali all'interno dell'abitazione con le finestre ben chiuse, e non lasciare alcun tipo di animale su terrazzi e balconi, nemmeno se sono in gabbia. Altro accorgimento utile: accendere la televisione, oppure utilizzare della musica per coprire o minimizzare il rumore dei botti.

Passiamo ad un altro argomento che riguarda da vicino gli animali d'affezione: i farmaci per curarli, che costano molto più di quelli utilizzati per le cure umane.
Questo è un grave problema, avvertito da coloro che vivono con gli animali, poiché i farmaci veterinari hanno un costo molto alto. LAV sarà presente il 15 e 16 dicembre in tutta Italia con dei punti di raccolta di farmaci veterinari nelle piazze, presso strutture veterinarie, farmacie e parafarmacie. Raccoglieremo farmaci usati con almeno otto mesi di validità e correttamente conservati nella loro confezione. Raccoglieremo anche farmaci nuovi che non richiedono ricetta veterinaria: quindi farmaci da banco, integratori per cani anziani e cuccioli, o per particolari problemi, ad esempio delle vie urinarie. Le informazioni sulla raccolta e sui punti di raccolta sono sul nostro sito www.lav.it.

A chi saranno poi destinati i farmaci che raccoglierete?
Sono destinati a canili, a colonie feline, ma anche a cittadini bisognosi: cioè cittadini che hanno animali per i quali sostengono dei grandi sacrifici per le cure veterinarie. Queste situazioni sono state individuate sul territorio dai nostri volontari.

Questo è anche un problema di spreco perché, oltre a costare molto, questi farmaci sono venduti in dosi spesso eccessive per l'uso della singola persona.
Esatto. Molto spesso le confezioni sono abnormi rispetto alle necessità terapeutiche. Perciò, in un'ottica anti spreco, sarebbe opportuno che [i farmaci] fossero confezionati in maniera più calibrata alle necessità terapeutiche; oppure che fossero venduti anche i singoli blister. Questo per evitare l'inquinamento ambientale, ma anche il pericolo di cure fai da te.

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