Crowdfunding: persone, non solo soldi

Scritto da   Martedì, 05 Febbraio 2013 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Crowdfunding: persone, non solo soldi

Una volta c'era la “colletta”, oggi c'è il "crowdfunding". Parola che significa letteralmente, tradotto dall’inglese, “finanziamento dalla folla”, è una pratica di fund raising che si sta diffondendo sempre più in tutto il mondo e anche in Italia sta assumendo dimensioni importanti. Ma che cos’è in pratica il crowdfunding?
La giusta traduzione è “finanziamento dal basso” e si tratta di una modalità di raccolta fondi, tramite piattaforma online, che consente a chiunque anche con una minima donazione di contribuire al progetto che qualcun altro ha proposto. Il proponente deve spiegare al meglio le finalità, stabilire la somma necessaria alla realizzazione, la scadenza del progetto e descrivere tutti i particolari in modo da coinvolgere i donatori nel progetto, che spesso riguarda l’ambito sociale, ma non solo. Infatti l’ambito delle iniziative che vengono proposte sono le più svariate: giornalismo sociale, di documentarismo o di reportage, ma anche finanziamento di film indipendenti, gruppi musicali emergenti, mostre e altre opere in ambito artistico; altri chiedono fondi per iniziative sociali a vario livello, dall’organizzazione di un evento ad un sostegno economico; altri ancora chiedono fondi per progetti di innovazione e persino nell’ambito della green economy. Una cosa accomuna tutti, il coinvolgimento diretto da parte di chi dona e la creazione di una rete di relazioni a garanzia e controllo “sociale” della validità di ciò che è proposto.
Non è certo una modalità nuova in assoluto, ma la novità si trova nel fatto che il crowdfunding potrebbe diventare, soprattutto in Italia, il motore di ripresa per le piccole e medie imprese e fonte di innovazione, tramite il sostegno di nuove aziende start up. E ciò sta già avvenendo. Infatti, dal recente Decreto Crescita(legge 221/2012) è stato messo sotto forma di legge la possibilità di finanziamento di queste imprese nasciture tramite crowdfunding, in particolare in questo settore chiamato dagli specialisti equity crowdfunding.
E adesso si attende la Consob che dovrebbe redigere un regolamento attuativo entro il 19 marzo, la quale per far ciò ha aperto una indagine conoscitiva tra tutti gli operatori del settore. Per ora tanti dubbi sul fatto che la norma possa aiutare oppure limitare questa possibilità di finanziamento, ma anche molte speranze. La speranza di questa “finanza dal basso” è che possa far ripartire il nostro Paese non solo a livello economico. Nel crowdfunding infatti quello che si chiede non è solo denaro ma prima di tutto un coinvolgimento e un approvazione da parte delle persone. Non solo soldi, dunque, ma anche persone.

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