Diego De Cicco

Diego De Cicco

''In spiaggia senza cicche'' è lo slogan del progetto per la spiaggia libera di Cefalù per contrastare la pessima abitudine di gettare sulla sabbia o in mare i mozziconi di sigaretta, che rappresentano il 27% dei rifiuti totali e che, oltre a rilasciare sostanze inquinanti nell’ambiente fino a dieci anni dopo il loro utilizzo, impiegano da 1 a 5 anni per essere smaltiti, anche quando vengono gettati in acqua.

Il comune di Cefalù sta diventando sempre più attendo alle pratiche di sensibilizzazione delle tematiche ambientali come il progetto partito a fine luglio, che mira ad educare a non gettare cicche di sigarette o gomme da masticare sulla sabbia o in mare, per mantenere pulite le spiagge libere del Lungomare Giardina.

L’iniziativa, che è stata sviluppata e curata dall’Arch. Salva Mancinelli, Esperta alla Green Economy del Sindaco Rosario Lapunzina, nasce da alcuni suggerimenti forniti dai cittadini  attenti alle problematiche relative alla vivibilità urbana, attraverso il seguito gruppo facebook del Sindaco di Cefalù.

In via sperimentale, ai fumatori residenti verrà dato in omaggio un ecoastuccio che sarà possibile ritirare gratuitamente presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Municipio, fino a esaurimento scorte.

Il contenitore portacicche è in plastica, tascabile, lavabile e riutilizzabile. Può contenere mozziconi spenti, ma anche gomme da masticare e rifiuti di piccole dimensioni.Posare la cicca nell’ecoastuccio piuttosto che abbandonarla sulla sabbia è un gesto semplice per risparmiare ai nostri mari anni di inquinamento e contribuire a mantenere più pulito il nostro litorale.

Attraverso la campagna “In spiaggia senza cicche”, l’Amministrazione comunale di Cefalù intende promuovere comportamenti rispettosi dell’ambiente e sensibilizzare i cittadini affinché, attraverso piccoli gesti quotidiani, diventino i primi custodi degli spazi della propria città, a partire dalle spiagge.  

Non solo stop cicche ma anche una visione più lungimirante per quanto riguarda eco sostenibilità e con la campagna promozionale in collaborazione con la Concessionaria Toyota R.Motors di Palermo, la quale ha fornito al Comune di Cefalù due vetture ecologiche Toyota (una Auris e una Yaris), con tecnologia ibrida a bassa emissione di C02, in comodato d’uso gratuito per tre mesi.

L’iniziativa vuole far conoscere il mondo delle auto ibride a salvaguardia dell'ambiente dando la possibilità ai cittadini di provare questi veicoli durante i weekend estivi.

La tecnologia utilizzata nelle auto ibride si basa sull'installazione di un motore elettrico affiancato al tradizionale motore termico (che può essere alimentato a benzina, a gasolio o anche a gas), in modo da aiutarlo nei momenti di maggior richiesta di energia, allo scopo di contenerne i consumi. 

Per quanto riguarda la campagna di sensibilizzazione "In spiaggia senza cicche" promossa dal Comune di Cefalù: I fumatori residenti possono ritirare gratuitamente il proprio ecoastuccio (portacicche tascabile) presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Municipio sito in Corso Ruggero n. 139, aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e il mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30, fino a esaurimento scorte.

