Alcune settimane fa è stato annunciato il blocco parziale alla circolazione delle auto diesel certificate fino a Euro 3 nelle regioni della pianura padana; in determinate regioni lo stop potrebbe riguardare anche gli Euro 4. Questo provvedimento si inserisce in un quadro generale fatto di annunci di fine produzione di auto diesel da parte di grandi costruttori, come Volvo, Nissan, Toyota e FIAT. Se a ciò si aggiungono altri annunci, di futuri divieti alla circolazione, di sindaci di grandi metropoli europee non può stupire il fatto che in Europa il mercato delle auto diesel sia crollato del 17% nel 2018, che si riduce a un comunque cospicuo -9% in Italia.

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L'associazione Euromobility, che promuove la mobilità sostenibile, pubblica ogni anno un rapporto sul trasporto privato nelle principali città italiane. Dall'edizione 2018, resa nota pochi giorni fa, emerge che in Italia continua a crescere il numero di veicoli sulle strade: ogni 100 abitanti ce ne sono circa 59; la media europea, per fare un confronto, è di circa 50. 

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Le case automobilistiche hanno ormai compreso che le macchine del prossimo futuro non potranno più circolare se saranno spinte da carburanti inquinanti. Tutti concordano sul fatto che, a lungo termine, la soluzione è quella del motore elettrico, ma mentre alcuni marchi puntano per il momento sulle motorizzazioni ibride elettrico/benzina, altri hanno saltato un passaggio e propongono agli automobilisti/clienti veicoli già elettrici al 100%. Una scelta per certi versi coraggiosa, per ora non premiata dal mercato, che deve fare i conti con un muro culturale duro da scalfire. Delle tecnologie oggi disponibili per le auto elettriche, del confronto con i motori tradizionali e delle prospettive per il prossimo futuro di questo settore cruciale, abbiamo parlato con Bruno Mattucci, presidente e amministratore delegato di Nissan Italia che poche settimane fa ha annunciato un accoro strategico con Enel, in occasine del lancio di un nuovo modello di auto. L’intervista è tratta da “A conti fatti” rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa ogni mercoledì alle 11.30 da Radio Vaticana Italia.

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Spesso lo dimentichiamo, ma i trasporti urbani, da decenni, sono spinti da motori elettrici: basti pensare ai tram, ai filobus, ma anche ai treni dei pendolari e alle metropolitane, che dagli albori del ‘900 sfruttano le reti elettriche delle città per spostare milioni di persone.
Purtroppo però automobili, furgoni e mezzi a due ruote non possono contemporaneamente muoversi e collegarsi alla rete elettrica, perciò finora il trasporto privato si è servito di motori con pistoni, cilindri e carburanti fossili. Ora però bisogna cambiare. I motori sono pronti da sempre, le batterie hanno raggiunto una sufficiente autonomia, ma manca ancora una struttura capillare di stazioni dove ricaricare i veicoli in tempi ragionevolmente brevi.
Ne abbiamo parlato con Alberto Piglia, responsabile E-Mobility di Enel X, la divisione dell’ente che si occupa di innovazione e mobilità elettrica, intervistato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Secondo uno studio condotto dall'Osservatorio Autopromotec l’italia è il paese europeo con il tasso di motorizzazione più alto con ben 62,4 auto ogni 100 abitanti. Le auto in circolazione sono moltissime, troppe, e il risultato è che l’aria delle nostre città, in particolare le più grandi, è irrespirabile.
Il settore dei trasporti, che concorre in maniera importante sulle emissioni di gas serra del nostro paese è chiamato ad una transizione energetica per risultare meno impattante sia sul clima che sul nostro apparato respiratorio.

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