Redazione

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Ryanair cambierà "la sua politica di lunga data di non riconoscere i sindacati al fine di evitare qualsiasi minaccia di interruzione del servizio ai suoi clienti e ai suoi voli da parte dei sindacati dei piloti durante la settimana di Natale". Questo quanto emerge da una nota scritta dalla società ai sindacati dei piloti di Irlanda, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Portogallo, invitandoli a colloqui per riconoscerli come organi rappresentativi in ognuno dei questi Paesi, purché istituiscano delle commissioni che si occupino delle questioni della compagnia. La compagnia aerea irlandese, prosegue la nota, ha deciso di sospendere ogni sciopero "in modo che i nostri clienti possano aspettarsi di tornare a casa per Natale senza la minaccia o la preoccupazione" di scioperi.
In Italia il governo ha attaccato frontalmente la compagnia, dopo le minacce ai piloti di due giorni fa sulla loro adesione allo sciopero. Una retromarcia anche per l’esecutivo che aveva incensato il "modello low cost" appena un anno fa per l’annuncio di 44 nuove rotte nel nostro Paese e oltre un miliardo di investimenti. In conferenza stampa il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, si era congratulato per la scelta dei vertici di Ryanair. Poi le tensioni sottotraccia, anche per la crisi di Alitalia. Le accuse di concorrenza sleale e di dumping sociale mosse dai sindacati. A seguire la preoccupazione per le cancellazioni di centinaia di voli a settembre. Adesso con questa ultima mossa il clima sembra destinato a rasserenarsi. 

Su "A Conti Fatti" si parla di mobilità sostenibile.

Intervengono:

  • Simone Mori, presidente Elettricità Futura
  • Alberto Piglia, responsabile E-Mobility Enel X
  • Bruno Mattucci, presidente e amministratore delegato Nissan Italia

Su "A Conti Fatti" si parla di LIBRI

Intervengono:

  • Franco Leci, presidente dell'Associazione Italiana Editori
  • Rosa Maiello, presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche
  • Ambrogio Borsani, scrittore e docente di comunicazione

Su "A Conti Fatti" si parla di famiglia.

Intervengono:

  • Raffaella Saso, coordinatrice Osservatorio Famiglie Eurispes
  • Andrea Rapaccini, presidente Mbs Consulting
  • Gigi De Palo, presidente Forum Nazionale delle Associazioni Familiari

Don Sante Braggiè, parroco di Cremona, non si occuperà quest'anno di allestire il presepe. Alla base della motivazione c'è il rispetto verso le altre religioni. Il cappellano, a quanto pare, non desidera smuovere la suscettibilità dei fedeli islamici e degli induisti, presenti all’interno delle due comunità religiose più numerose in provincia di Cremona. L’allestimento del presepe - scrive Faro di Roma - è stato così affidato ad alcuni volontari. Sull'episodio si è esposta l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini, la quale si è augurata che don Braggiè ci ripensi e che si scusi con la comunità perché "il motivo – ha detto la Cappellini– non può essere la mancanza di rispetto che il presepe comporterebbe verso i fedeli di altre religioni e gli atei. Ritengo gravissimo che a pensare e a pronunciare simili parole sia un parroco che, prima di tutti, dovrebbe preservare, omaggiare e valorizzare i simboli della nostra cultura, della nostra tradizione, della nostra identità cristiana. Mi sento di chiedere a don Braggié di riflettere una volta di più sull’offesa che egli stesso ha invece rivolto con il suo atteggiamento al presepe e a tutta la comunità cristiana cremonese e non solo".

In Italia la sanità pubblica non è al tracollo rispetto ai paesi del resto d'Europa, ma - a differenza di quanto viene spesso riportato dagli organi di informazione - in alcuni casi, addirittura in crescita. Il dato positivo emerge dal rapporto realizzato da Eurispes ed Enpam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità. La ricerca ha messo al centro l'analisi del Sistema Sanitario Nazionale attraverso l’ottica dei cittadini-pazienti, ma senza nascondere le tematiche più generali della compatibilità nei conti pubblici. I problemi emersi sono molti e vanno dall'investimento dello Stato che è percentualmente più basso dell'1,1% rispetto alla media europea, al tema del precariato, ancora al personale sempre più vecchio e non sostituito adeguatamente, passando per la sproporzione tra casi di malasanità al nord Italia dove si registrano molte meno criticità rispetto a quanto avviene nel sud del nostro paese: la metà dei decessi (232, il 58%) è infatti riferibile alle regioni del Sud e alle Isole. Ma, ci sono anche lati positivi. A sorpresa, ad esempio, l'Italia nel settore medico ha un tasso di corruzione più basso rispetto a quelle di altri paesi europei (gli esperti stimano per il nostro paese una tasso del 5,59%, con un range che arriva nel resto d'europa anche al 10%). Merito è senza dubbio anche delle nostre forze dell'ordine, Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute e gli uomini della Guardia di Finanza, da sempre fortemente impegnate nel contrasto dell’illegalità. Inoltre vi è l’impatto positivo dell’azione di soggetti come la Consip e l’Anac che negli ultimi anni hanno iniziato a intervenire sui fronti della razionalizzazione della spesa e del corretto funzionamento dei tanti soggetti pubblici che devono dispensare il bene salute. 
 