Afa e siccità non sono nel vocabolario di questo luglio 2014. Il meteo della prima parte dell’estate registra temperature e precipitazioni effettivamente record, accompagnate nelle ultime ore da tragici eventi di cronaca. Quattro morti e otto feriti, di cui due gravi, è il bilancio funesto del violento nubifragio che nel fine settimana ha colpito la zona di Refrontolo nel Trevigiano. Il torrente Lierza è straripato, trascinando con sé in un autentico vortice di fango persone, strutture, automobili, raccolte in gran numero per un affollata festa paesana.
Di fronte all’ennesimo episodio tragico legato al maltempo, riprende il rincorrersi della ricerca di capri espiatori e dello scorrere di lacrime di coccodrillo versate per tutto quello che si sarebbe potuto fare quando ancora ce ne sarebbe stato il tempo. Può c’entrare l’abbattimento dei boschi per fare spazio alle vigne del Prosecco, fiore all’occhiello di questi territori? Può dipendere, piuttosto, dall’abbandono e dall’incuria in cui versano troppi terreni boschivi, mentre sono proprio i vigneti e gli ettari coltivati in genere, come ricorda la Coldiretti, a svolgere una funzione drenante? Se si fossero ascoltate le molteplici denunce di smottamenti e movimenti franosi fatte da geologi, ambientalisti e abitanti si sarebbe evitata la tragedia?
Troppo difficile giudicare a caldo, sull’onda forte dell’emotività. Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità, ma risulta fin d’ora evidente che non si può sottovalutare il pericolo che corrono quotidianamente i molti territori italiani esposti al rischio idrogeologico: inutile rimpiangere prevenzione e tutela quando ormai è troppo tardi.
In attesa che si faccia luce sulla storia, il Cnr-Isac di Bologna divulga i dati sulla piovosità di luglio, effettivamente eccezionale soprattutto nel Centronord della Penisola. La lunga sequenza di perturbazioni che ha colpito il nostro paese ha fatto il luglio 2014 segna un +73% rispetto alle precipitazioni medie di luglio sul periodo 1971-2000, il 27-esimo più piovoso dal 1800 ad oggi. Maggiormente colpita risulta l’Italia centro-settentrionale: dalla Toscana in su, infatti, le precipitazioni cadute a luglio 2014 sono risultate essere oltre il doppio del normale, localmente, tra alta Toscana, levante ligure ed Emilia occidentale, anche il triplo, risultando per questa zona il 13-esimo mese di luglio più piovoso dal 1800 ad oggi: era dal 1932 che non pioveva tanto. Oltre alle abbondanti precipitazioni, il mese appena concluso ha fatto registrare anche temperature piuttosto fresche, chiudendo con un’anomalia di circa mezzo grado sotto la media del periodo 1971-2000 (88 mesi di luglio sono risultati più caldi dal 1800 ad oggi). Per trovare anomalie più basse a luglio occorre andare indietro agli anni '90: i mesi di luglio del 1996 e del 1993 furono infatti più freddi di quello di quest’anno.

A piccoli passi, ma la direzione è quella giusta: è quanto emerge dal dossier sulla qualità dell’ambiente urbano pubblicato oggi dall’Istat.I miglioramenti sono piccoli, ma ugualmente rivelatori di un progresso. Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, si riducono i tassi di motorizzazione nei capoluoghi di provincia: 613,2 autovetture e 132,7 motocicli ogni mille abitanti, ovvero rispettivamente un calo dello 0,9 e dello 0,6% nel confronto con il 2012). Il dato conferma un’importante inversione di tendenza per le città italiane, anche per il suo carattere generalizzato: il numero di autovetture è stabile o in calo in tutti i capoluoghi tranne a Torino e Reggio nell’Emilia che registrano, rispettivamente, un incremento del 2,6 e dell’1,4%.

