Diego De Cicco

Diego De Cicco

Secondo il rapporto sulla qualità delle acque di balneazione che l’Agenzia Europea per l’Ambiente stila ogni anno il 94% dei siti europei esaminati soddisfa gli standard di qualità minimi.

Insomma, un bel bagno in Europa si può fare ovunque. Ed anche se volete un’acqua di qualità eccellente le opzioni non mancano.
Se infatti la quasi totalità dei siiti esaminati soddisfa gli standard di qualità minimi previsti dalla direttiva europea del 2006, più di tre quarti del campione (il 78%) dispone di acqua di qualità definita come eccellente.

Il rapporto prende in considerazione 22.000 siti sparsi tra i ventisette stati membri, la maggior parte delle rilevazioni, effettuate dalle autorità locali nell’anno precedente alla pubblicazione del rapporto UE, riguardano spiagge e coste, meno di un terzo delle rilevazioni riguardano invece fiumi e laghi. Fiumi e laghi che, sebbene anch’essi con un elevata qualità delle acque, risultano meno puliti rispetto alle zone costiere.

Molto soddisfatte le istituzioni europee per il miglioramento rispetto all’ultima edizione ed il proseguimento di un trend positivo (nel 1990 i siti con standard di qualità minimi erano il 60% del campione, quelli con qualità eccellente il 70%), sebbene permangano delle sacche di inquinamento balneare.

L’Italia si posiziona sopra la media europea grazie ad un 85% di siti con eccellente qualità delle acque. Meglio di noi Cipro, Lussemburgo, Malta, Croazia, Grecia, Germania e Portogallo; molto buone anche le performance di Spagna e Finlandia.

Nel Bel Paese quindi ogni posto è buono per un tuffo. E se questa informazione appare scontata se si pensa alle spiagge della Sardegna, del Salento o della Calabria quel che forse siamo portati a sottovalutare è il fatto che anche litorali meno nobili della nostra penisola hanno in realtà una qualità dell’acqua più che accettabile come si può scoprire navigando sul Portale Acque del Ministero della Salute.

Un esempio per tutti: il litorale romano, che di certo non figura tra le mete balneari suggerite dalle guide turistiche, presenta in realtà delle buone caratteristiche con una qualità dell’acqua generalmente superiore alle rilevazioni dello scorso anno. A rovinarne l’immagine è probabilmente la scarsa presenza di scogliere ed insenature assieme al fondale sabbioso e leggero; proprio la sabbia alzata dai piedi dei bagnanti e dal moto ondoso fa si che le acque assumano talvolta un colorito grigiastro poco rassicurante.

L’erba del vicino è sempre più verde, l’acqua può anche sembrarci più blu, certamente non è più pulita.

Il WWF ha lanciato da pochi giorni, in tutto il mondo, una petizione globale che chiede di finanziare il futuro delle energie rinnovabili e non il passato delle energie fossili. 
Secondo il nuovo rapporto ‘Invest in Haste, Repent at Leisure’ (Se investi frettolosamente, poi te ne penti) diffuso oggi See Change Net , CEE Bankwatch Network e WWF i forti investimenti nei combustibili fossili da parte delle istituzioni finanziarie internazionali (IFI) nei Balcani occidentali, stanno ostacolando la conformità di questi paesi ai requisiti per l’adesione all'UE.

Nonostante la Croazia si prepari a entrare nella UE dal primo luglio e nonostante la Banca europea per gli investimenti, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca Mondiale stiano riesaminando le loro strategie di prestito per il settore energetico. il rapporto rileva che le banche di sviluppo in Europa stanno spendendo nella regione 32 volte di più sui combustibili fossili rispetto alle fonti di energia rinnovabili (esclusa l’energia idroelettrica). I Balcani occidentali, quindi, stanno andando nella direzione opposta rispetto agli obiettivi della UE in materia di cambiamento climatico per gli anni 2020, 2030 e il 2050, nonostante tali obiettivi diventerebbero un obbligo per l’accesso nell’Unione Europea. Le organizzazioni che hanno stilato il rapporto chiedono lo stop degli investimenti pubblici internazionali verso i combustibili fossili e di altre forme insostenibili di energia, e un aumento delle iniziative in materia di efficienza energetica residenziale e risparmio energetico.

