Emergenza freddo: già cinque morti a Roma, dove 9000 persone vivono per strada. In evidenza

Scritto da   Martedì, 15 Gennaio 2019 12:30 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto Gianfabio Lupo (Archivio Ufficio Stampa CRI Roma)

Nel “Te Deum” di fine anno, papa Francesco ha dedicato parole accorate a quanti vivono sotto la soglia della dignità umana: “Anche nella nostra città di Roma - ha detto il Papa - ci sono fratelli e sorelle che, per diversi motivi, si trovano in questo stato. Penso, in particolare, a quanti vivono senza una dimora”.

Nell'ultimo mese nel Lazio sono morte sei persone senza fissa dimora; cinque solo a Roma: alcune per il freddo, altre addirittura per il fuoco divampato dai loro focolai di fortuna. La Croce Rossa di Roma ha lanciato un appello per raccogliere coperte e sacchi a pelo, e segnalare le situazioni di emergenza di queste persone. Il numero da chiamare è lo 065510. Ne abbiamo parlato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, intervistando Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma.

 

Presidente quante persone vivono in strada a Roma? Chi sono, che storie hanno?

Nella città di Roma il numero dei senza dimora è molto alto, e cresce di giorno in giorno. Ad oggi, dai dati risultano più di 9.000 persone che vivono per strada. Il profilo della persona senza dimora negli ultimi anni è sicuramente cambiato: ultimamente incontriamo spesso persone che, fino a poco tempo prima, svolgevano una vita normale e poi, magari perché hanno perso il lavoro, hanno perso la rete familiare che avevano intorno, e si sono ritrovate improvvisamente per strada perché magari non riuscivano più a pagare un mutuo, oppure un affitto. Purtroppo la situazione è molto complessa. Noi del Comitato Croce Rossa Italiana di Roma, anche attraverso la rete dei comitati territoriali presenti capillarmente anche in provincia, cerchiamo di essere presenti anche dove è più difficile arrivare: non solo nelle stazioni, i punti di maggiore aggregazione ma, con le nostre “unità di strada”, cerchiamo anche di essere presenti dove, appunto, nessuno riesce ad arrivare. Principalmente, cerchiamo di portare assistenza sanitaria attraverso i nostri medici ed infermieri volontari. Ovviamente in questo periodo è scattata la famosa “emergenza freddo”, che però arriva ogni anno, e siamo presenti con coperte e generi di conforto per persone che vivono in strada.

Che strutture offrono a queste persone la città di Roma, il Comune, le istituzioni, le strutture ecclesiastiche? Ci sono dei ricoveri, soprattutto invernali immagino: chi li gestisce? Con quanti posti letto?

Il Comune di Roma, attraverso il “Piano freddo”, ha messo a disposizione delle strutture dedicate, soprattutto per questo periodo. Un Piano freddo a cui noi, come comitato Croce Rossa di Roma, partecipiamo: abbiamo una struttura all'interno della nostra sede a Monteverde, in via Ramazzini, dove stiamo accogliendo ormai da più di un mese circa 90 persone. Sono stati aperti altri ricoveri e, la scorsa settimana, il Comune ha deciso di aprire le Ferrovie Laziali ed anche le stazioni della metropolitana. Il problema, per chi vive per strada, è però ovviamente anche spostarsi e andare a dormire all'interno delle stazioni. Le metropolitane chiudono molto tardi e riaprono molto presto; quindi è difficile riuscire a convincere le persone che vivono per strada ad abbandonare il loro posto e spostarsi per qualche ora, perché poi, quando tornano, magari non trovano più quello che avevano lasciato, o comunque trovano il posto occupato. Quindi anche convincerli a spostarsi è molto difficile, laddove non ci sia ovviamente un ricovero o una struttura che garantisca loro almeno di poter restare per due o tre mesi, nel periodo più freddo.

Ho letto testimonianze di vostri volontari delle “unità di strada”, quelle cioè che vanno di notte a cercare queste persone. Fanno anche un sostegno psicologico e, come ha detto, è difficile convincere queste persone a farsi aiutare. Come possiamo, noi cittadini normali, capire se una persona ha bisogno o non ha bisogno, quando la incontriamo in uno di questi giacigli improvvisati?