Se le grandi città, specialmente del Nord, sono le più virtuose in quanto a tasso di motorizzazione (Venezia conta 420,8 auto ogni mille abitanti, Genova 465,1, Bologna 508,4, Firenze 521, Trieste 521,9), sono le medie e piccole del Centro e del Mezzogiorno a registrare le performance peggiori: L’Aquila (766,9), Frosinone (739,0), Viterbo (734,8), Potenza (724,7) e Isernia (705,3), seguite da Vibo Valentia, Rieti, Perugia, Ragusa e Olbia – tutte con più di 700 autovetture per mille abitanti.
Sono in crescita anche le iniziative a favore della mobilità sostenibile: aumenta l’offerta di car sharing, presente in 23 città (soprattutto al Nord) e quella di bike sharing, attivato in 66 città. Dei 116 capoluoghi, 36 dispongono di almeno 34 km di piste ciclabili.
Fra i grandi comuni, Catania presenta il tasso di motorizzazione più alto (698,1), seguita da Cagliari (671,2), Roma (659,2) e Torino (626,6), ed è insieme a Torino l’unica grande città a registrare, rispetto al 2012, un aumento sia pur lieve (+0,4%) del numero di autovetture circolanti, numero che diminuisce del 2,9% a Roma, del 2,1% a Milano e Firenze, e in misura variabile fra l’1 e il 2% a Genova, Bologna, Napoli, Bari, Taranto e Cagliari.
Continua a crescere la quota delle autovetture meno inquinanti (classe euro 4 o superiore), che dal 2012 costituiscono la maggioranza del parco circolante nei capoluoghi di provincia. Nel 2013 hanno raggiunto il 53% del totale (50,1% nell’anno precedente e 46,9% nel 2011). Valori superiori al 60% si rilevano a Como, Pavia, Reggio Emilia e Bologna, e in ben cinque dei capoluoghi toscani: Lucca, Firenze, Prato, Livorno e Pisa. Le auto in classe euro 4 o superiore sono ancora in netta minoranza, invece, in diverse città del Mezzogiorno, fra cui Napoli (31,8%) e Catania (34,2%). Nei capoluoghi del Centro e del Nord le auto a più bassi standard emissivi erano più della metà già nel 2011 e raggiungono nel 2013 rispettivamente il 55,4 e il 59,2%, mentre nel Mezzogiorno - nonostante la linearità del trend di crescita - la quota è ancora del 42%, e la soglia del 50% è stata superata, per la prima volta nel 2013, soltanto in tre comuni: L’Aquila, Pescara e Bari.
Si conferma il trend di miglioramento della qualità dell'aria per le polveri sottili: rispetto al 2012 diminuisce da 52 a 44 il numero di capoluoghi dove il valore limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10 viene superato per più di 35 giorni. Miglioramenti si riscontrano al Nord (da 37 a 32) e, in proporzione, soprattutto al Centro (da 9 a 6). Nel Mezzogiorno si evidenzia un peggioramento in Campania (da 2 a 4 dei capoluoghi della regione). Tuttavia il miglioramento è dovuto quasi interamente alla riduzione dei superamenti tra i capoluoghi del Centro e solo in minima parte tra quelli del Nord dove il problema è maggiormente diffuso (circa nel 70% delle città). In questa ripartizione, nonostante gli sforzi che hanno comunque portato ad un miglioramento negli ultimi anni, si conferma un quadro complessivamente negativo, dovuto, in particolare, alla geomorfologia del bacino padano che è oggetto di approfonditi studi da parte delle agenzie regionali dell’ambiente.
Nel 2013 i primi dieci comuni per numero di giorni di superamento del PM10 sono in prevalenza nel Nord. Torino, che ha registrato un aumento dei giorni di superamento rispetto all’anno precedente (da 118 del 2012 a 126), si colloca nella non invidiabile prima posizione. Ad eccezione di Cuneo e Verbania, tutti gli altri capoluoghi del Piemonte e la totalità dei lombardi hanno registrato più di 35 giornate. Tra le città del Veneto e dell’Emilia-Romagna, solo Belluno e Forlì rimangono sotto la soglia fissata dalla normativa, ma il numero di giorni di superamento è complessivamente più contenuto.
Peggiora l’inquinamento da polveri a Napoli (seconda per superamenti, da 86 a 120 nel 2013), e a Salerno (da 18 a 90) e in generale nei capoluoghi campani che, con la sola eccezione di Caserta, superano fortemente i limiti normativi. In terza posizione si trova Frosinone (112); nel Lazio anche Roma ha superato i 35 giorni (41) anche se entrambi i valori risultano in diminuzione rispetto al 2012. Tra i grandi comuni, a Firenze si contano 46 giornate di superamento del valore limite. Sono 7 le grandi città (Genova, Trieste, Bari, Taranto, Palermo, Catania e Cagliari) dove non si verificano superamenti per un numero di giorni superiore alla soglia fissata a tutela della salute umana, ma in quasi tutte (ad eccezione di Torino, Genova e Napoli) il numero di superamenti diminuisce rispetto al 2012.
Nel 2013, il verde urbano pubblico rappresenta il 2,7% del territorio dei comuni capoluogo di provincia, oltre 577 milioni di m2 (+0,7% rispetto all’anno precedente) che corrispondono ad una disponibilità media di 32,2 m2 per abitante.
 
Ricadono in "aree naturali protette" oltre 3.200 km2 del territorio dei capoluoghi (pari al 15,8%). In 43 comuni è stata individuata una rete ecologica, a tutela del mantenimento della biodiversità anche in ambito urbano. Rispetto al 2012 la superficie complessiva del verde urbano cresce dello 0,7%. Quasi il 16% della superficie di questi comuni è, inoltre, inclusa tra le aree naturali protette (dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente), complessivamente le aree verdi coprono oltre 3,7 miliardi di m2 (pari al 18,2% del territorio dei capoluoghi). Considerando la distribuzione territoriale dei due indicatori di densità, un elevato “profilo verde” (entrambi gli indicatori segnano valori pari o superiori a quello medio) caratterizza 16 città (il 13,8% dei capoluoghi), con una forte concentrazione territoriale in Lombardia cui si aggiungono Prato, Terni e Matera e sei grandi comuni40 (Trieste, Roma, Napoli, Reggio di Calabria, Palermo e Cagliari). Valori, invece, particolarmente contenuti di verde urbano (inferiori all’1% della superficie comunale) caratterizzano 41 città, in più della metà dei casi capoluoghi del Mezzogiorno.
Nel 2013 la dotazione di verde urbano pubblico mediamente disponibile per ogni cittadino è di 32,2 m2, in circa due terzi dei comuni è più contenuta (inferiore al valore medio) e in 19 città non raggiunge i 9 m2 pro capite. Nelle regioni del Nord più del 40% dei capoluoghi offre agli abitanti una buona disponibilità di verde (superiore alla media nazionale) con valori particolarmente consistenti a Verbania, Sondrio, Trento, Pordenone e Gorizia (tutte città dove si superano i 100 m2 per abitante), mentre sono particolarmente contenute le disponibilità delle città liguri (La Spezia 11,5 m2 per abitante, e Savona, Genova e Imperia, tutte inferiori ai 9 m2 pro capite).
Una tipologia di verde che ha crescente diffusione nelle città è quella destinata agli orti urbani. Gli orti urbani sono invece piccoli appezzamenti di terra di proprietà comunale utilizzati per la coltivazione ad uso domestico, l’impianto di orti o il giardinaggio ricreativo, assegnati in comodato ai cittadini richiedenti. Oltre al valore ambientale, sociale e didattico, la loro promozione contribuisce a preservare dall’abbandono e dal degrado le aree verdi interstiziali intercluse tra le aree edificate; pesano mediamente per lo 0,6% sul verde urbano e trovano la più ampia estensione a Torino (quasi 2 milioni di m2 complessivamente destinati). Nel complesso sono 57 le amministrazioni comunali che nel 2013 utilizzano gli orti urbani tra le modalità di gestione delle aree a verde, con forti polarizzazioni regionali: quasi l’81% delle città del Nord (oltre che a Torino, superfici consistenti sono dedicate anche a Bologna e Parma, entrambe intorno ai 155 mila m2), meno di due città su tre al Centro, mentre nel Mezzogiorno sono presenti solo a Napoli, Andria, Barletta, Palermo e Nuoro.

