Nuove pratiche economiche: il baratto asincrono

Scritto da   Mercoledì, 26 Dicembre 2012 16:07 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Natale 2012, calano i consumi: lo dicono sia il Codacons che Federconsumatori, per i quali gli acquisti degli italiani hanno subito una riduzione che varia dal 14% fino al 20% rispetto all’anno precedente. Certamente è un simbolo della crisi, ma questa situazione economica sta portando alla ribalta, soprattutto online, nuovi stili di acquisto e consumo “sostenibile”. Tra compravendite online, annunci, aste al centesimo, mercatini dell’usato si fa strada una nuova pratica: il “baratto asincrono”


La parola 'baratto' non è certo nuova, anzi: si tratta una delle pratiche economiche più antiche, anche antecedenti alla moneta. Cosa c’è di nuovo? Il baratto asincrono, rispetto a quello “tradizionale” prevede lo scambio non tra due singoli offerenti, ma attraverso una comunità di barattanti. Come avviene?
Al prodotto in “vendita” viene attribuito un valore in una valuta virtuale, in base al tipo di oggetto e allo stato di conservazione, su alcune piattaforme è persino possibile barattare una prestazione professionale. In questo modo ogni singolo appartenente a queste “comunità di scambio” può accumulare crediti per i loro acquisti e avere una maggiore scelta, senza vincolarsi alla singola transazione e cercare chi voglia scambiare il proprio oggetto con quello desiderato.

Questi crediti virtuali a seconda del circuito di baratto di riferimento hanno un determinato valore in euro e un loro nome, ma ciò che li accomuna non è certo il desiderio di sostituirsi ad una valuta nazionale o internazionale. Lo scopo principale è quello facilitare le transazioni e non arrestare l’economia: oggi rimangono disponibili beni inutilizzati o addirittura prestazioni professionali e altri tipi di servizi che hanno un valore reale e possono rispondere a delle necessità, ma non possono essere pagati dal consumatore con la moneta corrente, così il baratto diventa moneta.

In Italia il baratto si è già realizzato in modo proficuo tra molte aziende in associazione e attraverso diverse piattaforme online è possibile anche per i privati barattare attraverso questo tipologia di scambio “asincrono”. In particolare le due aziende che sembrano darsi più battaglia sono Reoose e Dropis: è ancora troppo presto per dire se siano il futuro o addirittura la salvezza dell’Economia, perlomeno di quella Italiana. È certo però che il baratto, in particolare quello “asincrono”, sta diventando una pratica economica sempre più reale anche per il singolo cittadino e non solo per le grandi aziende, che già hanno fatto di necessità virtù.

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