É stato presentato lo scorso 27 febbraio alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di quello della Camera dei Deputati Roberto Fico il rapporto ASviS “La Legge di Bilancio 2019 e lo Sviluppo Sostenibile”.
L’analisi, portata avanti dagli esperti dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha letto la recente manovra finanziaria con la lente dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite hanno fissato come mete da raggiungere per garantire alle future generazioni un pianeta più sano, un benessere diffuso e una società più equa e giusta. È stata inoltre l’occasione per descrivere il posizionamento attuale del nostro paese su questi Obiettivi.

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Il 25 novembre scorso, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Earth Day italia ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sul tema.

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Il 25 novembre è la Giornata internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Una giornata di ‘memoria’, una giornata in cui ‘fare il punto’ per capire come contrastare questa piaga tanto assurda quanto quotidiana. Una violenza ‘di genere’ che non trova le sue motivazioni nella vittima, quanto in un crudele gioco di ruoli in cui chi è fisicamente e/o socialmente più forte abusa del proprio potere. Ed è proprio in un’inconcepibile ‘legge del più forte’ che si trova l’origine di tutte le violenze presenti nel nostro Pianeta.


È per questo che per il 25 novembre, contro la violenza di genere, scende in campo anche Earth Day Italia. La nota organizzazione ambientalista - riferimento italiano della sede internazionale di Washington – lancia infatti la campagna di sensibilizzazione #4women4earth, strettamente legata all’Obiettivo 5 sulla parità di genere che l’ONU ha inserito nel 17 Goal da raggiungere entro il 2030.


“Quello della violenza di genere è un problema che ha radici culturali molto profonde” – dichiara Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia – “Evidentemente l’essere umano tende a sostituire il piacere che si prova nel custodire con cura la bellezza di una relazione e la ricchezza della natura con un compulsivo desiderio di possesso che finisce per distruggere ogni cosa. Non è un caso che la violenza sulle donne sia quasi sempre perpetrata dal partner o addirittura dai familiari. Anche con la Terra ci comportiamo in questo modo, dovremmo custodirla con amore, ma preferiamo pensarla come una nostra proprietà”.
“Riteniamo che la relazione tra il rispetto per la Terra e il rispetto per la donna sia molto stretta” – continua Sassi – “Sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali e violenza sulle donne hanno la stessa radice: il desiderio di possesso che si sostituisce al piacere della cura. È per questo che per noi questa attenzione sulla violenza di genere assume un senso speciale che concretizzeremo con moltissime iniziative nel corso del prossimo Villaggio per la Terra, cui invitiamo a partecipare tutte le organizzazioni impegnate in questa difficile battaglia per unire le forze in una grande testimonianza”.


E sarà proprio la parità di genere uno fra i temi principali che saranno affrontati in occasione del prossimo Villaggio per la Terra, manifestazione a celebrazione della 49ma Giornata della Terra che avrà luogo a Roma dal 22 al 29 aprile 2019 e che, nella sua ultima edizione, ha raggiunto il record di oltre 150 mila visitatori e 170 milioni di contatti media con più di 600 eventi realizzati da circa 250 organizzazioni.

Fra queste, è stata la Rete dei Centri antiviolenza D.i.Re Donne in Rete contro la violenza che per prima ha voluto sostenere il progetto di Earth Day Italia #4women4earth.
Dichiara la presidente Lella Palladino: “Siamo davvero felici della proposta di Earth Day Italia di portare al Villaggio per la Terra il tema della violenza contro le donne, un fenomeno pervasivo che colpisce in forme diverse milioni di donne in Italia”.
“La violenza contro le donne – afferma la Palladino – ha un parallelo simbolico e pratico terribile nelle violazioni perpetrate quotidianamente contro la Terra attraverso l’inquinamento, la deforestazione, il consumo di suolo, espressione di una medesima cultura patriarcale che tratta gli esseri umani e la natura come proprietà di cui disporre illimitatamente”.
D.i.Re comprende 80 organizzazioni che gestiscono 85 centri antiviolenza e 55 case rifugio in 18 regioni. “D.i.Re lavora incessantemente per costruire società in cui la cultura del rispetto per le donne e i loro diritti possa permeare nel complesso lo sguardo e l’agire sul mondo, compresa la cura e protezione della natura e degli altri esseri viventi, siano animali o piante” conclude Lella Palladino.
Solo nel 2017 ben 20.137 donne si sono rivolte ai centri D.i.Re: il 56% di loro aveva subito violenze da parte del partner, il 20% da parte dell’ex e il 13% da familiari e amici. E, se nel 73% la violenza è psicologica, nel 62,1% è anche fisica, nel 13,5% è sessuale e nel 16,1% dei casi si tratta di stalking.