Sono piccoli, ma non la mandano a dire e la loro voce arriva forte e chiara. I gialli omini Lego stanno percorrendo l’Italia in lungo e in largo per lanciare il loro messaggio a Shell al fianco di Greenpeace. Si sono arrampicati sulla torre di Pisa, hanno sfilato in corteo a Piazza San Pietro e organizzato un sit-in a Piazza Duomo a Milano.

Gli omini delle costruzioni più amati dai bambini di tutto il mondo scendono in strada con Greenpeace per chiedere alla loro casa madre di interrompere la partnership commerciale con la Shell, compagnia petrolifera tra le più aggressive nell’esplorazione petrolifera del Polo Nord, una minaccia per gli abitanti e gli animali che vivono in questa area fondamentale per gli equilibri del Pianeta. Ad Andria l’intero LEGO cast dei Simpson ha posato davanti a Castel del Monte, mentre a Verona davanti all’Arena i personaggi di Guerre Stellari hanno chiesto di risparmiare l’Artico dalla distruzione. A Roma, mini gommoni e attivisti si sono ritrovati a Castel Sant’Angelo lungo il fiume Tevere.
«Ogni azienda ha la responsabilità di scegliere eticamente i propri partner commerciali e i propri fornitori» afferma Mel Evans, della campagna Save The Arctic di Greenpeace. «Lego afferma che vorrebbe lasciare un mondo migliore ai nostri figli, ma stringe ancora accordi commerciali con Shell, una delle aziende più inquinanti del Pianeta, che ora minaccia la bellezza incontaminata dell’Artico. Una decisione sbagliata, una cattiva notizia per tutti i bambini. Per questo chiediamo a LEGO di abbracciare la causa per la difesa dell’Artico, rompendo il patto con Shell».
La campagna con cui Greenpeace chiede a LEGO di abbandonare Shell è partita lo scorso 1 luglio. In soli dieci giorni sono state raccolte oltre 325 mila firme e altrettante email sono state recapitate ai vertici della LEGO.

L'8 luglio 2014 è la prima giornata internazionale del Mar Mediterraneo, dedicata quest’anno ai caduti nel nostro Mare. La prima edizione dell’iniziativa – che nasce grazie alla collaborazione di EARTH DAY ITALIA,  ANCIS-LINK,  ASC-CONI e con l’apporto fondamentale della MARINA MILITARE ITALIANA  - vuole promuovere attività di testimonianza per i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo.
Alle ore 12 di martedì 8 luglio a Ostia Castelfusano, presso lo stabilimento balneare della marina CRDD in collaborazione con il circolo velico NAUTICLUB, alcune barche della scuola di vela escono in mare, per lanciare in acqua dei fiori in prossimità delle boe prospicienti lo stabilimento in memoria dei dispersi in mare. Lo stesso gesto simbolico viene compiuto in contemporanea in Grecia dai ragazzi del circolo velico dell’isola di Cefalonia, che partono dal porto di Argostoli per lanciare i loro fiori di testimonianza. Sempre lo stesso giorno, il vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, Monsignor Mogavero, celebra a Lampedusa una messa per tutti i migranti caduti durante i viaggi della speranza.

«È sempre più evidente quanto alla base delle povertà, delle guerre e quindi delle drammatiche migrazioni a cui assistiamo - commenta il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi - vi sia uno sfruttamento scellerato delle risorse naturali da parte di pochi a discapito di molti. Il gesto di iniziare il pontificato con una visita a Lampedusa è stato come un grido di Papa Francesco ai potenti d'Europa e del mondo intero. Per noi di Earth Day Italia - conclude Sassi - è un onore e un dovere ricordarne l'anniversario assieme alla nostra Marina, perché il Mediterraneo torni a essere luogo di incontro e laboratorio di civiltà per tutti i popoli della Terra».