Il rapporto mostra inoltre che:

• Quasi la metà dei prestiti nel settore energia della BERS, il più grande finanziatore pubblico della regione, hanno sostenuto i combustibili fossili, con solo il due per cento del suo portafoglio allocato per le fonti energetiche rinnovabili non idroelettriche, e un ulteriore 23 per cento di supporto all’energia idroelettrica.
• I combustibili fossili rappresentano il 36 per cento di tutti i finanziamenti per l'energia IFI nella regione, ovvero 597,3 milioni di euro, di cui 310,1 milioni di euro per l’idroelettrico e per le fonti rinnovabili appena 18,5 milioni di Euro, l’1%
• L’ efficienza energetica, che ha un alto potenziale per affrontare la scarsità energetica nella regione e impedire nuove infrastrutture insostenibili, costituisce solo il 17 per cento del portafoglio energetico IFI , ovvero 288,8 milioni di euro.

Nella prefazione del rapporto " Invest in Haste, Repent at Leisure’ ", il Commissario europeo per il clima Connie Hedegaard ha detto: "Il supporto per l'efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili è in ritardo, mentre i governi di tutto il mondo spendono centinaia di miliardi di dollari di sovvenzioni per una incipiente catastrofe ".

"I paesi dei Balcani, sostenuti dalle istituzioni finanziarie internazionali, stanno andando nella direzione opposta a quella dell’Europa nel 2020, il 2030 e il 2050 circa gli obiettivi in materia di produzione di energia sostenibile. Questo è totalmente inaccettabile per le istituzioni che hanno un ruolo molto specifico nel sostenere nuovi investimenti, sostenibili per l’economia e l’ambiente, piuttosto che semplicemente investire in qualunque attività venga proposta. 
Le stime mostrano che è fino a 10.000 volte più conveniente risparmiare una unità di energia che generare una nuova unità. Chiediamo alla UE di adoperarsi perché questa diventi la priorità numero uno delle istituzioni finanziarie pubbliche", ha detto Mariagrazia Midulla responsabile Clima & Energia del WWF - "e quindi garantire che ogni nuova infrastruttura energetica sia pienamente sostenibile. Chiediamo anche che vi sia piena trasparenza da parte delle aziende e utilities europee sui propri progetti in quest’area, a partire da quelle italiane".

L’associazione ambientalista evidenzia che bruciare i combustibili fossili per procurarsi energia e calore ha portato la concentrazione di CO2 in atmosfera ai livelli di 3 milioni di anni fa. Perciò è necessario riconquistare l'energia, puntare sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Occorre investire le risorse pubbliche e private nel nostro futuro, non continuare a finanziare il passato fossile.

Secondo il rapporto sulla qualità delle acque di balneazione che l’Agenzia Europea per l’Ambiente stila ogni anno il 94% dei siti europei esaminati soddisfa gli standard di qualità minimi.

Insomma, un bel bagno in Europa si può fare ovunque. Ed anche se volete un’acqua di qualità eccellente le opzioni non mancano.
Se infatti la quasi totalità dei siiti esaminati soddisfa gli standard di qualità minimi previsti dalla direttiva europea del 2006, più di tre quarti del campione (il 78%) dispone di acqua di qualità definita come eccellente.

Il rapporto prende in considerazione 22.000 siti sparsi tra i ventisette stati membri, la maggior parte delle rilevazioni, effettuate dalle autorità locali nell’anno precedente alla pubblicazione del rapporto UE, riguardano spiagge e coste, meno di un terzo delle rilevazioni riguardano invece fiumi e laghi. Fiumi e laghi che, sebbene anch’essi con un elevata qualità delle acque, risultano meno puliti rispetto alle zone costiere.

Molto soddisfatte le istituzioni europee per il miglioramento rispetto all’ultima edizione ed il proseguimento di un trend positivo (nel 1990 i siti con standard di qualità minimi erano il 60% del campione, quelli con qualità eccellente il 70%), sebbene permangano delle sacche di inquinamento balneare.

L’Italia si posiziona sopra la media europea grazie ad un 85% di siti con eccellente qualità delle acque. Meglio di noi Cipro, Lussemburgo, Malta, Croazia, Grecia, Germania e Portogallo; molto buone anche le performance di Spagna e Finlandia.

Nel Bel Paese quindi ogni posto è buono per un tuffo. E se questa informazione appare scontata se si pensa alle spiagge della Sardegna, del Salento o della Calabria quel che forse siamo portati a sottovalutare è il fatto che anche litorali meno nobili della nostra penisola hanno in realtà una qualità dell’acqua più che accettabile come si può scoprire navigando sul Portale Acque del Ministero della Salute.

