Una chiave per il rilancio dell'artigianato italiano sembra essere l'innovazione tecnologica. Una ricerca della Camera di Commercio di Milano sostiene che le aziende artigiane che integrano nuove tecnologie con le lavorazioni trazionali ottengono ricavi maggiori del 15% rispetto alle altre. Stefano Micelli, docente di International management all'Università Ca' Foscari di Venezia e direttore scientifico della Fondazione Nord Est, che in un suo recente articolo ha parlato di "rinascimento dell'artigianato tecnologico", è intervenuto sull'argomento all’interno di “A Conti Fatti”, programma a cura di economiacristiana.it, trasmesso da Radio Vaticana Italia ogni domemica alle 15.40.

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Uno dei compiti primari della scuola è preparare e, quando possibile, introdurre i giovani al mondo del lavoro. Uno degli strumenti più utilizzati per perseguire questo scopo è la cosiddetta alternanza scuola - lavoro: progetti in cui gli studenti delle scuole superiori vengono inseriti in contesti aziendali ancora duranti il corso degli studi. Spesso però, al conseguimento del diploma, il cordone si interrompe e i ragazzi devono affrontare soli il mondo del lavoro. 
Daniele Manni, professore di informatica dell'Istituto Tecnico Commerciale Galilei-Costa di Lecce, ha fatto un passo in più creando una società cooperativa per trasformare la creatività dei suoi studenti neodiplomati in start up, nuove imprese di lavoro, nei campi dell'innovazione e delle tecnologie. Per questa iniziativa è stato nominato l'anno scorso per il prestigioso Global Teacher Prize, il cosiddetto premio Nobel dell'insegnamento.

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Domenica, 13 Marzo 2016 16:00

Siamo responsabili di ciò che indossiamo

David Cambioli è vice presidente di Equo Garantito, l’associazione di categoria delle organizzazioni del Commercio Equo e Solidale italiane. Con Deborah Lucchetti è coautore della pubblicazione "Tessile, il filo rosso" che fotografa la situazione e le contraddizioni dell'industria mondiale dell'abbigliamento.

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Claudio Lucifora è professore di Economia Politica all'Università Cattolica di Milano, dove insegna anche Economia del Lavoro. E' direttore del Centro di ricerca per i problemi del lavoro e dell'impresa (Creli) presso l'Università Cattolica.

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Gli effetti del taglio alla componente lavoro del cuneo fiscale ancora non si vedono. E nel frattempo gli indicatori registrano una situazione disastrosa per tante aziende. In Italia, il carico fiscale tra il 2013 e 2014 è aumentato del +0,4%, toccando il livello record del 48,2% del costo del lavoro: ovvero quasi metà di quanto gli imprenditori pagano per le buste paga dei  lavoratori se ne va in tasse e oneri sociali. Lo afferma il centro studi ImpresaLavoro.
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Pierluigi Sassi, presidente di Impresa Sant’Annibale, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia. L'intervista è stata realizzata da Stefania Caucci all'interno del progetto di volontariato d'impresa organizzato da Compagnia delle Opere.

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Re-Lab: start up your business, è un progetto finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno al quale ha aderito anche il Consiglio Italiano per i Rifugiati.  Obiettivo del progetto è orientare, formare e supportare all’imprenditorialità i rifugiati. A loro verranno forniti competenze e strumenti utili per l’avvio di attività imprenditoriali. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Yasmine Mittendorff del Consiglio Italiano per i Rifugiati, intervenuta su A conti Fatti, rubrica a cura della redazione di economicristiana.it ed in onda sulle frequenze della Radio Vaticana.

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Nel corso del 2012 il numero medio annuo dei rapporti di lavoro in apprendistato è stato di 469.855, in flessione del 4,6% rispetto all'anno precedente. Lo rileva l'Isfol, nel XIV Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato. Il calo piu' evidente si riscontra nell'Italia centrale (-5,9%), segue il Nord (-4,2%) e il  Mezzogiorno (3,8%). Si calcola che  dal 2008 si sono persi quasi 175 mila rapporti di lavoro.
 

La quota di apprendisti sul totale dei giovani occupati  (15-29enni) si ferma nel 2012 al 13,9%, contro il 14,1% del 2011. Tra i lavoratori in apprendistato i minori si riducono del 41,2%, giungendo a uno stock medio di 3.842 occupati.

Le donne sono circa il 43% di tutta la platea.
 

Le aziende di tipo artigianale, che rappresentano il 30% circa dei rapporti di lavoro in apprendistato, presentano contrazioni maggiori delle altre (-8,3% contro il -2,4%). Particolarmente negativi appaiono gli andamenti delle costruzioni (-18,2%) e delle attivita'

finanziarie (-18,5%), mentre alberghi e ristoranti segnano un +3%. Le Regioni, per questa forma contrattuale, hanno impiegato nel 2012 circa 161 milioni (-15,8% su base annua).
 

Il ministro del Lavoro è tenuto a presentare una relazione alle Camere sugli effetti delle norme contenute dal dl lavoro relative ai contratti a termine e all'apprendistato. Lo prevede un emendamento al provvedimento, a prima firma Davide Baruffi, approvato in commissione Lavoro alla Camera. Un'altra proposta di modifica, sempre approvata in commissione, stabilisce anche l'obbligo per il governo di una relazione sulle novità introdotte in merito al Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

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Fino a qualche giorno fa i cittadini stranieri residenti regolarmente in Italia non potevano svolgere tutta una serie di lavori in aziende pubbliche o private del nostro Paese. Ora grazie al decreto 40 del 2014 non è più così. Ne abbiamo parlato con il dottor Alessandro Maiorca dell’Asgi, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, intervenuto su "A Conti Fatti", programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana.

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Nella conferenza organizzata dal Forum delle Associazioni Familiari per la giornata internazionale della famiglia, il docente di demografia della Cattolica di Milano fa un’analisi sulla questione del lavoro giovanile in Italia e di come ciò si ripercuota nella creazione di una famiglia e sulla società stessa

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