Campagna Amica e l’agroalimentare che traina il made in Italy del cibo

Scritto da   Domenica, 04 Agosto 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Luci ed ombre sul mondo dell'agroalimentare italiano. Da una parte la notizia che il cibo italiano è il meno contaminato del mondo, cosa che ci riempie di orgoglio e ci fa piacere, dall'altro il fatto che, a causa di una crisi che non accenna a cessare, la tavola degli italiani sia sempre meno ricca.

Ci sono però delle eccezioni: i mercati che valorizzano il Km0 e la Filiera Corta ed in particolare i mercati di "Campagna Amica".

Ne abbiamo con il direttore Tony De Amicis, interventuto a “Food in Italy”, che A Conti Fatti dedica al mondo dell’alimentazione.

Cos'è la Fondazione Campagna Amica?
La Fondazione Campagna Amica è un organismo promosso da Coldiretti che si sta occupando ormai da cinque anni della promozione dell'agricoltura multifunzionale e dell'agricoltura cosiddetta a filiera corta. Stiamo promuovendo nuove forme di distribuzione dei prodotti agro alimentari e nuovi rapporti tra produttore e consumatore.

 

In una situazione piuttosto critica, dove la stessa Coldiretti ci conferma come la tavola degli italiani si sia impoverita del 3,4%, i mercati di Campagna Amica continuano a riscuotere successo. Ce lo conferma?.
Lo confermo. Nonostante la crisi bisogna dire che il calo dei consumi ha toccato poco il nostro circuito, la nostra rete di produttori in vendita diretta, una rete ormai composta da più di mille farm smart, momenti di vendita collettiva degli agricoltori in città principalmente, ma anche il nostro circuito dei negozi di campagna amica.
Addirittura direi che siamo in controtendenza. Anche nel 2012 abbiamo riconfermato 10milioni di cittadini che hanno fatto riferimento al nostro circuito, cioè che almeno una volta hanno acquistato un prodotto; stiamo vedendo che anche il 2013 chiuderà con questi risultati.

 

Quanto il vostro appeal è costituito dalla genuinità dei prodotti e quanto dal fascino che viene dal contatto diretto tra produttore e consumatore?
Il rapporto diretto produttore consumatore è la chiave di volta del successo di questo tipo di iniziative. Se c'è una figura che garantisce sull'acquisto del prodotto il consumatore si fida di più ed è disposto anche a pagare di più. Nel caso nostro avere il produttore che vende direttamente il proprio prodotto è l'elemento che fa la differenza. Poi è evidente che ci deve essere un giusto rapporto prezzo qualità, un giusto legame con il territorio, autenticità dell'offerta agro alimentare.

Qual è l’identikit del vostro consumatore?
Ogni 3/4 mesi cerchiamo di indagare su quelli che sono i trend di consumo, i bisogni della signora Maria e quelle che sono le tendenze d'acquisto. Ci sembra di capire che il nostro consumatore abbia un profilo medio alto in termini di attese, perché è un consumatore sensibile, è un consumatore che molto spesso ha la passione del cibo, molto spesso ha un grado d'istruzione medio alto, ed è un consumatore giovane. Tutto questo ci fa capire che chi viene nei nostri mercati, soprattutto viene a fare un acquisto di destinazione, cioè fa una scelta, è consapevole di andare ad acquistare quel dato prodotto in quel dato posto perché lì trova le risposte che si aspetta.

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