Il progetto nei prossimi anni si articolerà attraverso la testimonianza e la solidarietà per i migranti, ma anche con momenti di sport, cultura, musica, arte, libri e letteratura, nell’ottica di favorire una prolifica contaminazione tra i modi di vivere e di esprimersi delle diverse sponde del nostro Mare. La giornata dedicata al Mediterraneo diventerà così una manifestazione di rilevanza internazionale e il progetto sarà chiamato UN MARE DI PACE.

Non c’è modo migliore di avere a cuore il futuro che preveder e problemi e cercarne le soluzioni. È quanto ha pensato CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, quando a novembre scorso ha lanciato il “Bando CONAI per la prevenzione - Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”, per premiare le soluzioni di imballaggi sostenibili e innovative immesse sul mercato nel periodo 2011-2013.

In palio perle imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi un importo di 200.000 euro complessivi.
Per partecipare al bando le aziende Consorziate hanno utilizzato l’Eco Tool CONAI (www.ecotoolconai.org), uno strumento che ha consentito di calcolare, attraverso un’analisi LCA semplificata, gli effetti delle azioni di prevenzione attuate dalle aziende sui propri imballaggi – secondo i criteri di risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materiale riciclato, riutilizzo, semplificazione del sistema imballo - tramite un confronto tra il PRIMA e il DOPO l’intervento effettuato.

I casi sono stati quindi valutati in funzione dei risultati dell’Eco Tool CONAI e le imprese sono state premiate sulla base del punteggio attribuito a ogni criterio di prevenzione adottato: 36 i casi premiati, su 68 presentati, con73 azioni messe in campo, in palio un importo di 200.000 euro complessivi (la lista delle aziende premiate con il relativo punteggio e le azioni effettuate è disponibile sul sitowww.conai.org, con una classificazione tra piccole e medie/grandi imprese). Risultato per l’ambiente: riduzione delle emissioni di CO₂equivalenti pari al 34,5%, riduzione dei consumi di energia del 36,3% e riduzione dei consumi di acqua del 36,2%.

Il progetto rientra nel più ampio “Pensare Futuro”, che raccoglie le iniziative che CONAI realizza sul tema della prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi. Prevenzione per CONAI significa adottare interventi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi, che incidono non solo sulla quantità delle materie utilizzate, ma anche sui processi di produzione e di utilizzo, considerando così l’intero ciclo di vita dell’imballaggio stesso.

Tali attività definiscono la strategia sintetizzata dalla formula “dalla culla alla culla” che pone al centro l’obiettivo di ridurre il ricorso alle materie prime a monte e di diffondere la valorizzazione delle risorse a valle una volta diventate rifiuti, proprio per limitare l’impatto ambientale connesso all’immesso al consumo di imballaggi.

Introdurre misure europee di fiscalità ecologica; sostenere incisive misure europee per il clima e l’energia; promuovere modelli di agricoltura sostenibile e di qualità, in linea con la nuova Pac; sostenere un’iniziativa europea per il riutilizzo delle acque reflue; affrontare i nodi aperti a livello europeo in materia di rifiuti; rafforzare a livello europeo le politiche per una green economy. Sono queste le proposte che il Consiglio della green economy propone al premier Renzi in occasione del semestre europeo del governo italiano che partirà domani. Si tratta di un’occasione importante per portare la voce del nostro Paese in Europa. Uno dei temi che il premier Renzi porterà all’attenzione dell’Europa è il rilancio della crescita dell’economia. Crescita economica che, vista la situazione attuale, deve rivedere la sua strategia in un’ottica di maggiore sostenibilità. Ecco allora il motivo di questo documento, una vademecum stilato da 66 organizzazioni di imprese per indirizzare il governo italiano verso una crescita più sostenibile.

Il documento è stato presentato oggi alla stampa presso la sede del Cobat a Roma.

Andando più nel dettaglio di ciascuna proposta, vediamo come il consiglio nazionale della Green economy propone prima di tutto di creare un programma di riforma della fiscalità generale che sia integrato con quella ambientale. Il secondo passo è poi identificare e rimuovere tutti quei sussidi pubblici che risultano dannosi per l’ambiente. Ma anche dare attuazione agli indirizzi di contabilità ambientale per misurare il valore del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici, con l’obiettivo di integrare la contabilità ambientale nei conteggi economici e di bilancio.

Per quanto riguarda il secondo punto, il clima e l’energia, il Consiglio parte da una premessa: nel 2030 l’Europa sarà chiamata a definire i nuovi impegni per il 2030 sul clima e l’energia, ma anche a contribuire il nuovo trattato internazionale sul clima che verrà approvato durante la conferenza di Parigi del prossimo anno. Riguardo proprio questi due eventi importanti, il consiglio nazionale della green economy propone di individuare tre target distinti per le emissioni di gas serra, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Inoltre evidenzia la necessità di ripartire gli impegni tra gli stati membri riguardo proprio la riduzione delle emissioni di co2.