Un esempio per tutti: il litorale romano, che di certo non figura tra le mete balneari suggerite dalle guide turistiche, presenta in realtà delle buone caratteristiche con una qualità dell’acqua generalmente superiore alle rilevazioni dello scorso anno. A rovinarne l’immagine è probabilmente la scarsa presenza di scogliere ed insenature assieme al fondale sabbioso e leggero; proprio la sabbia alzata dai piedi dei bagnanti e dal moto ondoso fa si che le acque assumano talvolta un colorito grigiastro poco rassicurante.

L’erba del vicino è sempre più verde, l’acqua può anche sembrarci più blu, certamente non è più pulita.

 

Si è svolto oggi a Torino,  il Green Day Leroy Merlin Italia, un convegno per approfondire il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata al fine di diffondere la cultura della sostenibilità ambientale. 

Stimolare una filiera produttiva, offrire ai consumatori prodotti con materie prime da filiera corta, trasformare le coltivazioni arboree piemontesi in un vero volano ambientale ed economico per le realtà locali. Sono tutti obiettivi che si potranno trasformare in realtà grazie a un accordo che il gruppo Leroy Merlin Italia ha stipulato con un gruppo di pioppicoltori certificati per la gestione sostenibile delle proprie piantagioni e il Pefc Italia, il sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile più diffuso al mondo. La firma ufficiale della convenzione è avvenuta proprio a Torino.

L’accordo prevede che Leroy Merlin sostenga la pioppicoltura certificata italiana e le produzioni di pannelli di compensato realizzati con pioppo certificato secondo lo standard Pefc dalla società Vigolungo, da cinque generazioni nel settore legno, portando benefici economici e ambientali per le comunità presenti nelle aree certificate. Le iniziative di sostegno della pioppicoltura certificata e della filiera corta e locale permetteranno infatti alla Leroy Merlin di approvvigionarsi con materiale proveniente dal Piemonte e a generare una serie di positivi servizi ecosistemici (emissione di ossigeno, assorbimento della CO2, filtraggio delle acque), ma non solo: le pratiche gestionali adottate dai pioppicoltori certificati riducono sensibilmente l’inquinamento da fertilizzanti e da pesticidi, cioè il quantitativo di azoto non versato nelle acque e il quantitativo di pesticidi immesso nell’ambiente.

“Questa iniziativa è responsabile e lungimirante – osserva Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia - e promuove anche nel consumatore una crescita verso la scelta di prodotti sostenibili. Siamo quindi felici di affiancarci a Leroy Merlin nello sviluppo di questa operazione, perché sensibilizza il consumatore verso scelte etiche e responsabili e premia gli imprenditori che credono nella gestione sostenibile dell'ambiente”.

Durante il Green Day Leroy Merlin Italia sono stati approfonditi anche altri temi: oltre a presentare il rapporto sulla sostenibilità del gruppo francese in Italia, si è affrontato il rapporto tra GDO e diffusione della cultura della responsabilità ambientale insieme ai responsabili di importanti marchi della grande distribuzione ed è stato inoltre illustrato il programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale.

Proiettato il cortometraggio 'Il bosco incantato', uno short-movie che connette ambiente, territorio e sociale presentando la storia del recupero di un pioppeto e quella delle donne dell'ICAM, l'Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri, dove le detenute hanno ultimato la realizzazione pittorica di un pannello che ha proprio come tema il “bosco incantato”.

Il video, realizzato dalla regista Sara Grimaldi, si sviluppa come un viaggio nell'immaginario della natura, per dispiegarsi sulle varie possibilità a cui questa può dar vita. L’albero, ripreso nel periodo invernale e primaverile, diventa metafora e simbolo del percorso di rinascita delle detenute dell’ICAM.
L’idea nasce dalla volontà di Leroy Merlin di testimoniare un esempio del proprio impegno ambientale e sociale: la riqualificare degli ambienti destinati alle detenute madri con i loro bambini e la collaborazione con PEFC Italia e alcune associazioni di pioppicoltori della Provincia di Alessandria per un progetto di servizio ambientale e CO2.

 

14/08/2013

Bottiglie e barattoli di vetro disegnati e realizzati 'su misura' per affrontare la crisi che nel 2012 ha visto un calo della produzione dei  contenitori in vetro del 4,8% rispetto all’ anno precedente. Questa, secondo Assovetro, l’ Associazione Nazionale degli industriali del vetro aderente a Confindustria,  la nuova frontiera dell’ industria del vetro che già vede 1.500 piccoli produttori di vino che chiedono bottiglie assolutamente originali per salvaguardare il carattere distintivo dei propri prodotti o una grande industria di alcolici 'made in Italy' che consuma ogni anno 600 milioni di contenitori in vetro dalle forme speciali.