 
"Il Sistema sanitario Nazionale - ha spiegato il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara - comprende in sé le molte carenze come pure le tante eccellenze. Occorre soprattutto ricordare che, nonostante i ritardi e i problemi, il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini". "Il nostro Sistema Sanitario Nazionale - gli ha fatto eco il presiente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti - è un fiore all’occhiello di civiltà che vogliamo difendere anche nell’interesse dei nostri iscritti che in esso operano". "Il nostro Rapporto - ha commentato il presidente Comitato Scientifico dell’Osservatorio Salute, Previdenza e Legalità, Vincenzo Macrì - si astiene rigorosamente da qualsiasi tentazione di forzature interpretative dei dati acquisiti ed elaborati e fa emergere che la situazione italiana non è peggiore delle altre per l’inefficienza, gli sprechi, le carenze organizzative, l’assenteismo, e le prassi corruttive". 

 

 

Su "A Conti Fatti" si parla di Natale.

Intervengono:

  • Natale Spineto, Università di Torino
  • Lorenzo Bazzana, Coldiretti
  • Gianni Pizzuti, Caritas di Roma

Finalmente la svolta: Facebook pagherà le tasse in Italia. La società di Mark Zuckerberg ha deciso di contabilizzare i ricavi di tutti i Paesi europei dove opera, dove sono stati realizzati e non più tutti a Dublino, come invece avviene finora. A renderlo noto Dave Wehner, Chief Financial Officer di Facebook, nella newsroom (sezione notizie) del social network. "Questo fornirà maggiore trasparenza ai governi e ai policy makers che nel mondo hanno chiesto una maggiore visibilità sui ricavi legati alle vendite locali", ha spiegato Wehner. Grande la soddisfazione del ministero dell'Economia. La decisione del colosso statunitense è stata spinta dalla Ue, che ha deciso di non farsi più sfuggire un’occasione così ghiotta per le casse dei suoi Stati membri. La notizia è apparsa nella newsroom della stessa Facebook a pochi giorni di distanza dall’annuncio dell’accordo siglato tra l’Irlanda e Apple per avviare il pagamento dei 13 miliardi di dollari di tasse non versate come richiesto dall’Ue.

L’Aula del Senato ha approvato con 180 sì la legge sul Biotestamento, superato l’esame dei 3.005 emendamenti presentati al disegno di legge sul biotestamento e supera la prova del voto segreto indenne. Molte proposte di modifica sono state "cangurate", cioè ridotte di numero, ma tutte, inesorabilmente, sono state respinte. 
In particolare è stato superato lo scoglio dell’articolo 3 del disegno di legge sul biotestamento, un altro punto nodale del testo che riguarda le Dat, cioè le "Disposizioni anticipate di trattamento". La norma è passato con 158 sì, 62 no e 10 astenuti. Respinto con voto segreto l’emendamento, a prima firma Gaetano Quagliariello (Idea), che chiedeva di mantenere sempre i trattamenti di sostegno vitale, ovvero l’idratazione e nutrizione. I no sono stati 163, 80 i sì e 2 astenuti.
Dura la presa di posizione di don Carmine Arice che ha raccontato all'AGI che nelle sue strutture, il Cottolengo non applicherà le Dat (Disposizioni anticipate di trattamento). "Noi – ha affermato il sacerdote al giornalista Salvatore Izzo – non possiamo eseguire pratiche che vadano contro il Vangelo, pazienza se la possibilità dell’obiezione di coscienza non è prevista dalla legge: è andato sotto processo Marco Cappato che accompagna le persone a fare il suicidio assisitito, possiamo andarci anche noi che in un possibile conflitto tra la legge e il Vangelo siamo tenuti a scegliere il Vangelo". "Di fronte ad una richiesta di morte – ha spiegato – la nostra struttura non può rispondere positivamente. Attualmente l’obiezione di coscienza non è prevista per le istituzioni sanitarie private, però io penso che in coscienza non possiamo rispondere positivamente ad una richiesta di morte: quindi ci asterremmo con tutte le conseguenze del caso".
Quanto al tema della sospensione dell’idratazione e della nutrizione invocato da diversi esponenti del mondo cattolico come la discriminante che impedisce un giudizio positivo sulle Dat, per don Carmine Arice superiore generale del Cottolengo "è un falso problema". "Le nostre riserve - ha spiegato il religioso a Izzo- sono motivate dalla questione di un’autodeterminazione che mortifica il rapporto medico-paziente e la professione stessa del medico, cristallizza una volontà espressa in tempi diversi dalla situazione che si sta vivendo in quel momento e soprattutto spinge a una visione della vita che non è accettabile, per la quale solo chi è vincente merita di sopravvivere".

Su "A Conti Fatti" si parla di Montagna.

Intervengono:

  • Rosa Laura Romeo, program officer Fao Mountain Partnership
  • Diego Florian, direttore FSC Italia
  • Enzo Di Natale, sindaco di Aielli

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