Ma si è parlato anche di agricoltura sostenibile e di qualità: è fondamentale, afferma il Consiglio, promuovere modelli di agricoltura sostenibile attraverso sistemi che rendano più rispettosi dell’ambiente i processi produttivi delle aziende agricole. Ma anche favorire un’etichettatura a livello europeo, orientata alla trasparenza e alla corretta informazione del consumatore.

Altro punto caldo è quello delle risorse idriche: nel dicembre 2012 è stato adottato il piano per la salvaguarda delle risorse idriche europee. Piano che però ha evidenziato tante lacune come la capacità di recupero delle acque reflue. Affrontare a livello europeo il tema del riutilizzo delle acque reflue soprattutto per uso agricolo e industriale per i quali ad oggi non esistono standard comuni relativi al loro impatto ambientale e sanitario, diventa quindi prioritario.

Largo spazio anche al tema della gestione e produzione dei rifiuti: in questo caso il Consiglio propone di dareattuazione alle linee guida europee per la prevenzione della produzione dei rifiuti e di innalzare gli obblighi del riciclo, elaborando un modello europeo unitario di calcolo del conseguimento di tali obiettivi.

Due giornate, all’insegna di teoria e pratica, completamente dedicate allo sviluppo in Italia di un’architettura energeticamente consapevole. Si tratta del Meeting organizzato da Future Build per i prossimi 25 e 26 settembre a Corte di Villa Spalletti, nel cuore dell’Emilia, equidistante da Modena, Reggio Emilia, Sassuolo e Carpi. Due convegni, quattro workshop, una trentina di aziende altamente specializzate e oltre 500 progettisti per un “format” innovativo che tende a favorire l’incontro tra progettisti/tecnici e imprese impegnate nella Ricerca & Sviluppo, nell’ambito di Innovations building e in particolare sui temi di Involucro, Interni, Climatizzazione ed Energia.
“I due convegni – spiega Andrea Rinaldi, Professore Aggregato del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e Presidente del Comitato Scientifico di Future Build - analizzano due temi fondamentali per lo sviluppo di un’architettura che faccia un uso consapevole dell’energia. Il primo (BUILD. Tecnologie costruttive in clima mediterraneo) – continua Rinaldi - è un approfondimento sul tema dell’evoluzione progettuale e costruttiva di edifici ad elevata efficienza energetica, analizzando in particolare modo la tecnologia del legno, le sue potenzialità e i suoi difetti. Le conoscenze di progetto e le tecnologie sulle case ad altissima efficienza (passive), di derivazione nord-europea devono essere infatti in grado di adattarsi al clima mediterraneo della nostra penisola, che presenta notevoli differenze dal nord al sud. Il secondo (RESET. Il progetto del recupero edilizio) analizza sotto l’aspetto teorico e pratico il tema che sarà dominante nell’architettura del prossimi decennio ponendo l’attenzione sul recupero ad elevatissima efficienza energetica.  I limiti imposti dalla Direttiva Europea 2010/31/CE al 2020, sebbene non vincolanti per il recupero, suggeriscono modalità di approccio al progetto del recupero, tali da pensare anche in questo caso ad edifici a energia quasi zero”.
L’iniziativa - realizzata con il patrocinio dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena e Casa Clima network Emilia Romagna e vede il coinvolgimento di Ordini e Collegi professionali - dà la possibilità alle aziende di riferimento del settore di illustrare in appositi workshop le novità e gli ultimi ritrovati frutto della loro azione di “ricerca & sviluppo” e di incontrare tecnici e progettisti in aree con desk appositamente allestite. Fin da questo mese è possibile per progettisti e tecnici iscriversi gratuitamente alle diverse iniziative previste dal programma convegnistico che consentiranno l’acquisizione di crediti formativi.

Earth Day Italia ha donato alla città di Roma e alle sue Periferie la Mostra fotografica – che verrà inaugurata l’11 giugno alle ore 18:00 al Centro Culturale Elsa Morante - “Cambiamo Clima. Gli Eroi della Terra”, prodotta in collaborazione con Shoot4Change. I ritratti di cittadini pionieri del “cambiamento culturale sostenibile” saranno dall'11 giugno in esposizione permanente al centro Elsa Morante.

Sono ventitre i reportage fotografici nei cui scatti grandi fotografi di fama internazionale e fotografi della rete Shoot4Change raccontano gli "Eroi della Terra", cittadini che si incontrano per mobilitarsi e dare il via al cambiamento in armonia con l'ambiente, modelli di ispirazione creativa e poeti dell'innovazione sociale e ambientale.