 “Ogni contenitore su misura –ha affermato giuseppe Pastorino, Presidente della sezione contenitori di Assovetro- nasce dalla stretta sinergia tra chi produce il contenuto e il designer, ma soprattutto della vetreria che dovrà trovare, in ultima analisi, le soluzioni più efficaci ed efficienti per offrire al cliente un prodotto unico. E proprio questo settore dei contenitori ‘on demand’, grazie  alla sua alta specializzazione e alla sua duttilità, è  senz’altro uno dei più attrezzati a fronteggiare gli attuali venti di crisi”.

La percezione di un prodotto, infatti,  è fortemente influenzata dal modo in cui esso si presenta. Ed il vetro, trasparente, inerte, indeformabile, versatile è il materiale per eccellenza  capace di vestire e dare forma a ciò che contiene, valorizzando e caratterizzando inequivocabilmente una marca, e, nello stesso tempo, di assicurare  la sostenibilità ambientale. Oltre ad essere riciclabile al 100%, esso  è infatti effettivamente riciclato. 

La crisi ha colpito nel 2012 produzione e consumi, ma non l’ ambiente: nel 2012 è diminuita irispetto all’ anno precedente anche a raccolta di rifiuti da imballaggio, dello 0.5%. Ma  il tasso di riciclo ha proseguito il suo trend positivo raggiungendo quota 70,9%. (68,1%, nel 2011), non solo una quota superiore di più di 10 punti rispetto all’obiettivo europeo, stabilito nel 60%, ma anche una delle percentuali più alte del vecchio Continente.

Il riciclo del vetro rappresenta un’importante risorsa per l’economia del Paese, sia in termini ambientali, sia in termini energetici. Nel 2012 , il contributo al risparmio energetico fornito dal riciclo del vetro nella produzione di nuovi imballaggi (riciclabili al 100%, all’infinito) è quantificabile in circa 298.166 TEP (tonnellate equivalenti in petrolio), pari a circa 2.997.117 barili di petrolio. Una composizione della miscela vetrificabile con il 50% del rottame, consente un risparmio energetico di oltre il 13% dell’energia necessaria per fondere le materie prime corrispondenti. Attraverso il riciclo del vetro sono state inoltre evitate: l’estrazione di materie tradizionali (sabbia, carbonati, soda, etc.) prime per circa 3.124.079 tonnellate (per un volume di 1.837.693 meri cubi) e le emissioni in atmosfera di 1.967.211 tonnellate di CO2 equivalenti, corrispondenti a quelle derivanti dalla circolazione di 1.249.000 auto Euro 5 per un anno (piccole utilitarie, con percorrenza media di 15.000 km). L’impiego del rottame di vetro nella miscela vetrificabile consente di ottenere un nuovo contenitore con le stesse caratteristiche di un prodotto fabbricato con le sole materie prime.

 

09/08/2013

E se il neo eletto sindaco di Roma non stesse scherzando? Più volte in campagna elettorale Ignazio Marino ha lanciato la proposta, che appariva come una provocazione o al più una boutade elettorale, di pedonalizzare i Fori Imperiali, e ora conquistato il Campidoglio sembra che voglia insistere sulla sua idea.
 
Nella trasmissione radiofonica Un giorno da pecora di Radio2 l’ex senatore del PD ha fissato anche una data per lo stop alle auto tra via Cavour e Colosseo, il 15 agosto. “Il 14 agosto – afferma Marino - farò l'ultimo giro con la mia Panda rossa su via dei Fori imperiali, dopodiché ci tornerò in bicicletta”. 
Ma se davvero il progetto andasse a buon fine cosa vorrebbe dire per la città di Roma?
 
La chiusura al traffico di una delle strade urbane più suggestive del mondo che collega piazza Venezia al Colosseo attraversando tuti i Fori Imperiali, avverrà dall’incrocio con Via Cavour fino all’anfiteatro più famoso della storia. In questo tratto, dal 15 agosto, secondo il progetto di Marino non potrà circolare alcun mezzo privato, ampliando su quel tratto la ZTL già attiva nel rione Monti. La svolta sarebbe di portata epocale. I milioni di turisti che da tutto il mondo si recano a Roma non troveranno più incolonnamenti di auto uscendo dalla metro, o clacson impazziti che distruggono l’atmosfera del luogo. Per i cittadini i disagi sarebbero minimi ripensando la viabilità in maniera adeguata sfruttando le vie limitrofe.
 