Sicuramente è difficile conquistare la fiducia delle persone che vivono per strada, perché ovviamente si sentono sole. Il maggior problema che hanno è proprio quello della solitudine. Noi della Croce Rossa siamo presenti 365 giorni l'anno sul territorio, e quindi siamo riusciti in tutto questo tempo a stabilire dei rapporti. In ogni caso però i cittadini possono [aiutare]: abbiamo lanciato un appello, come Croce Rossa di Roma, a comunicare le situazioni critiche che possono incontrare in strada al nostro numero della. Noi riceviamo le segnalazioni, e con le nostre unità di strada arriviamo sul posto; cerchiamo di capire qual è la situazione per poi intervenire. Proprio la notte di Natale abbiamo fatto un'uscita straordinaria, e i nostri volontari hanno ricevuto uno dei regali più belli, perché sono riusciti a salvare una persona che stava avendo un infarto. Siamo riusciti ad arrivare in tempo per allertare il 118 e salvare una vita, che poi è la cosa più importante, soprattutto in questo periodo in cui stiamo facendo ogni giorno il conto delle persone che, purtroppo, muoiono per una serie di cause tra cui appunto il freddo.

Infatti, purtroppo, nell'ultimo mese sono state segnalate addirittura sei morti nella Regione Lazio. C'è qualche altro modo in cui si può aiutare la Croce Rossa, o comunque chi aiuta queste persone?

In questo momento stiamo raccogliendo coperte, nuove o in buono stato. Il nostro magazzino sociale, all'interno della struttura di via Ramazzini a Monteverde, è aperto il martedì e il giovedì. Devo dire che stiamo ricevendo comunque tantissima solidarietà, perché nel momento del bisogno comunque gli italiani sono un popolo che aiuta. Stiamo ricevendo molte coperte da parte dei cittadini però, in realtà, non bastano mai, considerando il numero di persone che vivono per strada e la nostra presenza. Insomma, ne abbiamo sempre bisogno.

Allargando lo sguardo al resto del paese, ci può dare un quadro della situazione? Roma è una capitale, quindi ha molti abitanti e molta gente che arriva dall'estero...

Sicuramente, soprattutto nelle altre grandi città, la situazione è la stessa che viviamo nella capitale. La Croce Rossa è presente da nord a sud con le “unità di strada”. Quindi si può contattare il comitato territoriale della propria città, oppure della propria zona, per poter effettuare eventuali segnalazioni oppure per contribuire, assistere, supportare e sostenere le persone che purtroppo vivono per strada.

Una consigliera nazionale della Croce Rossa ha sottolineato, giustamente, che noi parliamo di “emergenza freddo”, ma in realtà è una cosa prevedibile, che arriva ogni inverno. Che cosa ci vorrebbe, a livello nazionale, di amministrazione o comunque di Governo, per assicurare a tutti un ricovero invernale?

Ogni anno in questo periodo ci troviamo a parlare dell'emergenza freddo. Fortunatamente, da un paio d'anni, non si parla più di “emergenza” ma di “piano freddo”, però il concetto non cambia. Sicuramente bisognerebbe fare una pianificazione perché, come sappiamo da sempre, il freddo arriva: è il suo periodo, la stagione invernale, e di questo siamo tutti consapevoli. Il problema è che ne iniziamo a parlare sempre quando il freddo c'è. Basterebbe fare una pianificazione: mettersi seduti e pensare alle soluzioni da poter adottare già magari dai mesi estivi. Sarebbe sicuramente un grande passo avanti. Oltretutto bisogna proprio pensare che molte delle persone senza dimora non vogliono vivere per strada. Hanno bisogno di un vero e proprio reinserimento sociale: di un reinserimento lavorativo, di una casa; quindi dovremmo prevedere tutta una serie di azioni che possono partire comunque da lì.

Foto Gianfabio Lupo (Archivio Ufficio Stampa CRI Roma)
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