Il momento della consegna della mostra da Earth Day Italia al Centro Culturale Elsa Morante, simbolico e informale assieme, è anche occasione per dare concretezza alle storie raccontate dalle foto. I loro stessi protagonisti, e in particolare quelli del territorio romano, consegnano a Estella Marino, Assessore all'Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale, Paolo Masini – Assessore allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, di Roma Capitale, Gabriella Paolino  – Responsabile Centri Culturali per Zètema Progetto Cultura e Andrea Santoro, Presidente IX Municipio di Roma Capitale - un frutto del piccolo mondo agricolo e del commercio di alimenti a km zero, a simbolizzare la consegna di un impegno per la città.

«Per Earth Day Italia – commenta l’iniziativa il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi - la scelta di donare la mostra “Cambiamo Clima” alle periferie romane e in particolare al Centro Culturale Elsa Morante è densa di significati preziosi. Il Pianeta appartiene a tutti i cittadini che lo abitano ed è a loro che rivolgiamo il nostro appello più accorato per la sua conservazione. Abbiamo raccontato storie di eroi che si confrontano ogni giorno con l’urgenza di un ecosistema in costante pericolo. Speriamo riescano a contagiare positivamente chi è chiamato a vivere le difficoltà spesso stringenti di un contesto urbano sempre più bisognoso di bellezza e sostenibilità».

L’inaugurazione della mostra è anche momento ideale per presentare alla cittadinanza il marchio D.O.M. «L'idea del marchio D.O.M. (Denominazione di Origine Municipale) – racconta Andrea Santoro - è nata durante un incontro con alcuni piccoli produttori del IX Municipio, impegnati nello sviluppo di filiere pulite, etiche e solidali. Nel mentre si condivideva la storia di ciascuna realtà, una coccinella rossa e nera si posò sulla mano di uno dei partecipanti che simpaticamente la fece passare di palmo in palmo in segno di buon auspicio; la coccinella, secondo l’usanza, indica, infatti, la via buona in direzione del volo che prende. La circolarità – spiega Santoro - in questo caso stava a indicare la necessità di mettere in rete le competenze, le conoscenze e i mezzi per difendere un patrimonio comune, quello dell’Agro Romano. Il recente spettro della discarica nel IX Municipio ha fatto emergere con forza due lacune, l’assenza di un coordinamento tra le aziende produttive presenti sul territorio e la mancanza di un adeguato investimento da parte delle autorità per sviluppare la produttività della campagna romana. Costituire e valorizzare un polo produttivo alle porte di Roma – conclude il Presidente del IX Municipio -  consentirà invece ai cittadini di approvvigionarsi di prodotti locali, genuini, freschi a un prezzo contenuto per l’assenza di intermediari commerciali e alla città di tutelare l’ambiente grazie all’assenza, o quasi, di trasporto; tutto secondo l’ottica della “filiera corta” o del km 0 che oltre a valorizzare la produzione locale permette di recuperare il legame con le proprie origini esaltando i sapori tipici».

«Quando Earth Day Italia ha proposto di portare questo splendido progetto fotografico nelle nostre periferie - commenta Paolo Masini - abbiamo scelto il Centro Elsa Morante, vero presidio culturale ed educativo e fiore all'occhiello del percorso di riqualificazione che stiamo mettendo in campo. Il Centro ospiterà una gallery di best practices in tema di rispetto dell'ambiente, una mostra che resterà il più a lungo possibile e sarà partecipata, fruibile a 360° e integrata con il territorio, per dimostrare che proprio a partire dalla condivisione e dalla pratica delle buone abitudini quotidiane è possibile davvero cambiare le cose in tema di ambiente. Presenteremo con piacere anche il progetto del IX Municipio sul "D.O.M. - Marchio di Origine Municipale", un'ottima iniziativa che fa fare un passo avanti al percorso di valorizzazione di quella importante filiera dell'agroalimentare che sta prendendo piede nelle periferie, come valorizzazione del primato di Roma, comune agricolo più grande d'Europa, e risposta intelligente e sostenibile alla crisi».

“Il cambiamento non solo è possibile ma è anche esaltante e in tanti casi ha già dimostrato di poter funzionare. Ripartiamo dai Territori che sono alla base del nostro modello socio-economico e che condividono la tutela di un ecosistema”.  Con le parole di Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, è iniziato il convegno “Territori intelligenti, opportunità di investimento sul futuro. Innovazione sociale, ambientale e finanziaria a confronto” che si è svolto questa mattina presso la Fao. Investire sull’intelligenza dei territori per creare sistemi di sviluppo equi e sostenibili. Di questo si è discusso oggi, nel corso dei due tavoli “la montagna e la campagna innovano, le città imparano” e “Le imprese sociali e familiari costruiscono nuove opportunità, la finanza supporta il loro sviluppo” .