Oltre ad una rete che si occupa in modo specifico di violenza contro le donne, #4women4earth vede anche la partecipazione di testimonial provenienti dal mondo della cultura e dello sport, come racconta Giulia Morello, direttore artistico di Earth Day Italia: “La violenza di genere è innanzitutto una questione culturale e coinvolge la società nei suoi livelli più diversi. Per questo è fondamentale il sostegno dei testimonial provenienti dal mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo per sostenere in prima persona questa sfida lanciata dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Siamo felici di avere tra i primi testimonial della campagna #4women4earth il poeta Gio Evan e la pluri-campionessa Valentina Vezzali”.

E sono proprio questi due personaggi ad esprimersi per primi su questo tema così doloroso.

“La terra
senza te
è solo rra
e la parola rra
da noi
non ha alcun significato”.
Gio Evan per la campagna #4women4earth

“Sin da piccola mi colpisce sempre sentir parlare di “Madre Terra” o di “Madre Natura”. Credo che siano termini che racchiudano realmente il senso di ogni cosa: la Terra e la Natura come “donne” e “madri” da cui tutti noi nasciamo e che “cullano” tutti noi.
Per quanto bella sia questa immagine di “madri” e di “donne” che ci hanno generato, tanto triste è la realtà che vede l’umanità recare loro “dolore” e sfregiare le nostre radici.
Apprezzo molto la scelta di Earth Day Italia di affiancare proprio al tema del rispetto di “Madre Terra”, anche quello della violenza di genere. Riflessioni che sono certa non saranno vane e che si inquadrano proprio nel rispetto della donna, anche in quanto madre. Proprio come “Madre Terra” e “Madre Natura”.
Valentina Vezzali per la campagna #4women4earth

La violenza devasta, distrugge, e troppo spesso non permette di ricrescere. La psiche violata di una donna che ha subito abusi, di qualsiasi genere, spesso conserva per sempre cicatrici del saccheggio della propria libertà, del proprio diritto di “essere” e di esprimersi. Ed è proprio in una cultura del rispetto dell’”altro da noi”, che sia un altro essere umano, un altro genere, un’altra specie, un'altra razza o più in generale tutto ciò che ci circonda,  appunto la natura, che si può trovare la linfa vitale per dare terreno fertile ad una vita dignitosa su questa Terra.

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3 anni fa, il 25 settembre 2015 l’Assemblea delle Nazioni Unite deliberava l’adozione dell’Agenda 2030, un programma di sviluppo globale articolato in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.Questi 17 obiettivi coprono la gamma delle attività umane nella loro relazione con il pianeta da una parte e con i propri simili dall’altra per uno sviluppo che possa definirsi equo e sostenibile da tutti i punti di vista: economico, ambientale, sociale.

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Martedì, 07 Agosto 2018 19:00

Pensare sostenibile

La sostenibilità d’impresa passa per un cambio di mentalità che non vede più l’azienda come un operatore meramente economico. Anche se il profitto rimane condizione necessaria per la continuità di un’azienda, tuttavia la sua massimizzazione non può andare a scapito del ruolo sociale che l’imprenditore è oggi chiamato a svolgere. 

Ancor prima di agire in maniera sostenibile, bisogna insomma pensare sostenibile, come spiega nel suo libro edito da Egea “Pensare sostenibile. Una bella impresa” Barbara Santoro, scrittrice e imprenditrice intervenuta all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Un’impresa che vuole operare nella società contemporanea ha bisogno di rapporti positivi con tutti con i propri portatori d’interesse, collaboratori, fornitori, comunità e istituzioni locali, e per questo deve agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza con una politica aziendale che tenga presente il concetto di sostenibilità e sappia conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento.

Questa politica virtuosa viene definita responsabilità sociale d’impresa, o Csr, usando l’acronimo inglese, settore su cui negli ultimi anni molte aziende hanno investito, comprendendo il fatto che agire in maniera corretta non è “solo” un obbligo, ma una questione strategica.

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È in chiusura l'edizione 2018 del Festival dello Sviluppo Sostenibile, iniziativa coordinata da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - per la diffusione di idee e proposte legate al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Per 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno sono state tantissime le organizzazioni che hanno organizzato eventi su tutto il territorio nazionale: convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli per un’edizione decisamente riuscita e partecipata.

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Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Ambiente che le Nazioni Unite istituirono nel 1972 in occasione della Conferenza di Stoccolma per portare all’attenzione di governi e istituzioni la necessità di una tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.
Da allora molti passi sono stati fatti, anche se le questioni ambientali non hanno sempre trovato il giusto spazio né nell’agenda dei media, né in quella politica, nazionale e internazionale. Tuttavia termini come ambiente e sostenibilità stanno trovando sempre maggiore spazio e considerazione presso l’opinione pubblica.  

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