Per quanto riguarda l’impatto ambientale il vantaggio è fin troppo ovvio. Affinché si possa realizzare l’ambiziosa, e fino ad oggi visionaria idea, è necessario rafforzare e garantire i mezzi pubblici della Capitale. Roma per quanto riguarda i trasporti è assai lontana dagli standard di efficienza raggiunti dalle altre metropoli europee. Troppo spesso turisti e cittadini vengono letteralmente abbandonati al proprio destino e all’ordine del giorno ci sono deviazioni, disagi sulle linee metro per non parlare degli scioperi a ripetizione degli ultimi mesi.
 
Il neo sindaco vede in questo progetto la prima tappa che dovrà portare alla creazione di un grande Parco Archeologico dei Fori, che se realizzato potrà essere considerato il più grande museo a cielo aperto del mondo.
 
Ricordando che ogni promessa è un impegno, vedremo se romani e turisti passeranno una serata di ferragosto passeggiando in mezzo a via dei fori imperiali in pieno relax, o se saranno ancora i clacson a fargli da sottofondo.
 
21/07/2013

Anche Latina si appresta a dire la sua nel campo delle architetture eco efficienti. Nella città pontina sta sorgendo una vera eccellenza del Greenbuilding. Si tratta di “Residenza Isabella”, progettata dall’ Architetto Omero Marchetti, che da anni è impegnato nella diffusione della “cultura dell’abitare”, coniugando architettura e risparmio energetico. Il costruire edifici di altissima qualità, ponendovi alla base la possibilità di risparmiare energia e denaro, è una politica che tutti i professionisti stanno sviluppando, proponendo sempre innovazioni all’avanguardia.

Un approccio sensibile verso la natura è ormai imprescindibile soprattutto nel ramo delle costruzioni. Negli anni questo settore ha raggiunto consumi energetici pazzeschi, producendo oltre il 30% delle emissioni di CO2 totali, emesse nell’atmosfera. Seppur in un sistema edilizio, ancora non adeguato agli standard mondiali, in Italia aumentano le eccellenze.

A Latina, con “Residenza Isabella”, si cerca di dare una risposta importante, tutta made in Italy verso la costruzione di una città realmente sostenibile. Il nuovo edificio si pone all’avanguardia in tutti i fattori di ecocompatibilità e risparmio energetico.

Il tetto è totalmente ricoperto da pannelli fotovoltaici che producono 36 kWh, a servizio di tutti gli appartamenti presenti nel palazzo, ed altri 12 kWh per le esigenze elettriche del condominio. La funzione del fotovoltaico non si esaurisce qui. Sotto i pannelli solari è stata impiantata una serpentina di alluminio che permette di soddisfare la necessità di acqua calda sanitaria per tutto l’edificio.

Nelle fondamenta sono state costruite sei sonde geotermiche, che scendono fino a 100 m di profondità, integrate da pannelli radianti di pavimento. Questo impianto riuscirà a coprire esigenze di acqua calda e di climatizzazione, grazie al quale si riuscirà a far mantenere una temperatura costante nell’intero edificio, calda di inverno e fresca d’estate.

Elemento di massima innovazione presente nella struttura è quello della “progettazione passiva”. Rifacendosi alla cultura araba, il greenbuilding di Latina cerca di ridurre al minimo l’impegno energetico per la climatizzazione estiva, mettendo a punto, il cosiddetto, sistema a “torri solari”. Sono state costruite quattro cavedi in corrispondenza del piano di copertura. Qui l’aria esterna, non inquinata, viene catturata e indotta in un’intercapedine sotto i solai dei garage, dove cede calore rinfrescandosi ed essere così convogliata agli appartamenti. In questo modo la temperatura interna sarà sempre di 18 gradi, sostituendosi completamente al sistema di climatizzazione.

Il progetto portato avanti a Latina indica la strada da percorrere dall’edilizia nazionale. L’Italia si trova ancora troppo indietro su questo fronte, mancando innanzitutto di professionisti ed operai formati sulla costruzione di questi edifici. Il progetto dell’Architetto Marchetti può essere un ottimo modello di partenza, per sviluppare e solidificare il concetto di architettura ecosostenibile.

 

17/07/2013

Massimiliano Pontillo, presidente di Péntapolis, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Letizia Nepi, Segretario della FISE (Federazione Imprese di Servizi), è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Renzo Macelloni, Sindaco di Peccioli, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

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