«Questa giornata - ha dichiarato il presidente di Earth Day Italia -si rivolge in particolare ai decisori politici ed economici perché considerino fino in fondo l’importanza che gioca la sostenibilità nella qualità della loro azione. In un contesto di globalizzazione ancora così immaturo, nel quale la speculazione sconsiderata di pochi arriva a sottrarre benessere e bellezza, non solo ai molti di questa generazione ma anche alle generazioni future, i decision maker – ha argomentato Sassi - sono chiamati a fare la differenza, a fare la storia”.

La crisi attuale ha portato alla nascita di imprese sociali che risultano innovative nel modo in cui si relazionano con le comunità, le persone e l’ambiente. Sperimentazioni che potrebbero diventare metodi. Sperimentazioni che vengono dalle montagne, luoghi impervi e difficilmente raggiungibili ma che la tecnologia rende molto più semplici, dalle piccole comunità rurali, che contrariamente ai grandi centri urbani innescano relazioni di fiducia e collaborazione molto più solide. Territori, soprattutto, che rappresentano un valore aggiunto per il nostro Paese, come ha evidenziato Eduardo Rojas, Vice Direttore Generale FAO e Commissario ONU per l’EXPO 2015:

«La FAO - ha spiegato - punta a sottolineare il grande potenziale delle risorse naturali per lo sviluppo. La loro gestione sostenibile, in particolare delle risorse forestali e montane, è fondamentale non solo per proteggere il Pianeta ma per promuoverne lo sviluppo e sostenere il benessere dell’umanità».

Ma anche buone pratiche e scenari possibili di un’economia intelligente e sostenibile sono stati raccontati durante il convegno. Per esempio, il lavoro svolto sul territorio calabrese da Vincenzo Linarello con il gruppo cooperativo Goel che, nonostante le ostilità dei luoghi, è riuscito a costruire diversi progetti legati all’agricoltura sociale e persino a creare un marchio di moda sostenibile. «L’impresa sociale – ha spiegato Linarello - rappresenta una nuova via allo sviluppo sostenibile, in quanto coniuga efficienza imprenditoriale e bene comune, anche nelle zone più difficili del mondo. Il percorso è però appena agli inizi, sia le imprese sociali che il mercato debbono favorire lo sviluppo dell’imprenditoria sociale. Anche la finanza deve lasciarsi mettere in discussione da questo nuovo approccio».

Meritevole anche l’operato di Etica Sgr, leader italiano dei fondi di investimento socialmente responsabili e pioniere nel nostro Paese dell’azionariato attivo con aziende quotate su tematiche socio-ambientali. «L’esperienza di oltre dieci anni di Etica Sgr - ha illustrato Alessandra Viscovi, Direttore Generale di Etica SGR - dimostra che un modo diverso di fare finanza è possibile: un  modello che si pone l’obiettivo di investire pensando a uno sviluppo vero, che guarda agli aspetti di crescita economica, senza trascurare gli impatti sull’ambiente, sulle persone (clienti, lavoratori, comunità locali) e sugli aspetti sociali”.

Il futuro dell’innovazione sociale, insomma, può essere roseo. «Per cambiare le cose – rassicura a conclusione dei lavori Roberta Cafarotti, direttore scientifico di Earth Day Italia – abbiamo già tutti gli elementi: dalle tecnologie alle competenze. Quello che manca – aggiunge però Cafarotti – è un ecosistema che metta in relazione le imprese e gli altri soggetti tra loro. In quest’ottica e per attrarre capitali è fondamentale che lo Stato recuperi le sue funzioni. Quello che chiediamo non sono soldi o incentivi, ma semplicemente un ruolo da leader da parte delle Istituzioni. Da parte nostra – conclude il direttore scientifico di Earth Day Italia – l’idea è dare vita a un’intelligenza collettiva, capace di divulgare buone storie, dalle quali prendere ispirazione per costruire nuovi modelli».

Ma la giornata non si è conclusa qui: a termine delle due tavole rotonde, è stata consegnata alla città di Roma e alle sue Periferie la Mostra fotografica “Cambiamo Clima. Gli Eroi della Terra”, prodotta da Earth Day Italia in collaborazione con Shoot4Change. I ritratti di cittadini pionieri del “cambiamento culturale sostenibile” saranno in esposizione permanente al centro Elsa Morante a partire dall’11 di giugno, data di inaugurazione di questa nuova location per la mostra. Un momento simbolico e informale assieme che ha dato voce agli eroi della Terra e concretezza alle storie raccontate. I loro stessi protagonisti, e in particolare quelli del territorio romano, hanno consegnato a Estella Marino, Assessore all'Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale, Gabriella Paolino  – Responsabile Centri Culturali per Zètema Progetto Cultura e Andrea Santoro – Presidente IX Municipio di Roma Capitale - un frutto del piccolo mondo agricolo e del commercio di alimenti a km zero, a simbolizzare la consegna di un impegno per la città.

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